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Disturbo Bipolare e Giovani: Trattamento Focalizzato sulla Famiglia

Disturbo Bipolare - efficacia del trattamento focalizzato sulla famiglia in bambini ad alto rischio di disturbo bipolare, rispetto ai trattamenti educativi.

ID Articolo: 27635 - Pubblicato il: 18 marzo 2013
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Rassegna Stampa - State of Mind - Il Giornale delle Scienze Psicologiche

Una nuova ricerca, pubblicata sul Journal of American Academy of Child and Adolescent Psychiatry, mette in luce l’efficacia di un percorso terapeutico, in particolare di tipo familiare, in bambini ad alto rischio di disturbo bipolare, rispetto ai trattamenti educativi di breve durata. 

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Il disturbo bipolare, nel caso degli adulti, viene trattato con terapie e psicofarmaci. Tuttavia, nel caso di pazienti molto giovani, che iniziano a manifestare alcuni sintomi di disturbo bipolare, emergono opinioni discordanti su quale tipo di intervento sia più idoneo al trattamento del disturbo.

Una nuova ricerca, pubblicata sul Journal of American Academy of Child and Adolescent Psychiatry, mette in luce l’efficacia di un percorso terapeutico, in particolare di tipo familiare, in bambini ad alto rischio di disturbo bipolare, rispetto ai trattamenti educativi di breve durata.

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I ricercatori hanno identificato 40 giovani (età media 12 anni) con alcuni sintomi di disturbo bipolare, di disturbo depressivo o di disturbo bipolare non altrimenti specificato (episodi brevi e ricorrenti di mania o ipomania che non soddisfano i criteri diagnostici completi per il disturbo bipolare), e con almeno un parente di primo grado (di solito un genitore) con disturbo bipolare di tipo I o II.

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I partecipanti dello studio, in modalità random, vengono assegnati a due gruppi di ricerca: uno con trattamento focalizzato sulla famiglia (FFT), che consiste in 12 sedute con la famiglia, dispiegatesi in 4 mesi, comprendenti incontri di psicoeducazione (strategie di apprendimento per gestire gli sbalzi d’umore), di training sulle capacità di comunicazione, e di training sulle capacità di problem-solving. L’altro gruppo di ricerca è stato sottoposto invece a 1 o 2 sessioni di informazione familiare sul controllo educativo (EC).

Dei 40 partecipanti, il 60% assume psicofarmaci al momento del reclutamento, e ha continuato il trattamento farmacologico nel corso dello studio.

Messaggio pubblicitario Dai risultati dello studio è emerso che i partecipanti con trattamento focalizzato sulla famiglia vedono migliorare i loro sintomi depressivi iniziali in una media di 9 settimane, rispetto alle 21 settimane impiegate nel gruppo con controllo educativo.

I partecipanti che hanno ricevuto FFT hanno mostrato, inoltre, una remissione completa dei sintomi dell’ umore per molte settimane anche dopo le sessioni di terapia. I miglioramenti dei sintomi relativi alla mania, inoltre, misurati attraverso la Young Mania Rating Scale, risultano anche questi maggiori nel gruppo con FFT.

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I ricercatori hanno inoltre analizzato i livelli di emotività espressa all’interno delle famiglie dei partecipanti, quale misura della tendenza alle critiche e dell’ iperprotettività emozionale dei genitori. Dalle analisi è così emerso un altro dato interessante: i partecipanti che appartenenti alle famiglie classificate ad alto contenuto di emotività espressa, così come quelli appartenenti a famiglie con basso livello di emotività espressa, hanno visto migliorare i loro sintomi in un tempo doppio rispetto ai partecipanti con famiglie classificate a livelli normali di emotività espressa.

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Un’analisi secondaria ha indicato che giovani provenienti da famiglie ad alta emotività espressa, sottoposti al trattamento incentrato sulla famiglia, hanno mostrato una remissione più duratura nel corso dell’anno di follow up, rispetto a quelli trattati con le sole sessioni informative.

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La ricerca pecca di alcuni limiti e, infatti, gli stessi autori dello studio, hanno per esempio sottolineato che la lunghezza del follow-up (un anno) è stata troppo breve per determinare se questi bambini potessero sviluppare a pieno il disturbo bipolare.

Tuttavia“, dicono i ricercatori, “catturare il disturbo bipolare nelle sue prime fasi, stabilizzando i sintomi già sviluppati, e aiutando la famiglia a far fronte in modo efficace agli sbalzi d’umore del bambino può avere effetti che consentono di migliorare i risultati a lungo termine su bambini ad alto rischio”.

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BIBLIOGRAFIA:

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