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Effetti del Calcio Sociale sulla recovery: i primi risultati di uno studio sperimentale controllato

Il Calcio Sociale è un progetto di riabilitazione psichiatrica avviato nel 2014 teso a promuovere l'inclusione e con finalità riabilitative. 

ID Articolo: 119216 - Pubblicato il: 23 marzo 2016
Effetti del Calcio Sociale sulla recovery: i primi risultati di uno studio sperimentale controllato
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Calcio Sociale: Il CSM di Civita Castellana dell’ASL di Viterbo da due anni ha avviato un programma di riabilitazione psichiatrica che non poteva che riscuotere un grande successo vista la storia d’amore tra gli italiani e il calcio. Il progetto, denominato Calcio Sociale è partito nel 2014, si fonda su principi e valori volti a promuovere l’inclusione, l’accoglienza e l’accettazione della diversità.

Antonio Scarinci, Fabio Massimo Maurelli, Maurizio Menichelli, Martina Fantera, Jessica Galluzzi, Angelo Alessandro Scarinci

Introduzione

L’attività di riabilitazione dei pazienti coinvolti che presentano diagnosi e problemi di varia natura si svolge in un contesto caratterizzato da un’atmosfera emotiva calda e accogliente che permette l’interazione tra tutti i partecipanti. Le squadre che si affrontano, durante la partita di Calcio Sociale, perseguono uno scopo comune secondo regole condivise. L’agonismo è temperato dal coinvolgimento cooperativistico, e dalla valorizzazione delle risorse e dei punti di forza di ognuno messi a servizio della squadra.

Il calcio sociale diventa metafora della vita.

Le finalità di questa attività sono molteplici:
– promuovere interventi contro lo stigma;
– sollecitare la partecipazione attiva non solo degli utenti ma anche dei familiari delle associazioni, delle istituzioni locali;
– operare interventi di riabilitazione e psicoeducazione;
– promuovere una cultura dell’inclusione che favorisca la piena partecipazione alla vita sociale di soggetti troppo spesso esclusi ed emarginati.

Nei due anni trascorsi, i ragazzi coinvolti si sono impegnati con regolarità ad incontrarsi ogni lunedì della settimana al campo di calcio di una parrocchia assistiti da un infermiere psichiatrico, uno psichiatra e uno psicologo per svolgere gli allenamenti settimanali. La parrocchia e le associazioni che si muovono intorno ad essa sono stati ben lieti di ospitare la squadra. Sono state organizzate, inoltre, partite amichevoli con la partecipazione di utenti di altri servizi e tornei interregionali, nella primavera dello scorso anno ne è svolto uno a San Benedetto del Tronto.

A maggio p.v. gli utenti parteciperanno al V Torneo Internazionale di calcio a 6 dei DD.SS.MM. denominato “La testa nel pallone” che si terrà in Puglia.

Tra gli obiettivi della manifestazione, vi sono quelli di offrire ai partecipanti un’opportunità di crescita personale attraverso l’interazione con gli altri, stimolare il senso d’appartenenza, migliorare i deficit cognitivi e comportamentali.

Le abilità che consentono di identificare gli stati mentali e di intervenire su di essi, attribuendo a se stessi e agli altri emozioni, scopi e credenze sono essenziali per adottare piani funzionali per la vita di relazione e l’adattamento all’ambiente (Carcione, Nicolò; Procacci, 2012).
Le modalità di tipo esperienziale volte al cambiamento sono l’asse portante della riabilitazione ma l’intervento per dimostrarsi efficace deve essere valutato con rigore e metodo (Brenner, 1997; Ballack et al., 2003).

 

La valutazione dei pazienti prima e dopo l’esperienza del Calcio Sociale

Proprio a tal fine i pazienti che hanno aderito al Calcio Sociale sono stati fatti oggetto di valutazione all’inizio dell’attività e a distanza di un anno e confrontati con un gruppo di controllo in relazione alla diminuzione dei sintomi, all’incremento della metacognizione e al loro funzionamento complessivo. Gli strumenti di valutazione utilizzati sono stati la SCL-90-R (Derogatis, 1994) , il Metacognitions Questionnaire (Cartwright, Wells, 2002) e la Scala per la Valutazione Globale del Funzionamento (APA, 2000).

Messaggio pubblicitario La Symptom Checklist-90-R è uno strumento autosomministrato. Nella sua versione definitiva la scala risulta composta da 90 item e valuta la presenza e la gravità di sintomi di disagio psichico nell’ultima settimana (incluso il giorno in cui avviene la valutazione) in diversi domini. A ogni item viene attribuito un punteggio su una scala Likert a cinque punti. La natura multidimensionale della SCL-90-R consente di ottenere informazioni specifiche rispetto al disagio sintomatologico nei diversi domini indagati, oltre che informazioni più generali attraverso la lettura degli indici globali.
Il Metacognitions Questionnaire misura contenuti metacognitivi. E’ composto da 65 item che formano 5 sottoscale: credenze positive riguardo alla preoccupazione; credenze di incontrollabilità e pericolo; convinzioni di competenza cognitiva; credenze negative generali; autoconsapevolezza cognitiva. Gli item sono valutati su una scala Likert a 4 punti.

La Scala per la Valutazione Globale del Funzionamento considera il funzionamento psicologico, sociale e lavorativo nell’ambito di un ipotetico continuum salute-malattia mentale. Si compone di 11 range con un punteggio che varia da 1 a 100. Il punteggio è assegnato dal curante che dispone delle informazioni sul paziente.

Quattro dei sette pazienti che hanno dichiarato la disponibilità a intraprendere il programma hanno una diagnosi di schizofrenia di tipo paranoide (DSM IV F.20.0X), uno ha una diagnosi di disturbo psicotico NAS (DSM IV F.29), tutti vengono trattati farmacologicamente con neurolettici di nuova generazione; un soggetto ha diagnosi di disturbo depressivo maggiore ricorrente (DSM IV F. 33. X) e viene trattato con neurolettico di nuova generazione, stabilizzatore dell’umore e psicoterapia; il settimo partecipante ha diagnosi di disturbo borderline di personalità (DSM IV F. 60.31) con trattamento psicoterapeutico. La scala per la Valutazione Globale del Funzionamento dei pazienti in fase di stabilizzazione al momento dell’intervento presenta un range che varia da 55 a 60 punti (sintomi moderati – es: affettività appiattita e linguaggio circostanziato, occasionali attacchi di panico oppure moderate difficoltà nel funzionamento sociale, lavorativo e scolastico – es: pochi amici, conflitti con i compagni di lavoro).

I soggetti del gruppo di controllo sono stati selezionati in modo da avere omogeneità con il gruppo sperimentale relativamente alla diagnosi, al trattamento e alla valutazione globale del funzionamento (range 55-60).
L’ipotesi avanzata era che i partecipanti potessero migliorare la propria metacognizione, diminuire la sintomatologia e mantenere stabile o migliorare il funzionamento a distanza di un anno.

Nella tab. 1 sono riportate le statistiche descrittive dei due gruppi in relazione alle 10 sottoscale del test SCL-90-R (SCL1…SCL10) e alle 5 sottoscale del test MCQ (MCQ1…MCQ5).

 

I risultati

I dati sono stati elaborati con il programma SPSS 21. E’ stata fatta una ANOVA per verificare gli effetti dell’intervento di riabilitazione nell’arco di tempo di un anno confrontando il gruppo sperimentale con il gruppo di controllo. Gli effetti della variabile GRUPPO indicano differenze che dipendono principalmente dalle caratteristiche del campione.

Gli effetti della variabile TEMPO indicano differenze che dipendono principalmente dal trascorrere del tempo e che agiscono parimenti su entrambi i gruppi. Occorre notare che i valori medi delle sottoscale sintomatologiche del SCL-90-R e delle sottoscale del MCQ sono tutti diminuiti.

Gli effetti di interazione delle variabili GRUPPOxTEMPO indicano differenze che dipendono in qualche modo dall’interazione delle variabili stesse. L’effetto sulle dimensioni MCQ1 (Convinzioni positive riguardo alla preoccupazione) e MCQ5 ( Autoconsapevolezza cognitiva) e SCL1 (somatizzazioni) sono quelle su cui ha agito l’intervento svolto in quanto risultano significative (rispettivamente F= 4,935 – p< .05; F= 4,694 – p<.05; F= 4,934 – p<.05).

Queste variabili sono diminuite nel tempo per gli sperimentali e non tra i controlli.

Le convinzioni positive riguardo alla preoccupazione utilizzate per prevenire ed evitare minacce e pericoli rappresentano strategie di fronteggiamento disadattive che causano rimuginio e ruminazione e attivano memoria e attenzione selettive, contribuendo a creare problemi di elaborazione emotiva. L’autoconsapevolezza cognitiva (per es: presto molta attenzione al modo in cui funziona la mia mente) nel modello della funzione autoregolatoria di Wells (2012) è associata a effetti deleteri sulla cognizione con esiti emozionali patologici.

Lo sport e l’attività fisica in genere è un ottimo rimedio per chi tende a somatizzare gli stati emotivi e i dati riguardanti la sottoscala SCL1 lo attestano.

I valori medi riportati dal gruppo sperimentale per MCQ1 pari a 35,38 al post test sono inferiori a quelli di un campione non clinico (35,8) riportati da Wells (2002) nello studio di validazione del test, e questo vale anche per la sottoscala MCQ5 pari a 15,88 al post-test a fronte di un punteggio pari a 18,2 del campione non clinico (Cfr. Tab.1).

Di seguito si riportano i dati della varianza (la differenza media è significativa al livello ,05) con la correzione dell’errore del primo tipo in presenza di test multipli sugli stessi dati (test di Bonferroni).

 

Messaggio pubblicitario La valutazione rispetto al funzionamento dei pazienti è stata operata attraverso la scala VGF.
I punteggi medi riportati dai pazienti del gruppo sperimentale sono passati dal range 50-60 (Sintomi moderati – es: affettività appiattita e linguaggio circostanziato, occasionali attacchi di panico – oppure moderate difficoltà nel funzionamento sociale, lavorativo o scolastico – es: pochi amici, conflitti con i compagni di lavoro) al range 60-70 (Alcuni sintomi lievi – es: umore depresso, insonnia lieve – oppure difficoltà nel funzionamento sociale, lavorativo o scolastico – es: assenze ingiustificate a scuola o furti in casa – ma in genere funziona bene e ha alcune relazioni personali significative) mentre i punteggi dei pazienti del gruppo di controllo sono rimasti invariati (range 50-60).

Naturalmente occorrerà effettuare ulteriori verifiche nel tempo ma i risultati ottenuti in questa prima fase sembrerebbero incoraggianti in relazione all’efficacia dell’intervento riabilitativo Calcio Sociale per la recovery, anche se una serie di variabili confondenti (ad esempio gli eventi critici di vita) che non sono state prese in considerazione potrebbero agire sugli stati interni dei pazienti e condizionare i risultati.

Nell’allegato è possibile visualizzare le analisi dei dati.

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Bibliografia

  • American Psychiatric Association, (2000) Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders Fourth Edition, Text Revision (DSM IV –TR), Masson, Milano.
  • Bellack, A.S. et al. (2003) Social Skills Training per il trattamento della schizofrenia, Centro Scientifico Editore, Torino.
  • Brenner, H.D. et al.(1997) Terapia Psicologica Integrata. Programma strutturato per la riabilitazione del paziente schizofrenico, Mc Graw-Hill, Milano.
  • Carcione, A., Nicolò, G., Procacci, M. (2012) Manuale di terapia cognitiva delle psicosi, Franco Angeli, Milano.
  • Derogatis, L.R. (1994). Symptom Checklist-90-R: Administration, scoring, and procedures manual (3rd ed.). Minneapolis, MN: National Computer Systems.
  • ISICULT (2010) Intervista a Massimo Vallati. Presidente Associazione Calcio Sociale, Roma, www. Isicult.it
  • Wells, A. (2002) Disturbi emozionali e metacognizione. Nuove strategie di psicoterapia cognitiva, Erickson, Trento.
  • Wells, A. (2012) Terapia metacognitiva dei disturbi d’ansia e della depressione, Eclipsi, Firenze.
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