Ricerca strategica e abituale di sostanze stupefacenti: cosa cambia a livello cerebrale

Vari ricercatori, mostrando le specificità di circuiti cerebrali attivi in diversi pattern di addiction, hanno testato un nuovo intervento farmacoterapico.

ID Articolo: 101466 - Pubblicato il: 17 luglio 2014
Ricerca strategica e abituale di sostanze stupefacenti: cosa cambia a livello cerebrale
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L’addiction  – in specifico della cocaina- può essere caratterizzata dalla transizione attraverso diversi pattern comportamentali: da una modalità di ricerca della sostanza strategica a un pattern di ricerca abituale. La transizione da una modalità all’ altra è associata a cambiamenti cerebrali a carico del sistema dopaminergico.

L’addiction in generale -e in specifico della cocaina- può essere caratterizzata dalla transizione attraverso diversi pattern comportamentali: da una modalità di ricerca della sostanza (drug-seeking) strategica (ad esempio, in cui vi è un processo decisionale abbastanza veloce in cui si decide di ricercare una sostanza per ottenere un effetto desiderato) a un pattern di ricerca abituale della sostanza (ad esempio, dove il comportamento di uso è sensibile ai trigger di disponibilità della sostanza in specifici contesti d’uso).

Messaggio pubblicitario La transizione da una modalità all’ altra è associata a cambiamenti cerebrali a carico del sistema dopaminergico: in relazione al primo pattern di drug-seeking strategico sarebbe coinvolta la regione ventrale inferiore dello striato deputata al meccanismo psicologico del rinforzo, mentre in occorrenza del pattern di ricerca abituale sarebbe maggiormente coinvolta la parte superiore dorsolaterale implicata nel mantenimento delle abitudini.

In un recente articolo pubblicato su Biological Psychiatry i ricercatori si sono concentrati sulla farmacoterapia in relazione a queste fasi focalizzandosi sulla sensibilità al blocco dei recettori della dopamina e sul ruolo che l’impulsività gioca in questi processi e pattern comportamentali.

I ricercatori hanno somministrato una sostanza in grado di bloccare i recettori della dopamina (α-flupenthixol) direttamente nell’area cerebrale dello striato dorsolaterale superiore in topi che si trovavano in diverse fasi di addiction: anzittutto hanno scoperto che i topi migravano dall’insensibilità alla sensibilità agli effetti inibitori del farmaco sul comportamento di ricerca della cocaina, ma che tale transizione era anche influenzata dai livelli di impulsività dei topi.

In particolare, gli animali che si trovavano in una fase di inziale di dipendenza e di drug-seeking si dimostravano insensibili all’effetto del farmaco bloccante i recettori della dopamina, mentre tale farmaco (citarlo) risultava efficace nel sopprimere la ricerca di cocaina in animali che presentavano una più lunga storia di uso auto-somministrato e dunque pattern di drug-seeking abituale.

Inoltre, i livelli di impulsività sembrano moderare la velocità di transizione attraverso le diverse fasi: animali più impulsivi soffrirebbero di un passaggio più lento da drug-seeking strategico a drug-seeking abituale – e quindi dall’insenbilità alla sensibilità al farmaco – rispetto ai topi con minori livelli di impulsività.

Quindi i risultati dimostrano che anche se sia ratti impulsivi che non impulsivi sviluppano parttern di ricerca abituale della cocaina, lo fanno con velocità differente: i topi impulsivi vi arrivano con tempi più dilatati.

Lo studio, mettendo in luce le specificità dei meccanismi cerebrali attivati a diverse fasi dei pattern di addiction, potrà consentire dunque di studiare e testare interventi farmacoterapici modulati su tali aspetti differenziali in termini di comportamenti d’uso.

 

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BIOGRAFIA: 

  • Murray, J. E., Dilleen, R., Pelloux, Y., Economidou, D., Dalley, J. W., Belin, D., Everitt, B.J. (2014). Increased Impulsivity Retards the Transition to Dorsolateral Striatal Dopamine Control of Cocaine Seeking. Biological Psychiatry, 2014; 76 (1): 15 DOI: 10.1016/j.biopsych.2013.09.011 DOWNLOAD
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