Perfezionismo: una pressione sempre più diffusa
Il perfezionismo è in costante accelerazione nel corso del tempo, secondo uno studio recentemente pubblicato su Psychological Bullettin: in particolare, lo studio si è focalizzato sugli studenti universitari che avvertirebbero quindi una pressione maggiore verso la perfezione rispetto a una generazione fa, come emerge dai dati della ricerca.
Il perfezionismo è un fattore di rischio transdiagnostico per molteplici psicopatologie e si configura come un problema di salute pubblica a livello globale (Flett et al., 2022; Limburg et al., 2017). Secondo alcuni autori il perfezionismo può essere definito come “standard eccessivamente elevati accompagnati da una severa valutazione autocritica” (Frost et al., 1990). Il perfezionismo è da considerarsi come costrutto multidimensionale che comprende molteplici dimensioni. Secondo Frost il perfezionismo patologico è caratterizzato da diversi aspetti, tra cui: la tendenza a porsi standard personali estremamente elevati e a basarsi su di essi per la propria autovalutazione positiva; una preoccupazione eccessiva per gli errori considerandoli prova di difetti personali, autovalutazione negativa e fallimenti; dubbi sulle proprie azioni e tendenza a dubitare, essere incerti e mostrare indecisione; eccessiva enfasi su organizzazione, ordine, precisione. Similmente, secondo la teoria di Hewitt e Flett (1991), il perfezionismo è caratterizzato da tre dimensioni. La prima ha a che fare con il perfezionismo orientato verso sé stessi, e rappresenta la tendenza ad attribuire un’importanza irrazionale alla perfezione, nutrire aspettative irrealistiche e abbandonarsi a valutazioni punitive di sé. La seconda dimensione riguarda il perfezionismo socialmente prescritto, ovvero la tendenza a credere che l’ambiente sociale sia eccessivamente esigente, che gli altri giudichino severamente e che si debba mostrare sempre la perfezione per ottenere l’approvazione altrui. Infine, il perfezionismo orientato verso gli altri è la tendenza a imporre standard irrealistici alle altre persone e a valutarle in modo critico.
Perfezionismo e salute mentale: cosa emerge dallo studio
Nello studio di Curran e colleghi (Curran, Hill, Pose, 2026) i ricercatori hanno analizzato i dati di 307 studi condotti tra il 1989 e il 2024, per un totale di oltre 82.000 studenti universitari americani, canadesi e britannici. Tutti gli studi richiedevano agli studenti di valutarsi attraverso una delle due scale standard del perfezionismo (Multidimensional Perfectionism Scale, F-MPS, e Multidimensional Perfectionism Scale, HF-MPS).
Nel complesso, i ricercatori hanno riscontrato tassi crescenti di perfezionismo auto-riferito tra il 1989 e il 2024. Hanno inoltre osservato che, a partire dai primi anni 2000, diversi aspetti del perfezionismo sono aumentati a ritmi differenti: le ‘preoccupazioni perfezionistiche’ (perfectionistic concerns – ovvero la paura del fallimento, l’indecisione e il timore di essere giudicati negativamente dagli altri) sono cresciute molto più rapidamente rispetto agli ‘sforzi perfezionistici’ (perfectionistic strivings – cioè la motivazione a stabilire standard estremamente elevati e a lavorare sodo per raggiungerli).
Allargando la prospettiva al contesto economico-sociale, gli autori hanno inoltre approfondito come i tassi di perfezionismo si potessero correlare a fattori macroeconomici nel corso del tempo e nei diversi paesi. Dai dati analizzati è emerso che il rallentamento del PIL pro capite era associato a tassi più elevati di sforzi perfezionistici (perfectionistic striving), mentre l’aumento della disuguaglianza economica era correlato a incrementi delle preoccupazioni perfezionistiche (perfectionistic concerns).
«In mancanza di opportunità economiche, i giovani sembrano compensare sforzandosi di più», afferma Curran, autore principale dello studio. «E quando la disuguaglianza cresce, si nota che la paura e l’ansia di commettere errori e l’opinione altrui iniziano a diventare un elemento ancora più centrale nella psicologia dei ragazzi».
I ricercatori hanno inoltre riscontrato che il legame tra perfezionismo e salute mentale è rimasto stabile nel tempo: livelli più elevati di perfezionismo si associano a sintomi di disagio mentale, inclusi depressione e ansia, a prescindere dal periodo storico. Poiché il perfezionismo è aumentato nel tempo, spiegano i ricercatori, potrebbe essere uno dei fattori chiave nella spiegazione dell’incremento dei problemi di salute mentale.