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Confessioni di una sociopatica: viaggio nella mente di una manipolatrice – Recensione

Il libro è la testimonianza di M. E: Thomas, una donna con diagnosi di disturbo antisociale di personalità che tende a manipolare gli altri per i suoi scopi

ID Articolo: 108430 - Pubblicato il: 15 aprile 2015
Confessioni di una sociopatica: viaggio nella mente di una manipolatrice – Recensione
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Michela Dellantonio

Il libro è la testimonianza di M. E. Thomas, una donna con diagnosi di disturbo antisociale di personalità. È un’affermata avvocatessa, docente di diritto, ha un ottimo lavoro, una bella famiglia, è pubblicista per le maggiori riviste scientifiche, dona il dieci per cento del suo reddito in beneficenza, alla domenica fa volontariato come insegnante in una scuola.

Fin qui niente di strano se non per il fatto che le manca soltanto una cosa: la morale, e non ne sente la mancanza. E’ una sociopatica, che vuole mantenere l’anonimato e che racconta la storia della sua vita:

“una storia vera raccontata attraverso un filtro. È il filtro attraverso cui io vedo il mondo, fatto di megalomania, idee fisse e di una totale mancanza di comprensione nei confronti degli altri”.

“Sono una persona libera dalle emozioni più irrazionali e incontrollabili. Sono furba e calcolatrice. Sono intelligente, sicura di me e molto affascinante; ma faccio anche del mio meglio per reagire in maniera appropriata ai confusi segnali emotivi che mi vengono lanciati dalle altre persone.

Messaggio pubblicitario Nel libro l’autrice fa trasparire la sua fame di successo e ammirazione, la sua continua e ossessiva ricerca del potere e delle vincite al gioco. Descrive  candidamente una vita di furbizia e falsità in cui “ogni persona, ogni cosa può essere misurata con precisione matematica per ricavarne qualche vantaggio”.

E. Thomas è anche una donna senza scrupoli e manipolatrice, ma lei definisce la manipolazione una caratteristica positiva che le permette di 

“mettere a frutto i doni che mi ha dato il buon Dio!”

È una donna che va fiera di aver portato alla rovina delle persone per raggiungere il suo scopo; ne è un esempio il suo agire meschino quando da adolescente riuscì a far licenziare un professore che la valutava, secondo lei, in modo non adeguato, montando un caso di molestie sessuali in piena regola.

L’autrice ritiene le relazioni intime alla stregua di transazioni finanziarie; all’interno delle quali è la seduzione che le provoca piacere, non la relazione in se stessa, nella quale incanta e manipola i suoi partner come fossero dei “beni”.

Secondo M. E. Thomas non esiste una cura specifica, se non quella di trarre beneficio dall’essere mormone, cosa che permette a ciascun individuo di quella confessione religiosa di migliorare se stesso attraverso l’impegno sociale.

Nella storia che racconta emergono anche alcune cose di lei “piacevoli”:

  • non è un maniaco omicida, ma un “alto funzionante sociopatico”;  non fa male fisicamente alle persone (nonostante abbia impulsi per farlo), in genere segue le regole e i regolamenti sociali;
  • fa cose belle per la gente (ha comprato una casa a suo fratello), fa volontariato e dona in beneficenza, ai suoi studenti dà amore,  apprezza la sua famiglia.

Messaggio pubblicitario L’autrice è consapevole di sé, ha cercato aiuto per gestire il suo disordine, ne ha parlato apertamente nel libro, ha creato un blog (www.sociopathworld.com) in cui discute con altri psicopatici e non, anche se ammette di aver agito in tal modo per trarne profitto.

Ha avuto il coraggio di confessare il suo disturbo ai parenti più stretti e a un paio di amici, dopo di allora lo ha rivelato ad una o due persone all’anno, solamente quando ha avuto necessità di consigli in un campo in cui erano esperti (scrittura, ottimizzazione del sito,..) o 

“semplicemente perché morivo dalla voglia di far sapere a qualcuno di qualche fantastica canagliata che ero riuscita a combinare: un prepotente fatto fuori, o un tizio sedotto solo per il gusto di rovinarlo”.

Ora attraverso il libro vuole in qualche modo togliersi quella maschera di anonimato per mostrare al mondo chi è realmente, per 

“vivere alla luce del sole e fare in modo che quelli come me sappiano che non sono soli”.

 

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