Strategie per incrementare l’efficacia della regolazione emotiva

Un nuovo studio evidenzia le strategie per incrementare l'efficacia della regolazione emotiva attraverso la tecnica del reappraisal cognitivo - Psicologia

ID Articolo: 42286 - Pubblicato il: 24 aprile 2014
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Rassegna Stampa - State of Mind - Il Giornale delle Scienze Psicologiche

 

La ricerca rappresenta un contributo empirico sperimentale nell’ambito della psicologia generale che sostiene l’efficacia a medio termine dell’appropriazione di strategie di regolazione emotiva in un campione di soggetti non patologici.

Una delle criticità nello studio dei processi di regolazione emotiva nell’ambito della psicologia generale consiste nella appropriazione di efficaci strategie nel medio e lungo periodo. Di fatto le ricerche sperimentali in tale ambito hanno dimostrato l’efficacia di alcune strategie regolatorie che i soggetti erano chiamati ad utilizzare durante la singola sessione sperimentale.

Un nuovo studio pubblicato su Emotion si è occupato di come incrementare l’efficacia della regolazione emotiva a medio termine in soggetti sani.

Focalizzandosi sulla strategia del reappraisal cognitivo, che implica il reframing cognitivo degli eventi emotigeni allo scopo di modulare l’emozione stessa, i ricercatori hanno utilizzato un task sperimentale di reppraisal già noto in letteratura e hanno misurato l’efficacia in termini di regolazione emotiva a seguito di 4 sessioni sperimentali consecutive ( a distanza di 3-5 ciascuna) di training e pratica guidata in due diverse strategie di reappraisal cognitivo.

Tutti i soggetti hanno compilato questionari self-report come misure di outcome tra cui Perceived Stress Scale e il Positive and Negative Affect Schedule.

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Tre gruppi di soggetti sono stati randomicamente assegnati alle condizioni “distanziamento” (tecnica di reppraisal per cui al soggetto si chiede di vedere l’immagine emotigena come oggettiva, imparziale e secondo un’ottica scientifica distaccata), “reinterpretazione” (tecnica di reappraisal che prevede che i soggetti cerchino di raccontarsi una storia tale per cui l’immagine emotigena aversiva evolverà in modo più positivo oppure di focalizzarsi su dettagli non cosi terribili), “controllo” (assenza di strategie di regolazione emotiva).

I risultati dimostrano che sia nella condizione di “distanziamento” che “reinterpretazione” si ha una riduzione nei self-report dell’affettività negativa, anche se gli effetti più significativi e a lungo termine relativamente alla riduzione dello stress percepito nella quotidianità si riscontrano solo a carico del gruppo “Distanziamento” rispetto alla condizione di controllo (effetto dunque non attribuibile all’abituazione).

La ricerca rappresenta un contributo empirico sperimentale nell’ambito della psicologia generale che sostiene l’efficacia a medio termine dell’appropriazione di strategie di regolazione emotiva in un campione di soggetti non patologici.

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