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SITCC 2012 – Intervista ad Antonio Semerari sullo Stato Attuale della Società

Intervista a Semeraripreoccupazione per le divisioni interne alla SITCC e critica alle correnti che non hanno sviluppato programmi di ricerca

Di Valentina Davi

Pubblicato il 06 Ott. 2012

 

SITCC 2012 Roma - Reportage dal Congresso Annuale della Società Italiana di Psicoterapia Cognitivo-ComportamentaleSITCC 2012: State of Mind intervista Antonio Semerari riguardo allo stato della Società Italiana per la Terapia Cognitivo-Comportamentale 

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A seguito dell’acceso dibattito scaturito all’inaugurazione del XVI Congresso SITCC durante la tavola rotonda dei Past President SITCC, chiediamo ad Antonio Semerari un commento sullo stato attuale della SITCC. Ecco a voi l’intervista in esclusiva per State of Mind, in cui esprime la propria preoccupazione per le divisioni interne alla Società e in cui muove una critica alle correnti che non hanno sviluppato programmi di ricerca, ma si sono “fossilizzate” sulle proprie teorie.

 

STATE OF MIND: Alla luce di quanto emerso ieri all’inaugurazione, ci rilascia un suo commento sullo stato attuale della Società?

SEMERARI: Mi sembra molto chiaro, c’è stato un richiamo molto forte ad un patto originario, ovvero all’idea che questa è una Società che non si ritrova sull’adesione ad un particolare paradigma o teoria, ma sull’applicazione alla psicoterapia del metodo scientifico. Evidentemente se qualcuno sente il bisogno di fare un richiamo, è perché ritiene sia necessario.

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STATE OF MIND: Ma Lei condivide l’idea che ci sia una deriva della SITCC verso un approccio ermeneutico?

SEMERARI: No, verso l’ermeneutica no, se c’è è piuttosto marginale. C’è in realtà una vasta sezione della SITCC che sta vivendo un blocco nella ricerca scientifica.SITCC 2012 Roma - Reportage dal Congresso Annuale della Società Italiana di Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale

 

STATE OF MIND: Come mai, secondo Lei?

SEMERARI: E’ singolare, ma ci sono molte ipotesi che non hanno avuto uno sviluppo progressivo, non c’è stato quel cambiamento che normalmente avviene. Mi rivolgo soprattutto alle correnti costruttiviste, per esempio all’idea delle organizzazioni di personalità e così via…sono tutte cose che sono rimaste quasi sostanzialmente ferme dal punto di vista della ricerca scientifica. Ricerche ne sono state fatte, ma al di fuori della SITCC, discutibili a mio avviso, ma ci sono.

Sono necessari chiarimenti concettuali per poter fare ricerca. Guidano parla di organizzazioni di personalità e fa un’affermazione molto forte: la personalità si organizza intorno ad alcune strutture cognitive, a strutture di significato ed è un’ide molto forte di personalità. Quest’idea nel campo del dibattito sulla personalità e i disturbi di personalità è completamente assente, non fa parte della ricerca, non c’è. Che cosa c’entra con il Big Five, per esempio? Se credessi nel concetto di organizzazione di personalità avrei cercato di pensare ad un programma di ricerca. Ma questo è solo un esempio [della fossilizzazione della ricerca da parte di alcune correnti della SITCC, ndr] e non vorrei polemizzare.

Trovo però debole sinceramente l’argomento opposto al richiamo alla scientificità che ci sono tanti tipi di ricerca e che in particolare non esiste solo la ricerca sugli esiti; è un argomento giusto, ma diventa debole quando non si rende esplicito qual è il criterio di demarcazione. Certo, ci sono tanti tipi di ricerca scientifica, ma quali sono quelli che vanno bene e quali no? Che cosa non va bene? Che cosa non è ricerca scientifica?

 

STATE OF MIND: Secondo Lei quali dovrebbero essere i criteri?

SEMERARI: Non ce li dobbiamo inventare, sono quelli con cui normalmente un articolo viene valutato dai referee. Se dovessimo inventarli noi ogni volta questi criteri, rientreremmo in un infinito dibattito filosofico, utile per carità, ma che poi alla fine lascia il tempo che trova.

 

STATE OF MIND: Per quanto riguarda invece le differenti correnti all’interno della SITCC pensa che siano un punto di debolezza o di forza?

SEMERARI: Se si riesce a ripartire dai principi originari, un punto di forza; altrimenti si rischia di creare pochezza. Credo che ieri Francesco Mancini abbia colto un punto: se la SITCC non riesce ad avere una politica all’esterno è proprio perché le divisioni interne lo impediscono, rimangono fossilizzate se non le riportiamo sul piano del dibattito scientifico attraverso il metodo scientifico. Se questo avviene, certo è un punto di forza.

 

 

STATE OF MIND: Riassumendo, è quini corretto dire che ci sono delle divisioni interne alla SITCC che si sono fossilizzate, che non hanno portato avanti lo sviluppo delle proprie teorie da un punto di vista scientifico e questo è un problema perché non ci permette di presentarci all’esterno con una nostra identità unitaria?

SEMERARI: Sì

 

STATE OF MIND: Cosa si aspetta da questo congresso?

SEMERARI: Sinceramente sto a vedere, ne riparliamo alla fine. Però mi sembra che si stia riuscendo a fare una cosa che era nelle mie intenzioni: far emergere chiaramente i punti controversi. Mi pare he questo stia accadendo, un po’ me lo auguro e un po’ me lo aspetto.

 

 STATE OF MIND: Ci sono tanti giovani specializzandi alla SITCC quest’anno anche del primo anno di scuola. Che messaggio vorrebbe passare loro?

SEMERARI: Di pensare con la loro testa e di studiare.

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Valentina Davi
Valentina Davi

Coordinatrice di redazione di State of Mind

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