Anoressia: sarà presentata a breve la proposta di legge per il TSO in caso di rifiuto delle cure

L'iniziativa di una deputata del Pd: Tso nei casi più gravi di Disturbi del Comportamento Alimentare. La proposta di legge presto presentata alla Camera.

ID Articolo: 110501 - Pubblicato il: 20 maggio 2015
Anoressia: sarà presentata a breve la proposta di legge per il TSO in caso di rifiuto delle cure
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La Redazione di State of Mind segnala questo articolo pubblicato su La Repubblica:

 

I Disturbi del Comportamento Alimentare e in particolare l’anoressia nervosa, rappresentano oggi una fonte di allarme sociale data la loro sempre più crescente diffusione.

L’anoressia nervosa spesso presenta un quadro psichico caratterizzato da un confronto compulsivo con le altre persone, un forte bisogno di controllo, odio per se stesse/i, ritiro sociale, umore depresso, ecc. fino ad arrivare a volte anche a comportamenti autolesivi.

Tra le tante conseguenze fisiche dannose c’è un rallentamento del tempo di digestione, del battito cardiaco, della pressione sanguigna e della temperatura e spesso l’ assenza del ciclo mestruale.

E’ dunque evidente la gravità di tale disturbo: chi soffre di Anoressia Nervosa ha una mortalità tra le 5 e le 10 volte maggiore dei loro coetanei. Sembrerebbe dunque necessario intervenire tempestivamente con un trattamento psichico, nutrizionale e psicologico.

La deputata del PD Sara Moretto ha avanzato, a riguardo, una proposta di legge per il TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio) per i casi di gravi disturbi del comportamento alimentare. Tale proposta sarà presentata domani, 21 maggio 2015, alla Camera dei deputati, alle 14,30.

A detta della Moretto, infatti, c’è un buco normativo nel nostro sistema sanitario per la gestione di casi di bulimia e anoressia nervosa: pur essendo disturbi psichiatrici, non c’è una norma che obbliga i pazienti maggiorenni ad accettare la nutrizione obbligatoria, se questi la rifiutano. La deputata propone un trattamento fornito dal Servizio Sanitario Nazionale, nelle strutture pubbliche di tutta Italia, gestito da una équipe multi professionale includente psichiatri, esperti in nutrizione clinica e pediatri.

 

La proposta – spiega Moretto – nasce dalla constatazione che molte persone affette da disturbi del comportamento alimentare rifiutano, stabilmente o periodicamente, i trattamenti sanitari. In modo particolare c’è spesso un rifiuto dei trattamenti nutrizionali anche quando hanno caratteristiche di cure salva vita o, comunque, in condizioni di grave malnutrizione.

 

Leggi il commento del Dott. Riccardo Dalle Grave, medico, psicoterapeuta ed esperto di Disturbi del Comportamento Alimentare.

 

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Tratto da: La Repubblica

 

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