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L’ansia della domenica sera: quanto è catastrofico il lunedì

Liberarsi dallo stress legato al lavoro non è sempre semplice: è così che ansia e rimuginio possono colpirci anche nel weekend

Di Linda Confalonieri

Pubblicato il 09 Mar. 2026

L’ansia del controllo e la difficoltà di disconnettersi dal lavoro

Jessica ha circa quarant’anni e si sente logorata dal proprio lavoro. In psicoterapia sta lavorando proprio sull’ansia e sul senso di sopraffazione che spesso prova quando percepisce di non avere il controllo sulla qualità e sulle tempistiche, come se fosse sempre in lotta contro il tempo che non basta mai. Il weekend, più o meno, le consente quasi sempre di staccare. Il terapeuta le chiede cosa intende con quel “più o meno”. Emergono due aspetti peculiari. 

Punto primo: può accadere che Jessica senta una sorta di difficoltà a lasciare andare il pensiero dal lavoro e, sulla base di questa attenzione che rimane focalizzata e sempre all’erta, si sorprenda comunque a controllare regolarmente le email nel weekend. Nel lavoro psicoterapico di approfondimento dei suoi pensieri ed emozioni, Jessica guadagna consapevolezza: dietro quel comportamento automatico di checking frequente, si nasconde la credenza che potrebbe rimanere indietro, perdere pezzi e informazioni importanti, non può tollerare la sensazione di perdere il controllo; l’emozione correlata è l’ansia, che spinge al controllo. Jessica si rende conto che questa modalità non le consente davvero di rilassarsi, ma al contrario mantiene alto lo stato di allerta. 

Punto secondo, adesso che si sofferma a riflettere insieme al terapeuta, ci sarebbe effettivamente un altro problema: lei stessa la definisce “l’ansia della domenica sera”. Cosa intende Jessica con questa espressione? Quella sensazione negativa che inesorabile inizia proprio dal tardo pomeriggio di domenica e tale si mantiene per tutta la serata.

Il rimuginio della domenica sera

Tecnicamente si innesca una modalità di pensiero ripetitivo negativo, il rimuginio, che sostiene l’ansia anticipatoria: “Domani ricomincia tutto, chissà che cosa mi aspetta sulla scrivania, sarò in grado di tenere il passo, riuscirò a gestire le pratiche più complesse? Che stress quando continuano a interrompermi e io rimango sempre più indietro”. E Jessica questi pensieri se li sente anche nel corpo, avverte tensione nei muscoli, percepisce una lieve tachicardia, e a volte persino un nodo in gola. Rimuginando la domenica sera Jessica si illude di poter arrivare pronta e preparata alle difficoltà e ai problemi da risolvere il lunedì mattina. Tuttavia vi sono diversi effetti collaterali che accompagnano l’illusorio rimedio del rimuginio domenicale: 1) i pensieri negativi alimentano il catastrofismo, ben lontani da modalità di problem-solving costruttivo ed efficace; 2) i pensieri negativi e il catastrofismo si accompagnano all’ansia; 3) l’ansia, che cresce sempre più in termini di intensità, non è somaticamente gratuita, ma presenta il conto: il corpo paga un alto prezzo, in termini di tensione muscolare, attivazione della componente simpatica del sistema nervoso, che tiene la persona in allerta e consuma preziose energie psicofisiche, altrimenti preservate per l’effettivo momento di necessità (e non messe in campo anticipatoriamente).  

Questo è un esempio in cui lo stress legato al lavoro si trascina subdolamente anche nel weekend. In ambito lavorativo, lo stress viene considerato come una difficoltà di adattamento reciproco, tra l’individuo e l’organizzazione, che comporta uno squilibrio tra le richieste organizzative e le risorse personali del soggetto di affrontarle. Secondo una definizione più precisa, lo stress lavoro-correlato può essere definito come un danno fisico e una risposta emotiva che interviene quando le caratteristiche del lavoro non corrispondono alle capacità, alle risorse o ai bisogni dei lavoratori. Può condurre ad un indebolimento della salute e addirittura ad infortuni (Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, 2000). In questo contesto, lo stress è uno stato di prolungata tensione che può ridurre l’efficienza sul lavoro e può determinare problemi di salute psicologica e fisica (Backé et al., 2012; Chen et al., 2009).

Irritabilità, stress e ansia non consentono a Jessica di recuperare pienamente nel weekend, ingenerando dunque circoli viziosi tra aumento della faticabilità, erosione delle risorse emotive, aumento della vulnerabilità alle emozioni negative, minore efficacia nella regolazione dell’ansia con aumento del rimuginio e del controllo. “E se mi sento ancora così stanca e con poca energia la domenica sera, come potrò affrontare tutto ciò che mi aspetta domani?”.

In tal senso, la psicoterapia può aiutare a comprendere tali vissuti, la loro origine e la loro funzione; può aiutare a regolare i processi del pensiero ripetitivo negativo, orientando l’attenzione al momento presente e promuovendo una gestione più efficace dello stress e delle emozioni a valenza negativa. 

Riferimenti Bibliografici
  • Minchie S. (2002), “Causes and management of stress at work”, Occupational & Environmental Medicine, N. 59, pp 67 – 72.
  • State of Mind – Burnout: Stress lavorativo: cos’è, cause e conseguenze
  • Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (2000). Research on Work-related Stress. EU-OSHA, European Communities. Luxembourg, L. 
  • Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (2013). Guida alla campagna: Gestione dello stress e dei rischi psicosociali sul lavoro. EU-OSHA, European Communities. Luxembourg, L. 
  • Backé, E. M., Seidler, A., Latza, U., Rossnagel, K., Schumann, B. (2012). The role of psychosocial stress at work for the development of cardiovascular diseases: a systematic review. International Archives of Occupational and Environmental Health, 85, 67-79.
  • Chen, W. Q., Siu, O. L., Lu, J. F., Cooper, C. L., Phillips, D. R. (2009). Work stress and depression: the direct and moderating effects of informal social support and coping. Stress and Health, 25, 431-443.
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