L’ équipe multidisciplinare nella presa in carico del paziente con disturbo dell’alimentazione

La presenza di un’équipe multidisciplinare risulta un aspetto fondamentale in fase di valutazione diagnostica e di trattamento dei disturbi alimentari

ID Articolo: 194047 - Pubblicato il: 13 luglio 2022
L’ équipe multidisciplinare nella presa in carico del paziente con disturbo dell’alimentazione
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La presenza di un’équipe di professionisti risulta un aspetto fondamentale sia in fase di valutazione diagnostica sia in fase di trattamento del paziente con disturbi alimentari. Questa modalità permette di affrontare la psicopatologia e, al contempo, di gestire eventuali comorbilità psichiatriche, internistiche e nutrizionali associate

 

Messaggio pubblicitario In occasione della Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla, dedicata ai disturbi dell’alimentazione, l’Istituto Superiore di Sanità ha presentato i dati aggiornati relativi alle problematiche alimentari, tra cui quelli riguardanti la loro diffusione. Le indagini hanno rilevato nel 2020 un aumento del 40% di questa patologia rispetto all’anno precedente, contando tra nuovi casi e casi già in trattamento un totale di 2.398.749 pazienti in Italia (ISS, 2022).

In occasione di questa giornata, inoltre, è stato sottolineato come siano necessari una diagnosi e un intervento terapeutico tempestivi per una rapida ed efficace risoluzione dei disturbi alimentari. Data la loro complessità, queste problematiche “necessitano di un trattamento specialistico multidimensionale e interdisciplinare in cui è essenziale una grande collaborazione tra figure professionali con differenti specializzazioni” (Ministero della Salute, 2022). La presenza di un’équipe di professionisti sembra, quindi, un aspetto fondamentale sia in fase di valutazione diagnostica sia in fase di trattamento. Questa modalità di approcciarsi al paziente con un disturbo dell’alimentazione permette di affrontare la psicopatologia e, al contempo, di gestire eventuali comorbilità psichiatriche, internistiche e nutrizionali associate (Dalle Grave, 2018).

È preferibile che tutti i professionisti coinvolti nel trattamento delle problematiche alimentari abbiano una formazione specialistica simile. Questo permette di avvalersi della stessa base teorica sull’eziopatogenesi del disturbo e sulle sue caratteristiche, di usare il medesimo linguaggio, di applicare strategie simili e compatibili e di perseguire gli stessi obiettivi terapeutici. Inoltre, protegge il paziente dal ricevere informazioni contraddittorie e poco chiare sul disturbo e sulle modalità più efficaci per affrontarlo, che possono creare confusione, costituire un ostacolo al trattamento e compromettere l’alleanza terapeutica.

Non esiste una regola universale per la formazione dell’équipe multidisciplinare. Il contributo dei diversi professionisti deve essere valutato caso per caso in base alla gravità, alla pervasività, alle caratteristiche individuali e ai meccanismi di mantenimento del disturbo dell’alimentazione. Di seguito verrà descritto il ruolo che possono trovarsi a ricoprire alcuni professionisti coinvolti in un’équipe multidisciplinare pensata per valutare, trattare e monitorare una problematica alimentare in tutta la sua complessità.

Il case manager

Messaggio pubblicitario Il case manager è la figura che si occupa della gestione del caso e che favorisce i rapporti e le interazioni tra i diversi professionisti coinvolti nel trattamento di un paziente con disturbo dell’alimentazione. Chi ricopre questo ruolo è importante che possieda le competenze necessarie per poter coordinare i diversi terapeuti e per poter gestire al meglio la complessità del caso. Il case manager può anche occuparsi di monitorare periodicamente l’andamento del trattamento con il paziente e di tenere le relazioni con i familiari, gli altri professionisti esterni all’équipe e con la rete di servizi che può orbitare intorno alla persona con il disturbo dell’alimentazione. Questa figura, possedendo la migliore visione d’insieme, riduce il rischio di frammentazione delle informazioni e aiuta i membri dell’équipe a tenere costantemente aggiornato il quadro clinico del paziente.

Il medico

Spesso la prima figura che entra in contatto con il paziente e che si trova a dover definire le procedure da seguire per una valutazione specialistica è il medico curante o il pediatra. Il ruolo del medico è particolarmente importante nell’ambito delle problematiche alimentari perché, soprattutto nei casi di sottopeso e sovrappeso (ma non solo), è in grado di valutare e gestire le possibili conseguenze del disturbo sulla salute fisica. Il medico internista consente di avere una visione globale del paziente, del disturbo dell’alimentazione e di eventuali altre patologie presenti, per potersi occupare della salute in modo completo. Il medico psichiatra, invece, può dedicarsi alla gestione di eventuali comorbilità psichiatriche e di altri aspetti legati alla sofferenza psichica.

Lo psicologo

Lo psicologo è una figura imprescindibile nel trattamento dei disturbi dell’alimentazione sia che si faccia riferimento a un modello medico della patologia, sia a un modello psicologico.  È importante che questo professionista si sia formato adeguatamente nel trattare le problematiche alimentari. Lo psicologo può essere coinvolto nel processo diagnostico, nella fase di terapia (lavorando sulla sfera emotiva e cognitiva) e nel monitoraggio in itinere e post trattamento. Alcuni degli aspetti di cui si occupa sono quelli legati alla consapevolezza, alla motivazione, alla psicoeducazione, all’accettazione e al cambiamento.

Il dietista

Nel trattamento dei disturbi alimentari può essere molto utile la presenza del dietista per la gestione della parte alimentare. Come tutte le figure coinvolte nella terapia, è importante che anche i dietisti e i nutrizionisti abbiamo una formazione specifica che li renda più sensibili e attenti alle diverse implicazioni derivanti dalla psicopatologia. Il dietista può occuparsi della valutazione del caso, dell’educazione su alcuni aspetti legati al corpo e al cibo, della gestione della dieta (per esempio, flessibilizzazione alimentare, recupero/perdita di peso) e del monitoraggio nel tempo.

 

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Bibliografia

  • ISS – Istituto Superiore di Sanità (2022) Comunicato stampa 20/2022 – Giornata del Fiocchetto Lilla sui disturbi alimentari, aggiornata la mappa dei servizi sanitari, ad oggi sono oltre cento i centri accreditati. Disponibile qui
  • Ministero della Salute (2022) Conoscere, affrontare, vincere i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. Opuscoli poster. Disponibile qui
  • Dalle Grave, R (2018) Un modello di gestione clinica dei disturbi dell’alimentazione. Disponibile qui
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