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Una Buona Salute Fisica: il Ruolo della Connessione con l’Altro Attraverso la Biologia del Nostro Corpo

Legame tra emozioni positive e stato di salute fisica: ruolo di mediazione alle percezioni che le persone hanno delle loro connessioni sociali.

ID Articolo: 30982 - Pubblicato il: 23 maggio 2013
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Rassegna Stampa - State of Mind - Il Giornale delle Scienze Psicologiche

È abbastanza risaputo il legame tra emozioni positive e stato di salute fisica, ma poco si sa di quale sia effettivamente il meccanismo sottostante tale relazione. Kok e colleghi, in uno studio longitudinale pubblicato recentemente su Psychological Science, hanno ipotizzato una spirale di positività che attribuisce un ruolo di mediazione alle percezioni che le persone hanno delle loro connessioni sociali.

Questo studio intendeva verificare attraverso una misura oggettiva di salute fisica, ovvero il tono vagale, l’effetto reale delle emozioni positive sul corpo e, in particolare, di quelle legate alle connessioni sociali positive con gli altri. Il nervo vago infatti è una componente del sistema nervoso parasimpatico che regola il battito cardiaco in risposta a segnali di sicurezza e di interesse.

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Un tono vagale basso, ad esempio, è connesso a elevati stati infiammatori, a un maggiore rischio di infarto miocardico e a una diminuita probabilità di sopravvivenza dopo un’insufficienza cardiaca. Alcuni ricercatori hanno già mostrato la natura bidirezionale del rapporto tra emozioni positive e salute fisica. Da un lato le emozioni positive influiscono sul battito cardiaco aumentando il tono vagale. Dall’altro quest’ultimo è associato ad una maggiore abilità di regolazione delle proprie emozioni e a livelli più elevati di emozionalità positiva.

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Per quanto riguarda le connessioni sociali, diversi studi già dimostrano come esse siano fortemente correlate all’esperienza di emozioni positive e ad un minor rischio di mortalità e morbilità. Inoltre, sembra esserci un legame reciproco tra tono vagale e percezione di relazioni sociali positive, quali quelle caratterizzate da maggiori comportamenti prosociali e da una maggiore vicinanza sociale.

L’ipotesi degli autori quindi è che il tono vagale, attraverso la sua associazione con i processi di regolazione emotiva, supporti l’abilità degli individui di autogenerare emozioni positive, che a loro volta promuovono connessioni sociali positive, le quali producono un migliore stato di salute, misurabile attraverso l’indice obiettivo del tono vagale.

I 65 partecipanti, per la maggior parte donne, sono stati assegnati in modo causale ad un gruppo di meditazione definita di “amore-amorevolezza” o ad un gruppo in lista di attesa come condizione di controllo. Il training di pratica meditativa  consisteva di una sessione a settimana per sei settimane di focus su sentimenti di amore, compassione e benevolenza verso se stessi e gli altri.

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È stato chiesto ai partecipanti di dedicarsi giornalmente alla pratica e di registrare la quantità di tempo spesa in tale attività, valutando tra 20 tipi di emozioni quelle maggiormente presenti. Inoltre, i soggetti dovevano riportare il grado in cui si erano sentiti in connessione con l’altro durante le principali interazioni della giornata. Infine, è stata misurata la variabilità del battito cardiaco, misura della responsività del nervo vago, prima (baseline) e dopo il training.

Messaggio pubblicitario Gli individui con un tono vagale migliore all’inizio del training erano anche quelli che mostravano maggiori cambiamenti in termini di emozioni positive. I soggetti assegnati alla condizione sperimentale riportavano maggiori cambiamenti in termini positivi sia per quanto riguarda le emozioni che per quanto riguarda le relazioni sociali.

Tuttavia, si è visto che la semplice meditazione non basta per determinare un miglioramento del tono vagale. Il cambiamento avveniva solo nei “meditatori” che sperimentavano una maggiore connessione durante le relazioni sociali!

Perciò, concludendo, provare sentimenti positivi e di connessione nei confronti degli altri attorno a noi giova anche a noi stessi non solo in termini emotivi ma anche di salute fisica. Meditate gente!

 

LEGGI:

RAPPORTI INTERPERSONALI – MEDITAZIONE – PSICOLOGIA POSITIVA

 

 

BIBLIOGRAFIA

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