La mindfulness per combattere l’obesità nei bambini

La mindfulness risulta efficace nel ridurre l'impulsività e aumentare l'inibizione; dunque può essere utile per inibire l'impulso a mangiare nei bambini

ID Articolo: 117529 - Pubblicato il: 04 febbraio 2016
La mindfulness per combattere l’obesità nei bambini
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La Mindfulness si è dimostrata efficace nell’aumentare l’inibizione e diminuire l’impulsività. Dal momento che l’obesità e i comportamenti alimentari non salutari sono associati ad uno squilibrio tra le connessioni nel cervello che controllano l’inibizione e l’impulso, la minfulness potrebbe contribuire a trattare o prevenire l’obesità infantile.

Una nuova ricerca condotta alla Vanderbilt University School of Medicine suggerisce che ci siano differenze negli equilibri neurali dei cervelli dei bambini normopesi e obesi, che inducono questi ultimi a mangiare troppo. Una perdita di peso stabile è difficile da raggiungere per questi bambini e questo può essere dovuto al fatto che richiede cambiamenti nel funzionamento cerebrale, oltre a cambiamenti di dieta e all’esercizio fisico. Secondo gli autori dello studio un modo per gestire in modo efficare il peso potrebbe essere quello di identificare precocemente i bambini a rischio per l’obesità e utilizzare la mindfulness per controllare l’impulsività a mangiare troppo.

La Mindfulness si è dimostrata efficace nell’aumentare l’inibizione e diminuire l’impulsività. Dal momento che l’obesità e i comportamenti alimentari non salutari sono associati ad uno squilibrio tra le connessioni nel cervello che controllano l’inibizione e l’impulso, la minfulness potrebbe contribuire a trattare o prevenire l’obesità infantile.

Messaggio pubblicitario Chodkowski e il suo team hanno identificato tre aree del cervello che possono essere associate al peso e alle abitudini alimentari: il lobo parietale inferiore, associato all’inibizione, cioè alla possibilità di ignorare una risposta automatica (in questo caso mangiare); il lobo frontale, associato all’impulsività; e il nucleo accumbens, associato alla ricompensa.
I ricercatori hanno usato i dati raccolti dal Enhanced Nathan Kline Institute di 38 bambini di età compresa 8-13 anni. Cinque dei bambini sono stati classificati come obesi, e sei in sovrappeso. I dati inseriti riguardavano il peso dei bambini e le loro risposte all’Eating Behaviour Questionnaire, che descrive le abitudini alimentari nei bambini. I ricercatori hanno utilizzato anche la risonanza magnetica che ha evidenziato l’attivazione delle tre regioni del cervello interessate dallo studio.

I risultati hanno rivelato un legame preliminare tra peso, comportamento alimentare ed equilibrio nella funzionalità cerebrale. I bambini che si comportavano in modo da evitare di mangiare troppo presentavano maggiori connessioni nell’area cerebrale legata all’inibizione rispetto a quella legata all’impulsività. Al contrario, nei bambini che si comportavano in modo da mangiare troppo, era l’area associata all’impulsività ad essere maggiormente attivata rispetto a quella associata all’inibizione.

Pensiamo che la minfulness potrebbe ricalibrare lo squilibrio nelle connessioni cerebrali associate all’obesità infantile
ha detto il dottor Cowan, della Vanderbilt University School of Medicine.

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