Centri Clinici

Linehan Marsha

Professore all’Università di Washington, specialista del disturbo di personalità Borderline, ha ideato la terapia Dialettico comportamentale (DBT)

Leggi tutti gli articoli nei quali è citato Linehan Marsha
Condividi

Marsha Linehan è professore di psicologia, psichiatria e scienze del comportamento all’Università di Washington. E’ specialista nel trattamento del disturbo di personalità Borderline per il quale ha ideato un approccio terapeutico, la terapia Dialettico comportamentale (DBT) che, risulta essere uno dei trattamenti di elezione per pazienti affetti da tale patologia.

Marsha Linehan e la terapia dialettico comportamentale (DBT)

Messaggio pubblicitario Marsha Linehan è direttrice di diverse cliniche di ricerca e terapia comportamentale e fondatrice di due organizzazioni dedicate alla diffusione del suo trattamento DBT: Behavioral Tech, LLC e The Linehan Institute.

Inoltre, è autrice di numerosi libri e studi scientifici, ha ricevuto molti riconoscimenti e il suo trattamento è considerato il precursore per il Disturbo della Personalità Borderline e dei comportamenti auto-lesivi.

La storia di Marsha Linehan

Marsha Linehan nacque a Tulsa, in Oklahoma il 5 maggio del 1943, terza di sei figli, studentessa eccellente e abile suonatrice di pianoforte. Durante l’adolescenza, esattamente a 17 anni le venne diagnosticato un disturbo schizofrenico. Marsha Linehan frequentemente bruciava i polsi con le sigarette, si taglia le braccia e le gambe utilizzando oggetti taglienti, e per questo, classificarono questi comportamenti come tipici di una grave malattia mentale, poichè all’epoca non era ancora noto il Disturbo Borderline di Personalità.

Trascorse molto tempo in un Istituto psichiatrico dove occupava l’area di isolamento, zona dedicata a pazienti molto gravi.
In quella stanza d’isolamento Marsha Linehan, giurò a se stessa che si sarebbe liberata dall’inferno in cui si trovava e che avrebbe aiutato gli altri a uscire da questa condizione.

Marsha Linehan afferma: “Mi sentivo completamente vuota in quel periodo, come l’uomo di latta; non riuscivo a comunicare cosa stava succedendo in me, e non c’era nessun modo per farlo capire“. Proprio in questo istituto, iniziò a comprendere di essere in grado di prendersi cura di altre persone, e notò di riuscire molto bene in questo.

Marsha Linehan - La gioia nel momento

Nel 1967, diversi anni dopo aver lasciato l’istituto psichiatrico, Marsha Linehan, si trasferì a Chicago e iniziò a lavorare per una compagnia assicurativa, mentre di notte si dedicava agli studi di psicologia. In questo periodo, divenne una credente – praticante e, successivamente, proprio la fede l’aiutò a prendersi cura di se stessa senza più infliggersi dolore fisico. Gli anni di studio in psicologia le diedero la possibilità di capire cosa le stava accadendo a livello emotivo e, per questo, decise di intraprendere un lungo processo di accettazione della sofferenza legata alla sua condizione.

Marsha Linehan, dopo aver conseguito la laurea, ottenne un dottorato in psicologia, e contemporaneamente lavorava con persone disagiate e emotivamente disperate che consideravano il suicidio la risposta alla loro miseria e dolore.

Ella intuì che prima di poter cambiare qualsiasi tipo di comportamento era necessario accettare la sofferenza, solo a quel punto si poteva cambiare. Così, intraprese un lungo processo di comprensione volto a individuare come unire due principi apparentemente opposti: l’accettazione della vita esattamente com’è e la necessità di cambiare apprendendo nuove modalità cognitive e comportamentali.
Lo scopo era, però, capire se questo approccio potesse funzionare in generale anche con un certo tipo di pazienti; per questo era necessario testare questo approccio su gruppi particolari di pazienti, come persone ad alto rischio suicidario e coloro che erano affetti da disturbo borderline di personalità, noti per essere a rischio di suicidio oltre che per presentare una forte disregolazione emotiva.

Nel 1980 Marsha Linehan chiese all’Istituto Nazionale di Salute Mentale americano di poter condurre un trial clinico per verificare l’efficacia del suo trattamento.

Marsha Linehan - La passività di un paziente

I dati derivanti dalla sperimentazione confermarono che l’approccio utilizzato dalla Linehan, fondato sulla dialettica tra strategie di cambiamento cognitivo-comportamentale e concetti filosofici orientali, come l’accettazione e la mindfulness, aveva successo nel trattamento del paziente difficile.

Quindi, applicando questo modello, si potevano ottenere miglioramenti sugli aspetti emotivi e comportamentali dei pazienti difficili (Linehan, Armostrong, Suarez, Allmon, Heard, 1991; Linehan, Heard Armostrong, 1993; Leichsenring, Leibing, Kruse, New & Leweke, 2011).
Marsha Linehan, definì questo nuovo approccio terapeutico Dialectical Behavior Therapy, DBT (Linehan, Comtois, Murray, Brown, Gallop, et al. 2006)

Il trattamento DBT prevede la combinazione di psicoterapia individuale, skills training di gruppo e un team specifico di consultazione terapeutica, che può includere, oltre ai terapisti individuali e di gruppo anche un medico psichiatra.

Marsha Linehan - L'accettazione, via d'uscita dall'inferno

Nascita ed evoluzione della terapia dialettico – comportamentale

La DBT rappresenta il trattamento d’elezione evidence-based (basato su prove scientifiche di efficacia) per il Disturbo Borderline di Personalità e, pur fondandosi sugli assunti e sulle strategie cognitivo-comportamentali, è caratterizzato da elementi unici e specificatamente rivolti alla disregolazione emotiva e al trattamento di comportamenti impulsivi e autolesivi.

La DBT integra i principi della mindfulness, principi di behaviorismo e di terapia cognitivo-comportamentale. Per definire la sintesi di queste diverse correnti teoriche fu utilizzato il termine “dialettica”, riferendosi, anche, al concetto filosofico sottostante e alle continue tensioni dialettiche tra la psicologia occidentale e la pratica orientale che guidano l’evoluzione di tale modello con la psicoterapia (Arkowitz, 1989, Arkowitz, 1992, Prochaska & Diclemente, 2005, Ryle, 2005; Norcross & Goldfried, 2005).

Con il termine dialettica si vuole far emergere l’interrelazione e l’unitarietà della realtà, poiché non limitata all’analisi delle singole parti di un sistema, ma a specifici contesti in cui si esplica il comportamento dei singoli e dei singoli nel gruppo.
Quindi, la realtà non è concepita come statica, ma composta da forze interne opposte (tesi e antitesi) in continua evoluzione, e la cui sintesi genera una nuova tensione tra forze opposte. In tal senso, i pattern di pensiero e di comportamento dei pazienti sono considerati come dei fallimenti dialettici, poiché la persona è bloccata su polarità estreme e fatica a muoversi dinamicamente verso una sintesi. La realtà, dunque, è fondata sul cambiamento e sul processo, l’individuo e l’ambiente sono in costante mutamento.

Marsha Linehan - La bravura del terapeuta

La terapia DBT

La terapia DBT non è mirata al mantenimento della stabilità in un contesto coerente, ma tende a promuovere l’apprendimento di competenze atte a gestire il cambiamento.

La DBT lavora sui comportamenti disfunzionali o disadattivi (comportamenti suicidari e parasuicidari, impulsivi e disfunzionali) che impattano sulla vita della persona affetta da disturbo borderline della personalità. Lo scopo è modificare questi comportamenti acquisendone nuovi o apprendendo ad utilizzare comportamenti alternativi e funzionali. Quindi, attraverso il miglioramento della gestione dei comportamenti disfunzionali, della regolazione emotiva e della validazione della sofferenza, che spesso accompagna gli individui con disturbo borderline, è possibile costruire uno vita “degna di essere vissuta”, per citare un’espressione della stessa Marsha Linehan.

L’intero trattamento DBT sottolinea la costruzione e il mantenimento di una relazione tra paziente e terapeuta in cui la validazione dei pensieri, dei sentimenti, delle emozioni e dei comportamenti del paziente è fondamentale.

Il trattamento consiste in una co-terapia, in cui diversi terapeuti interagiscono verso un obiettivo comune. Il terapeuta individuale, i terapisti conduttori dello skills training di gruppo, a volte anche lo psichiatra. Il modello DBT prevede generalmente una seduta di psicoterapia individuale alla settimana e una seduta settimanale di skills-training di gruppo della durata di circa un’ora e mezza o due ore.

Lo skill-training assume una rilevanza fondamentale nella DBT, poiché è volto a colmare deficit nelle abilità di autoregolazione delle emozioni, dei comportamenti e delle relazioni interpersonali.

Messaggio pubblicitario Lo skill-training consta di quattro moduli di apprendimento, acquisizione e generalizzazione di specifiche abilità.
Il primo modulo fa riferimento alle abilità nucleari di mindfulness, che consentono di osservare in modo consapevole se stessi e gli altri intorno a sè, nel momento presente, sospendendo il giudizio. Le abilità di mindfulness si suddividono a loro volta in tre abilità di contenuto che fanno riferimento all’oggetto dell’attività mentale (osservare, descrivere, partecipare) e tre abilità formali, relative invece alla modalità con cui tali processi mentali prendono forma (assumere un atteggiamento non giudicante, concentrarsi su una sola cosa alla volta, essere efficaci).

Nel secondo modulo si parla di abilità di regolazione emotiva, e consiste nell’allenare il riconoscimento e la regolazione delle emozioni nelle loro diverse componenti. Durante il modulo si lavora sull’appropriazione, miglioramento e generalizzazione delle abilità di regolazione delle emozioni.

Un terzo modulo riguarda le abilità di efficacia interpersonale mirate all’apprendimento di strategie utili per gestire le relazioni interpersonali. Durante il modulo si trattano diverse aree che riguardano la capacità di analisi delle situazioni interpersonali, la chiarificazione dei propri obiettivi, le abilità da utilizzare per raggiungere i propri obiettivi mantenendo il rispetto di sé e non deteriorando in maniera maladattiva la relazione.

Marsha Linehan - Le relazioni interpersonali efficaci

L’ultimo e quarto modulo fa riferimento alle abilità di tolleranza della sofferenza mentale, utili quando il paziente è in uno stato di intensa disregolazione emotiva e comportamentale. L’intensità delle emozioni esperite è molto elevata, ed è proprio in questa fase che il soggetto può attuare agiti e condotte altamente disadattive e autolesive. Le abilità che caratterizzano questo modulo portano a riuscire a gestire e a tollerare in maniera più adattiva l’angoscia e l’attivazione emotiva allo scopo di prevenire i comportamenti disfunzionali.

Ogni modulo dello skill training è composto da 8 incontri e, generalmente, gli incontri si svolgono in gruppo di circa 6-10 partecipanti, con la presenza di due terapeuti, uno con ruolo principale di conduttore, l’altro con ruolo di co-conduttore, e aventi ciascuno specifici ruoli e funzioni.

Efficacia della DBT

Sono state realizzate diverse ricerche che hanno mostrato l’efficacia della DBT nella riduzione dei comportamenti disfunzionali nel Disturbo Borderline di Personalità, nel trattamento della disregolazione emotiva, ma anche per altri disturbi psichici. Nonostante la DBT presupponga un intervento integrato, recenti evidenze (Linehan et al., 2006; Neacsiu, Rizvi, Linehan, 2010; Linehan et al., 2015) hanno sottolineato l’efficacia dello skills training come una modalità di intervento a sé che è risultata efficace per il trattamento del Disturbo Borderline di Personalità, soprattutto in termini di riduzione dei tentativi di suicidio, dei sintomi depressivi e dei comportamenti a rischio, e in termini di miglioramento della capacità di regolazione della rabbia, aumentando il benessere percepito e i comportamenti prosociali. Quindi, la letteratura scientifica e le evidenze cliniche suggeriscono come la DBT e lo skill training possano rappresentare degli strumenti di elezione per il trattamento del Disturbo Borderline di Personalità e, in generale, dei problemi associati alla disregolazione emotiva e al controllo degli impulsi.



Linehan Marsha è citato nei seguenti articoli:

DBT per Binge eating e bulimia: – Intervista alla Dott.ssa Debra L. Safer
Psicologia Psicoterapia

DBT per Binge eating e bulimia: – Intervista alla Dott.ssa Debra L. Safer

La Dott.ssa Safer ha accettato di rilasciarci un’intervista in cui vengono approfondite alcune tematiche presenti nel suo libro su Binge eating e bulimia.

Dialectical Behavior Therapy (DBT) per il trattamento dei Disturbi dell’Alimentazione, Firenze, 17-19 Aprile 2015 – Report del workshop, II Parte
Psicoterapia

Dialectical Behavior Therapy (DBT) per il trattamento dei Disturbi dell’Alimentazione, Firenze, 17-19 Aprile 2015 – Report del workshop, II Parte

Report dal congresso “Dialectical Behavior Therapy (DBT) per il trattamento dei Disturbi dell’Alimentazione”. Firenze, 17-19 Aprile 2015 – II Parte

Dialectical Behavior Therapy (DBT) per il trattamento dei Disturbi dell’Alimentazione, Firenze, 17-19 Aprile 2015 – Report
Attualità Psicoterapia

Dialectical Behavior Therapy (DBT) per il trattamento dei Disturbi dell’Alimentazione, Firenze, 17-19 Aprile 2015 – Report

Si è tenuto a Firenze dal 17 al 19 Aprile 2015 il workshop “Dialectical Behavior Therapy (DBT) per il trattamento dei Disturbi dell’Alimentazione”. I parte

Il trattamento DBT in pazienti a rischio suicidio: quanto è efficace?
Psicoterapia

Il trattamento DBT in pazienti a rischio suicidio: quanto è efficace?

La DBT standard non ha portato esiti significativamente migliori rispetto alle condizioni di solo intervento di gruppo o di solo psicoterapia individuale

Neuroinvasione del Virus dell’Epatite C (HCV) e Deterioramento Neuropsicologico Trattamento con Psicoterapie di Terza Generazione (DBT) – Congresso SITCC 2014
Psicoterapia

Neuroinvasione del Virus dell’Epatite C (HCV) e Deterioramento Neuropsicologico Trattamento con Psicoterapie di Terza Generazione (DBT) – Congresso SITCC 2014

Neuroinvasione del Virus dell’Epatite C (HCV) e Deterioramento Neuropsicologico: Trattamento con Psicoterapie di Terza Ondata (DBT) – Poster da SITCC 2014

Il modello dimensionale dei Disturbi di Personalità: nuovi sviluppi nel Terzo Centro di Psicoterapia Cognitiva
Psicoterapia

Il modello dimensionale dei Disturbi di Personalità: nuovi sviluppi nel Terzo Centro di Psicoterapia Cognitiva

Il Terzo Centro di Psicoterapia Cognitiva propone un modello dimensionale che supera le differenze categoriali nel trattamento dei disturbi di personalità

La ruminazione rabbiosa nel disturbo borderline di personalita’ – SITCC 2014
Psicoterapia

La ruminazione rabbiosa nel disturbo borderline di personalita’ – SITCC 2014

Congresso SITCC 2014 – Report dal simposio: Gestione delle emozioni in soggetti clinici e di controllo – Psicoterapia – Rimuginio, Disturbo Borderline

Disturbo Borderline di Personalità: quando l’Amigdala si infiamma – SOPSI 2014

Disturbo Borderline di Personalità: quando l’Amigdala si infiamma – SOPSI 2014

L’amigdala è oggetto di indagini per il suo ruolo nella risposta al pericolo. Sembra responsabile della rilevazione, generazione, mantenimento della paura.

Dialectical Behavioral therapy (DBT): Skills Training – Report

Dialectical Behavioral therapy (DBT): Skills Training – Report

Dialectical Behavioral therapy -Approfondimento del significato ed applicazione con il paziente delle tre strategie “core” della DBT.

Disturbo Borderline di Personalità: la Dialectical Behaviour Therapy – Report dal Workshop di Reggio Calabria

Disturbo Borderline di Personalità: la Dialectical Behaviour Therapy – Report dal Workshop di Reggio Calabria

Workshop su Dialectical Behaviour Therapy (DBT) per Disturbo Borderline di Personalità (DBP), tenuto dal Prof. Cesare Maffei e dalla Dr.ssa Donatella Fiore.

Curare l’ Autolesionismo Attraverso lo Sviluppo di Emozioni Positive

Curare l’ Autolesionismo Attraverso lo Sviluppo di Emozioni Positive

Autolesionismo: Chi lo pratica ha difficoltà nella regolazione delle emozioni. Le emozioni positive, se coltivate, aiutano ad affrontare gli eventi avversi.

Borderline Personality Disorder: An Emotional Cascade
English

Borderline Personality Disorder: An Emotional Cascade

Emotional Cascade: Emotion dysregulation in BPD may then be a result of an intense use of rumination.

Peter Fonagy – La Mentalization Based Therapy – MBT

Peter Fonagy – La Mentalization Based Therapy – MBT

Fonagy incoraggia il paziente a mentalizzare: riflettere sui propri stati di sofferenza e impulsi per fornire un significato cognitivo.

In Treatment – Psicoterapia in TV. S01E06 Laura

In Treatment – Psicoterapia in TV. S01E06 Laura

In Treatment, S01E06 Laura: Una settimana prima Laura voleva il suo terapeuta e aveva quasi lasciato il suo fidanzato. Ora lo sposa.

Disturbo Borderline di Personalità (DBP): lettura magistrale di John Gunderson

Disturbo Borderline di Personalità (DBP): lettura magistrale di John Gunderson

Disturbo Borderline di Personalità: dalle linee guida alla pratica clinica. Lettura magistrale di J. Gunderson in video conferenza da Boston

SITCC 2012 – Il trattamento del Disturbo Borderline secondo Shelley McMain

SITCC 2012 – Il trattamento del Disturbo Borderline secondo Shelley McMain

SITCC 2012: La McMain descrive i diversi aspetti non specifici di trattamento con i paziente con Disturbo Borderline di Personalità.

SPR: Il congresso italiano della Society for Psychotherapy Research

SPR: Il congresso italiano della Society for Psychotherapy Research

SPR : reportage dal Congresso Nazionale SPR per la Ricerca in Psicoterapia, dal 14 al 16 settembre 2012 all’Università di Salerno.

Mindfulness e Psicoterapia Cognitiva: una Riflessione Critica #2

Mindfulness e Psicoterapia Cognitiva: una Riflessione Critica #2

la seconda parte dell’articolo sulla Mindfulness del Prof. Andrea Bassanini in risposta all’articolo Il Lato opaco dei Cimbali.

Messaggio pubblicitario