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Far entrare il corpo nella Terapia Cognitivo Comportamentale (2025) di A. Montano e V. Iadeluca – Recensione

Il libro Far entrare il corpo nella Terapia Cognitivo Comportamentale (2025) di A. Montano e V. Iadeluca integra corpo e TCC con strumenti pratici per la clinica

Di Giovanni Maria Ruggiero

Pubblicato il 27 Apr. 2026

Riportare il corpo al centro della Terapia Cognitivo Comportamentale

Il volume Far entrare il corpo nella Terapia Cognitivo Comportamentale (2025) di Antonella Montano — fondatrice dell’Istituto A.T. Beck di Roma e Caserta — e di Valentina Iadeluca — psicoterapeuta a indirizzo corporeo e prima Certified Hakomi Therapist italiana — propone un’operazione tutt’altro che scontata: restituire centralità al corpo all’interno di quella che, come ricorda Davide Dèttore nella prefazione, è stata per decenni una terapia progressivamente desomatizzata. L’obiettivo dichiarato è fornire al clinico TCC un apparato di strategie somatiche integrabili in modo organico con il modello beckiano.

Far entrare il corpo nella Terapia Cognitivo Comportamentale (2025): dalla teoria alle pratiche somatiche

Il libro Far entrare il corpo nella Terapia Cognitivo Comportamentale (2025) si articola in due parti. La prima, di natura teorica, raccoglie le ragioni scientifiche e culturali per cui la dimensione corporea va riconsiderata: la revisione della scissione mente-corpo di matrice cartesiana, i contributi di Damasio sull’embodiment cognitivo, la teoria polivagale di Porges, la memoria implicita come archivio somatico dei primi legami.

Il secondo capitolo affronta gli aspetti metodologici dell’intervento somatico: la sicurezza come prerequisito, il consenso informato, la mindfulness come dispositivo di rallentamento e di ascolto. La seconda parte, estesa e densamente operativa, presenta trentatré esercizi corredati da script dettagliati, organizzati attorno a tre nuclei — la baseline somatica e l’embodiment, il corpo come strumento di assessment, il corpo come contributo alla guarigione (respiro, grounding, movimento consapevole, confini, co-regolazione).

Far entrare il corpo nella Terapia Cognitivo Comportamentale (2025): il corpo come grammatica originaria dell’esperienza

Il pregio maggiore del testo Far entrare il corpo nella Terapia Cognitivo Comportamentale (2025) risiede nella sua natura di compagno di viaggio: ogni esercizio è declinato con precisione manualistica, senza sacrificare il razionale clinico. L’innesto proposto sulla concettualizzazione cognitiva di Judith Beck — l’inserimento, tra Emozioni e Comportamento, di un box dedicato alla Reazione Fisiologica — ha il merito della concretezza operativa. Ma è forse su un piano meno esplicitato che il volume coglie qualcosa di più profondo: riconoscere che il corpo non è soltanto correlato delle emozioni, bensì loro grammatica originaria, il luogo in cui il sentire prende forma prima di ogni articolazione cognitiva. Coltivare un vocabolario somatico fine non serve tanto a monitorare le emozioni quanto ad affinare quella granularità del sentire che è precondizione di una vita affettiva piena, più che obiettivo di correzione. Da qui anche la centralità giustamente attribuita alla co-regolazione: il corpo che apprende a sentirsi è sempre un corpo in relazione.

La scelta di rimanere entro la cornice beckiana, pur arricchendola, lascia intenzionalmente ai margini una domanda che il lettore più teoricamente curioso potrebbe voler porre: in che misura l’integrazione della dimensione somatica richieda non solo nuovi strumenti, ma anche un ripensamento dell’epistemologia dell’approccio. Il libro, del resto, non promette di risolverla — propone, con onestà operativa, di iniziare a farla abitare lo studio del terapeuta.

Riferimenti Bibliografici
  • Montano, A., & Iadeluca, V. (2025). Far entrare il corpo nella Terapia Cognitivo Comportamentale. Strategie e tecniche di intervento per la pratica clinica. Trento: Erickson.
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