expand_lessAPRI WIDGET

Lo stigma nei confronti dell’obesità, gli effetti discriminanti sulla percezione degli odori

I risultati mostrano che le sostanze sono percepite con un odore peggiore se associate ad immagini di persone con sovrappeso rispetto a quelle normopeso...

Di Daniele Di Pauli

Pubblicato il 12 Mar. 2015

Aggiornato il 01 Mar. 2016 16:35

I risultati mostrano come le sostanze siano percepite con un odore peggiore se associate alle immagini raffiguranti le persone con sovrappeso rispetto a quelle normopeso.

Siamo abituati a misurare il peso attraverso l’ago della bilancia, ma spesso siamo inconsapevoli di quello invisibile dato da una società che stigmatizza i chili in eccesso. La ricerca scientifica ha ampiamente dimostrato come le persone, a causa del proprio peso,  possano essere penalizzate nei domini più importanti della vita come lavoro, istruzione, relazioni interpersonali, tempo libero e cure mediche.

L’obesità è considerata più una colpa che una malattia cronica a causa multifattoriale e questa visione negativa è ben sostenuta da numerosi e diffusi stereotipi che descrivono le persone con sovrappeso come pigre, sciatte, senza forza di volontà, incuranti della propria salute ecc…

STIGMA

Questi atteggiamenti negativi possono manifestarsi in maniera aperta (es. prese in giro, esclusioni sociali, bullismo) o più sottile come dimostrato da un recente lavoro di Incollingo Rodriguez, Tomiyama e Ward apparso sul numero di Febbraio dell’International Journal of Obesity dal titolo “What does weight stigma smell like? Cross-modal influence of visual weight cues on olfaction”.

Nello studio i ricercatori hanno chiesto a dei soggetti di visionare delle immagini che potevano rappresentare persone normopeso, o con sovrappeso, mentre annusavano sostanze che, a loro insaputa, non avevano odore.

I risultati mostrano come le sostanze siano percepite con un odore peggiore se associate alle immagini raffiguranti le persone con sovrappeso rispetto a quelle normopeso.

Questo articolo conferma le conclusioni di uno studio del 2003 di Hebl e Mannix (Hebl, M.R., & Mannix, L.M., 2003) in cui un candidato per un lavoro (di genere maschile) era valutato in modo peggiore se visto vicino a una donna con obesità rispetto a un uomo vicino a una donna normopeso.

OBESITA’

I risultati suggeriscono che lo stigma verso le persone obese può essere indagato indirettamente attraverso le risposte olfattive e confermano ulteriormente la natura pervasiva di quella che è definita come una delle ultime forme di discriminazione socialmente accettata.

Lo studio dello stigma verso l’obesità e chi ne soffre è importante in quanto può influire negativamente sulla qualità di vita della persona che lo subisce o avverte.

Inoltre gli atteggiamenti negativi verso le persone a causa del peso possono presentarsi anche nell’ambiente sanitario ponendo una barriera al trattamento di quella che è a tutti gli effetti una malattia cronica e non una colpa o scelta dell’individuo. L’unica colpa sarebbe non dare peso a questa problematica.

Lo scrittore William McFee ha scritto “Non c’è come un odore per risvegliare le memorie”, speriamo che questo studio contribuisca ulteriormente a risvegliare le coscienze sugli effetti e natura dello stigma basato sul peso.

ARTICOLO CONSIGLIATO:

Lo stigma basato sul peso: nemico più che alleato

BIBLIOGRAFIA:

Si parla di:
Categorie
SCRITTO DA
Daniele Di Pauli
Daniele Di Pauli

Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale

Tutti gli articoli
ARTICOLI CORRELATI
cancel