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Dialectical Behavioral therapy (DBT): Skills Training – Report

Dialectical Behavioral therapy -Approfondimento del significato ed applicazione con il paziente delle tre strategie “core” della DBT.

ID Articolo: 39198 - Pubblicato il: 03 febbraio 2014
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DIALECTICAL BEHAVIORAL THERAPY (DBT)

Reportage del primo training intensivo sulla DBT

Vicenza – 17, 18, 19 gennaio 2014

 

Dialectical Behavioral therapy: Skills Training - LocandinaUna parte sostanziale del training è stata dedicata all’approfondimento del significato ed applicazione con il paziente delle tre strategie “core” della DBT, tra cui la Validazione.

Validazione come capacità di restituire al paziente la sua storia di vita di costante invalidazione emotiva come contenitore entro cui la sua sofferenza acquisisce un senso.

Si è concluso il primo dei tre Training intensivo sulla Dialectical Behavioral Terapy (DBT) che ha avuto luogo a Vicenza dal 17 al 19 Gennaio 2014. Per chi ha avuto modo di partecipare è stata una esperienza intensa, faticosa ma allo stesso tempo arricchente e stimolante dal punto di vista professionale, che ha fornito molteplici spunti di riflessione e competenze pratiche di immediato ed efficace utilizzo nell’ambito del lavoro clinico con i nostri pazienti.

La DBT è una terapia evidence-based originariamente pensata e concettualizzata negli anni ‘70 da Marsha Linehan, a partire dal Modello Cognitivo-Comportamentale Classico, per il trattamento dei pazienti gravemente suicidari e affetti da Disturbo Borderline di personalità.

Dalla sua applicazione originaria grazie anche al contributo di altri autori e della stessa fondatrice, il modello è stato implementato, ed è attualmente applicato nel trattamento di una varietà di popolazioni cliniche, tra cui pazienti affetti da abuso/dipendenza da sostanze, Disturbi Alimentari, PTSD, Disturbi Dissociativi e Disturbo Antisociale.

Inoltre sono stati sviluppati protocolli specifici per adolescenti, adulti, famiglie e anziani. Nonostante le diverse applicazioni del modello esso mantiene il suo “core” di intervento, ovvero il trattamento della disregolazione emotiva e del discontrollo degli impulsi.

Questo training intensivo sulla DBT, suddiviso in tre moduli ed organizzato dalla PDFRI (Personality Disorders – Formazione e Ricerca Italiana) in collaborazione con la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Cognitiva, vede la sua forza nel suo conduttore, il Professor Charles R. Swenson, uno dei massimi esperti di DBT a livello internazionale.

Psichiatra e Professore Associato presso la Facoltà di Medicina dell’Università del Massachusetts, il Professor Swenson ha diretto il programma di ospedalizzazione a lungo termine per pazienti con Disturbo Borderline di Personalità del Prof. Otto Kernberg a New York, e successivamente si è formato con Marsha Linehan sulla DBT ed ha sviluppato un adattamento ospedaliero della stessa, dirigendo il primo programma DBT al di fuori della clinica della sua fondatrice.

In seguito ha sviluppato un programma DBT ambulatoriale, per poi dedicare la sua attività di formatore e consulente all’implementazione del modello DBT in diversi setting clinici. Psicoanalista di nascita e terapeuta DBT di adozione, oggi Swenson è uno dei più esperti clinici, trainer e formatori DBT, uno dei fondatori della Società Internazionale per il miglioramento e Insegnamento della DBT (ISITDBT), vincitore del premio per l’insegnamento della tecnica e ricercatore esperto nell’ambito del Disturbo Borderline di Personalità e dell’applicazione della DBT.

Questo il suo curriculum, ma di persona il Professor Swenson è molto di più. Uomo di ampia cultura, clinico attento e dalle brillanti intuizioni ma anche esperto e competente nel lavoro con i pazienti, è stato capace, grazie ad un’ottima oratoria, di coinvolgere il pubblico, di insegnare le skills DBT con precisione ma allo stesso tempo trasmettendo la sua passione per la clinica, la sua professionalità ed attenzione per il paziente e il suo entusiasmo per un modello di cui la ricerca scientifica sta dimostrando con sempre più forza l’efficacia.

Grazie all’uso di esperienze di vita personali, racconti di momenti significativi del trattamento con i suoi pazienti, casi clinici, simulate e materiale video Swenson ha dedicato questi primi tre giorni intensivi a fornire una dettagliata panoramica della DBT, includendo storia ed evoluzione del modello, sua applicazione e dati di efficacia. Sono stati quindi presentati e discussi i principi generali del modello e la struttura del trattamento, con particolare attenzione sia alla sua declinazione all’interno dei gruppi (come da modello originario) sia fornendo indicazioni e suggerimenti utili all’interno di un setting di terapia individuale.

Messaggio pubblicitario I partecipanti hanno potuto così acquisire una buona conoscenza della Teoria Bio-Sociale che, nel modello DBT, spiega lo sviluppo del Disturbo Borderline di personalità, ed hanno potuto apprendere le tecniche di utilizzo in seduta dell’ Analisi della Catena Comportamentale, lo strumento di assessment principale in DBT, efficace nell’individuazione dei pattern comportamentali problematici, dei loro antecedenti in termini di fattori di vulnerabilità e conseguenze.

Esercitazioni pratiche e simulate hanno inoltre permesso di declinare nella pratica la teoria e di riflettere sulle problematiche e sulle strategie di gestione delle stesse che possono incorrere nell’applicazione della tecnica durante il colloquio.

Una parte sostanziale del training è stata dedicata all’approfondimento del significato ed applicazione con il paziente delle tre strategie “core” della DBT, ovvero la Validazione, che si rifà e attinge dal repertorio della Mindfulness, il Problem-solving, eredità del modello Cognitivo-Comportamentale classico e la Dialettica, introdotta originariamente da Marsha Linehan come specifica modalità di dialogo tra paziente e terapeuta utile al fine di gestire il conflitto e superare i momenti di impasse.

Validazione non solo come empatia, ma come la capacità del terapeuta di riconoscere e prendere atto di come le reazioni emotive, cognitive e comportamentali del paziente abbiano un significato comprensibile se contestualizzate all’interno (e sulla base) del contesto, degli antecedenti, della storia del paziente.

Validazione come capacità di restituire al paziente la sua storia di vita di costante invalidazione emotiva come contenitore entro cui la sua sofferenza acquisisce un senso.

Validazione come autenticazione dell’altro, vicinanza emotiva, comprensione e possibilità per il paziente di sentirsi compreso, accolto, validato all’interno della relazione terapeutica.

Quindi Problem-solving, così caro a noi cognitivisti, il nostro “cavallo di battaglia”, lo strumento di cambiamento, il “pushing della terapia”.  Ciò che nel modello  DBT sarebbe inefficace, una “pillola amara” da digerire per i pazienti se non fosse preceduto dalla validazione, che riprendendo le parole di Swenson “è ciò che ci consente di andare all’Inferno con i nostri pazienti per poi tornare indietro e lavorare insieme con la CBT”.

Questa quindi la grande ricchezza e difficoltà della DBT, che è come una danza tra due persone, dove si alternano in maniera armonica validazione, pushing e confronto dialettico.

Infine ampio spazio è stato dedicato all’insegnamento delle skills della DBT, gli “strumenti del mestiere” che il terapeuta ha a disposizione per lavorare con il paziente sulle quattro aree della consapevolezza, della gestione dell’impulsività, della regolazione emotiva e dell’efficacia interpersonale.

I partecipanti hanno quindi avuto modo di apprendere le diverse tecniche a partire dalla comprensione del loro razionale, delle modalità con cui esse devono essere insegnate ai nostri pazienti, dei criteri attraverso cui il clinico valuta quale sia il momento più adeguato per il loro utilizzo e delle modalità di valutazione dell’efficacia della tecnica.  Questo lavoro ha permesso di addentrarsi nel mondo della Mindfulness, non solo presentata da Swenson come insieme di skills utili ai pazienti per recuperare contatto con i loro affetti, pensieri e sensazioni, ma prima ancora vera e propria forma mentis del terapeuta DBT, modo di essere in costante contatto con la propria “mente saggia”. Mindfulness non solo raccontata ma anche sperimentata attraverso esercizi guidati nel corso dei tre giorni di training.

Dopo tre giorni intensi e stimolanti l’appuntamento è ora per la seconda tappa di questo percorso nel mondo DBT, che avrà luogo dal 16 al 18 Maggio 2014 e nel corso del quale il Prof. Swenson approfondirà le tecniche e modalità di applicazione della DBT nel setting di terapia individuale e formerà i partecipanti sul tema della conduzione dei gruppi di formazione delle competenze.

Appuntamento quindi a Maggio per una nuova avventura nel mondo della DBT!

SULLO STESSO EVENTO, LEGGI ANCHE IL REPORTAGE:

Terapia dialettico comportamentale (DBT): Incontro di formazione – Report

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DISTURBO BORDERLINE DI PERSONALITA’ – DIALECTICAL BEHAVIOUR THERAPY – DBT

 

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