Trattamento di Esposizione Prolungata per il PTSD, con Edna Foa – Report dal workshop di Copenaghen

Tra le terapie Evidence Based per il PTSD, il trattamento di Esposizione Prolungata si colloca tra le procedure maggiormente presenti in studi di efficacia.

ID Articolo: 119297 - Pubblicato il: 17 marzo 2016
Trattamento di Esposizione Prolungata per il PTSD, con Edna Foa – Report dal workshop di Copenaghen
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La città danese di Copenaghen ha appena ospitato un workshop di formazione tenuto dalla Prof. Edna Foa ed dal Dr. Aaen Casper sul trattamento di Esposizione Prolungata del Disturbo da Stress Postraumatico.

Foa, direttrice del Centro per i disturbi d’ Ansia alla Penny University di Philadelphia è stata tra gli anni 80-90 figura determinante per lo sviluppo della Terapia cognitivo comportamentale del Ptsd, del Disturbo Ossessivo-Compulsivo e delle Fobie. Attualmente, tra le terapie Evidence Based per il Disturbo da Stress Postraumatico, il protocollo di Esposizione Prolungata (Prologed Exposure Therapy – PE), messo a punto da Edna Foa e dal suo gruppo alcuni anni fa (Foa et al, 2007), si colloca tra le procedure manualizzate insieme all’Emdr e alla Terapia Cognitiva Processuale (PCT) maggiormente presente in studi di efficacia e soggetta a sperimentazione (NovoNavarro et al, 2016).

La teoria alla base della concettualizzazione del Trattamento di Esposizione Prolungata era applicata già negli anni 80 ai disturbi d’ ansia con il nome di Teoria dell’elaborazione emotiva (Foa et al, 1986) e solo successivamente è stata applicata al disturbo da stress post traumatico (Foa et al, 1989).

Il protocollo di Esposizione Prolungata per il PTSD prevede dalle 10 alle 14 sedute di 90 minuti ciascuna e si presenta come trattamento per il disturbo da stress post traumatico e non per la terapia del trauma in generale.

Trattamento di Esposizione Prolungata per il PTSD, con Edna Foa - Report dal workshop di Copenaghen (FOTO)

Gianpaolo Mazzoni – Edna Foa

 

I moduli componenti del Trattamento di esposizione prolungata

Nell’agenda del Trattamento di Esposizione Prolungata sono presenti come moduli componenti: psicoeducazione sulle risposte al trauma e circoli di mantenimento del disturbo da stress post traumatico, esposizione immaginativa, esposizione in vivo ed homework (es. viene chiesto al paziente di riascoltare le registrazione delle sedute svolte durante ogni giorno della settimana). L’esposizione immaginativa si presenta come l’elemento maggiormente caratterizzante e specifico dell’intervento terapeutico: il paziente ripercorre all’episodio traumatico raccontando l’evento e successivamente il terapeuta lo aiuta, mediante domande, ad elaborare il materiale traumatico.

Messaggio pubblicitario Successivamente i singoli hot spots (frammenti del ricordo più attivanti) vengono ripetuti in modo ricorsivo. In tal senso il Trattamento di Esposizione Prolungata interviene sulle componenti disturbo da stress post traumatico sia sull’aspetto sintomatologico (es. flashback, incubi, ipererousal, perdita della dimensione presente) che sulle frequenti cognizioni irrealistiche (es. il mondo è cattivo, io sono incapace di affrontare lo stress legato all’evento traumatico e io sono colpevole) e sulla componente emozionale (legata a vissuti di paura, colpa, vergogna, rabbia ecc) utilizzando due componenti della processione dei ricordi dolorosi, quali l’ Activasion e la Correttive Information.

 

Trattamento di esposizione prolungata e ricerca

Complessivamente a livello di ricerca emerge come dato sempre più condiviso tra clinici e ricercatori, sia come pur con modelli teorici differenti, l’utilità di impiegare come una delle componenti centrali per la terapia del disturbo da stress post traumatico interventi esperienziali di tipo bottom up (Solomon & Heide, 2005) con attivazione di emozioni, sensazioni e componenti somatiche, così da contribuire alla modifica delle cognizioni disfunzionali apprese in questi tipo di pazienti e che bloccano i loro processi di adattamento emotivo e sociale.

Il corso nelle sue 4 giornate ha delineato aspetti teorici e video di sedute su vittime traumi, affiancati da simulazioni a piccoli gruppi sulle specifiche fasi della terapia e sulle tecniche in uso in questa forma di lavoro. Un esperienza ricca e molto stimolante in un gruppo di lavoro multietnico e con formazioni cliniche tra loro molto eterogenee.

Possiamo dire che il workshop ha rappresentato un tentativo di formare terapeuti con il brevetto di  Trattamento di Esposizione Prolungata anche nella ‘Vecchia Europa’ dove soprattutto alcuni paesi come l’Italia fanno ancora fatica ad impiegare protocolli di trattamento manualizzabili e replicabili in contesti clinici e di ricerca.

Doveroso ringraziamento ad E.Foa e A.Casper, direttore del Centro per la Terapia Dialettico Comportamentale ed il PTSD di Copenaghen per aver reso possibile questo eminente evento formativo.

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