Un farmaco antinfiammatorio per la depressione?

Depressione: il farmaco antiinfiammatorio Infliximab sottoposto a studi per verificarne l'efficacia nel trattamento della depressione.

ID Articolo: 15562 - Pubblicato il: 17 settembre 2012
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Rassegna Stampa - State of Mind - Il Giornale delle Scienze Psicologiche

Può un farmaco antinfiammatorio aiutare nella cura della depressione? Sembrerebbe proprio così.

L’infiammazione è la risposta naturale del corpo alle infezioni o ferite” spiega Andrew H. Miller, MD, autore senior dello studio che sostiene questa tesi e professore di Psichiatria e Scienze Comportamentali alla Emory University School of Medicine.

Tuttavia, quando prolungata o eccessiva, l’infiammazione può danneggiare molte parti del corpo, compreso il cervello.

Precedenti studi hanno dimostrato che le persone depresse, in presenza di infiammazione elevata, hanno meno probabilità di rispondere ai trattamenti tradizionali con farmaci antidepressivi e la psicoterapia.

Lo studio in questione è stato progettato per verificare se ridurre l’infiammazione possa essere un trattamento utile per la depressione farmaco resistente.

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L’infliximab è uno dei nuovi farmaci biologici utilizzati per trattare le malattie autoimmuni e infiammatorie come l’artrite reumatoide, e la malattia infiammatoria intestinale.

Un farmaco biologico riproduce gli effetti delle sostanze naturalmente prodotte da parte del sistema immunitario. In questo caso, il farmaco usato è un anticorpo che blocca il fattore di necrosi tumorale (TNF), una molecola chiave del processo infiammatorio, che risulta in concentrazione elevata in alcuni individui depressi.

Lo studio ha coinvolto 60 pazienti con diagnosi di depressione maggiore moderatamente resistenti ai farmaci, ai quali è stato somministrato l’infliximab o un trattamento placebo.

I risultati dello studio suggeriscono che il farmaco usato non abbia un’efficacia generalizzata sulla depressione resistente al trattamento, ma può migliorare i sintomi di depressione nei pazienti con biomarker infiammatori elevati.

L’infiammazione in questo studio è stata misurata con un semplice esame del sangue che misura la proteina C-reattiva o CRP: più alta è la CRP, più intenso è il processo infiammatorio, e maggiore è la probabilità di rispondere al farmaco.

La previsione di una risposta antidepressiva con un semplice esame del sangue è uno dei sacri graal in psichiatria“, dice Miller. “Questo è particolarmente importante perché l’esame del sangue non misura solo ciò che pensiamo sia la causa principale della depressione in questi pazienti, ma è anche l’obiettivo del farmaco.”

Secondo i ricercatori questa è la prima applicazione di successo di una terapia biologica alla depressione e questo studio apre la porta a una serie di nuovi approcci che agiscono sul sistema immunitario per curare le malattie psichiatriche.

 

 

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