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Pillole di…… Meditazione

Pillole di meditazione: un aiuto alla motivazione alla pratica meditativa che vacilla nella frenesia della vita moderna.

ID Articolo: 26230 - Pubblicato il: 14 febbraio 2013
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Quando noi consideriamo una realtà animata da un punto di vista o da uno schema di riferimento puramente esterno senza sforzarci di capirla dall’interno per via empatica noi la riduciamo allo stato di oggetto

Carl Rogers

 

Pillole di…… Meditazione. - Immagine: © rudall30 - Fotolia.comMa perché meditare? Perché trovare il tempo? Si sta così bene a letto.. e poi la posizione seduta con la schiena dritta è così scomoda… Qualche piccola risposta su cui riflettere e magari un aiuto alla motivazione alla pratica meditativa che vacilla nella frenesia della vita moderna.

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Chi medita è più empatico..

I ricercatori dell’università del Wisconsin hanno dimostrato che grazie alle tecniche di meditazione, è possibile diventare più compassionevoli e più gentili verso il prossimo.Allo studio hanno partecipato 32 soggetti 16 praticanti esperti e 16 “neofiti”, che avevano semplicemente ricevuto un training di meditazione nelle due settimane prima dell’esperimento. Venne chiesto ai partecipanti allo studio di meditare e gli vennero fatte ascoltare vocalizzazioni umane sia positive che negative con lo scopo di valutare le eventuali relazioni empatiche. Dalla risonanza magnetica funzionale si è visto che i circuiti del cervello coinvolti nella percezione delle emozioni sono maggiormente attivati nei meditatori esperti.

Convegno: L'Evoluzione della Cura tra Oriente e Occidente - Firenze 1 Dicembre 2012

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Meditare fa bene al cuore! 

Lo dimostra la ricerca pubblicata su Circulation: Cardiovascular quality and outcoms. Lo studio è stato condotto su 201 persone con un’età media di 59 anni, con un BMI medio di 32, ed è emerso che coloro che praticavano quotidianamente la meditazione Vipassana avevano il 48% in meno di possibilità di avere un attacco di cuore o un ictus, rispetto a coloro che avevano frequentato un corso di educazione alla salute durato cinque anni dove venivano presi in considerazione dieta ed esercizio fisico. La valutazione del benessere dei partecipanti alla ricerca è avvenuta sia in fase iniziale che dopo tre mesi e già nel gruppo dei praticanti era emersa una diminuzione della pressione sanguinea e livelli inferiori di stress.

Grazie alla meditazione meno stress e più “multitasking”

Stress meditazione e essere multitasking ecco le variabili di uno studio pubblicato su Proceedings of Graphics Interface condotto da David Levy e Jacob Wobbrock dell’Università di Washington di Seattle (Usa) in collaborazione con Marilyn Ostergren e Alfred Kaszniak dell’University of Arizona (Usa).

I ricercatori hanno diviso i partecipanti dello studio in due gruppi una ha partecipato a un corso di otto settimane di meditazione, mentre l’altro ha seguito per otto settimane un training di rilassamento. Chiedendo ai partecipanti di utilizzare email, calendario, messaggi di testo e telefono allo stesso momento, i partecipanti sono stati valutati, prima e dopo ogni periodo di training, rispetto alle loro capacità di resistere allo stress e di essere multitasking. Dall’analisi dei dati è emerso che il gruppo della meditazione ha riportato livelli di stress più bassi e livelli più alti di capacità multitasking.

Messaggio pubblicitario Ma per quanto tempo?

Bastano solo dieci minuti al giorno di esercizi di rilassamento per diminuire la percezione di tensione muscolare, migliorare la qualità del sonno e diminuire la percezione di stanchezza e la sensazione di fatica. Questo il rincuorante dato di una ricerca del Medical center di Bethesda presentato nel corso del CHEST 2012 (metting annuale dell’ American College of Chest Physicians). La ricerca presentata è stata condotta su 334 soggetti a cui è stato chiesto di praticare per dieci minuti al giorno una particolare sequenza di esercizi di rilassamento e di visualizzazioni. I risultati evidenziano che il 65% dei componenti del gruppo hanno diminuito il loro livello di stress percepito, migliorato la qualità del sonno e diminuito la percezione del livello di stanchezza e affaticabilità quotidiana.

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MEDITAZIONE – EMPATIA – SONNOSTRESS

 

 

BIBLIOGRAFIA:

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  • Lady-anto

    Ho praticato per un pò la meditazione e ne io perosnalmente ne ho ricavato dei pensieri ossessivi che mi hanno fatta dissociare.Ho avuto uno stato alterato di coscienza.Sono stata malissimo e ancora non ne vengo a capo!

  • Rob40

    Ma hanno provato a vedere se pure pregare fa bene alla salute? Ora va più di moda la meditazione e perciò può darsi che faccia più presa rispetto ad altri tipi di pratiche. Guardate come si sta diffondendo pure il buddismo da noi.
    Qua se uno crede che qualcosa gli faccia bene è probabile che migliori le sue prestazioni senza accorgersi che è egli stesso a metterci più energie in quel che fa adesso rispetto a prima (spinto dalla sua nuova credenza).

    Io che non ho alcuna fiducia nel fatto che la meditazione possa migliorare qualcosa da sola, se poi non sono io a crederci in quel che faccio e mi sforzo davvero di più indipendentemente da queste cose, vorrei proprio vedere se sottoposto a queste cose miglioro davvero (senza avere questa credenza di fondo e quindi senza impegnarmi più di tanto rispetto a prima quando faccio certi test).
     
    E’ ovvio che se ci metto più attenzione le faccio meglio certe cose, però poi nel far questo consumo più energie.
    Se prima avevo 100 euro da spendere ed ero disposto a spenderne 10 per comprare qualcosa e dopo un certo intervento ne sono disposto a spendere 20 non è che ho migliorato le mie prestazioni grazie all’intervento, perché non ho ottenuto qualcosa in più allo stesso prezzo e non ho nemmeno amplificato il capitale, ho speso solo più denaro avendo a disposizione la stessa somma, ed è ovvio che facendo questo si ottiene probabilmente di più.

    Bisognerebbe dimostrare che si fa meglio qualcosa consumando le stesse risorse per effettuare un buon esperimento, io però non ho alcuna idea su come si possa misurare il consumo di energie.

    Se non credi in quel che fai, ossia non hai fiducia nell’atto, l’atto del pregare o del meditare non è che ti potrà far star meglio davvero, e la stessa cosa vale per qualsiasi altra “attività placebo”.
    Secondo me sono attività che spostano le energie e spingono le persone ad impegnarsi di più, ma non è detto che modifichino essenzialmente le loro prestazioni.

    Senza esercizi specifici non impari a far nulla di specifico davvero meglio, ci metti solo più impegno e attenzione.

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