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Come emoji e emoticon differiscono dai volti nell’esprimere emozioni

In che modo simboli affettivi come emoji ed emoticon differiscono dai volti umani nell’espressione delle emozioni, in termini di valenza emotiva ed arousal?

Di Carlotta D`Acquarone

Pubblicato il 13 Apr. 2022

Le emoji e le emoticon svolgono un’importante funzione di trasmissione di contenuti emotivi da un mittente a un destinatario nella comunicazione di messaggistica online.

 

Emoji ed emoticon

Le emoticon derivano da “emotion icon” (Pavalanathan & Eisenstein, 2015) e consistono in simboli tipografici di caratteri ASC-II (American Standard Code for Information Interchange), un codice americano per la codifica di caratteri (Guibon et al., 2016). Oggi esistono emoticon di stile occidentale, come ad esempio :-), ed emoticon di stile orientale: ∧_∧ (Rodrigues et al., 2018). Gli emoji, invece, sono simboli a colori che non esprimono soltanto espressioni facciali ed emozioni ma possono simboleggiare anche oggetti, concetti astratti, piante e tanto altro. Esistono infatti, secondo Emojipedia, un sito web che elenca tutte le diverse varianti di emoji, 3.304 emoji per esprimersi. Alcune funzioni delle emoji sono infatti quella di chiarire un messaggio ambiguo, visualizzare significati emotivi, esprimere atteggiamenti negativi e positivi o possono essere usati anche come spunti di contestualizzazione.

Spesso però sia emoji che emoticon possono essere interpretate ambiguamente in quanto non hanno un significato standard uguale per tutti, ma quest’ultimo dipende dal contesto in cui sono inserite. Inoltre esistono tanti dispositivi di telefonia mobile come iOS o iPhone che creano ulteriori malintesi nell’interpretazione di tali stimoli emotivi tanto che un emoji inviato da una persona può generare un’emozione completamente diversa nel destinatario. Solitamente gli emoji sono valutati più positivamente e come più eccitanti delle emoticon: alcuni studi hanno visto tassi più alti nella dimensione dell’attrazione estetica, della familiarità, della chiarezza e della significatività; inoltre gli emoji hanno punteggi di arousal più alti rispetto alle emoticon (Rodrigues et al.,2018).

L’espressione delle emozioni attraverso le emoji

Uno studio di Shoeb e de Melo (2020) ha tentato di esaminare l’associazione tra emoji ed emozioni specifiche ottenendo che solo pochi emoji mostrano una relazione con emozioni come rabbia, disgusto, paura, tristezza o sorpresa; solo la gioia ha una vasta gamma di associazioni con emoji sia facciali che di oggetti. A differenza degli emoji, gli studi sui volti umani, rivelano invece che quest’ultimi possono essere molto specifici e allo stesso tempo universali nell’esprimere un’emozione.

A causa della grande varietà del contenuto emotivo vi sono anche grandi differenze in alcune dimensioni affettive tra cui la valenza e l’arousal; tali dimensioni affettive condizionano e influenzano l’elaborazione delle emozioni, sia per i volti umani, sia per gli emoji e le emoticon.

A questo proposito, alcuni studi inerenti alle espressioni facciali, hanno rivelato differenze nei tempi di reazione per volti felici rispetto alle altre emozioni (Calvo & Lundqvist, 2008); altri studi hanno ottenuto risultati opposti (Hansen & Hansen, 1988). I risultati di un ulteriore studio che confronta i tempi di reazione di volti umani, emoji o parole mostrano tempi di reazione più brevi per le emoji rispetto agli altri due stimoli (Kaye et al., 2021). Non è chiaro, quindi, se tali differenze nel tempo di reazione siano determinate dal tipo di stimolo o dalle differenze nella valenza e nell’arousal. Gli studi che indagano i giudizi affettivi delle parole emotive e neutre, per esempio, dimostrano che le persone spesso rispondono più velocemente alle parole positive legate a sé stessi rispetto alle parole negative o neutre (Meixner e Herbert, 2018). In generale sembrerebbe esserci quindi un bias di positività nella percezione ed elaborazione di volti ed emoticon.

Dal momento che, come menzionato, studi precedenti hanno esaminato i giudizi affettivi di immagini, volti e parole, suggerendo che questi stimoli mostrano differenze nelle due dimensioni delle emozioni (valenza ed arousal) e che gli emoji e le emoticon sono stati recentemente studiati per il loro significato affettivo, uno studio di Brigitte Fischer e Cornelia Herbert del 2021 aveva come obiettivi quello di ottenere valutazioni dei significati emotivi dei volti, degli emoji e delle emoticon e quello di raccogliere i tempi di reazione dei partecipanti al fine di indagare se esistessero differenze tra le categorie di stimoli e le emozioni specifiche.

Infine le autrici hanno tentato di osservare se ci fosse effettivamente un bias di positività. 83 partecipanti hanno preso parte allo studio e valutato 60 stimoli: 18 emoji, 18 emoticon e 24 volti che rappresentavano sei diverse espressioni emotive. Gli stimoli selezionati sono stati classificati in diverse emozioni specifiche, corrispondenti alla classificazione di Ekman (1992) (felicità, rabbia, paura, tristezza, sorpresa) e una condizione neutra; il disgusto è stato escluso poiché non vi erano abbastanza emoji rappresentativi. Ai soggetti sono state quindi somministrate la Positive and Negative Affect Schedule (PANAS; Janke e Glöckner-Rist, 2014) per misurare l’affetto positivo e negativo prima e dopo la valutazione affettiva degli stimoli e la Self-Assessment-Manikin-Scales per misurare la valenza e l’arousal di ciascuno stimolo (Bradley e Lang, 1994). Infine l’emotività degli stimoli è stata misurata su una scala Likert a 9 punti che valutava quanto intenso fosse lo stimolo che rappresentava un’emozione.

Un confronto tra emoji, emoticon e volti

I risultati ottenuti rivelano effetti principali significativi sia per la categoria dello stimolo, che rappresenta punteggi di emotività significativamente più alti per le facce e gli emoji rispetto alle emoticon, sia in termini di emozione specifica: i valori di emotività, valenza ed arousal sono più alti per l’emozione della felicità rispetto a tutte le altre categorie di stimoli. Inoltre, per quanto riguarda la differenza tra categorie, gli emoji sembrano suscitare il massimo dell’arousal mentre gli stimoli relativi alla felicità sono stati valutati con la massima valenza in tutte le categorie di stimoli; le emoji arrabbiate sembrano invece avere maggiore emotività. Infine le associazioni ad emozioni specifiche sono state riconosciute più facilmente nelle emoji, seguite dagli stimoli del volto umano e dalle emoticon. In conclusione sembrerebbe che gli emoji e i volti umani possono ridurre l’ambiguità e rappresentare le emozioni associate in maniera abbastanza efficace rispetto alle emoticon. Queste ultime invece sono risultate ambigue e poco chiare anche relativamente alla felicità, che sembra essere l’emozione maggiormente riconosciuta in modo corretto. Infine i tempi di reazione sono influenzati dai valori di valenza ed arousal e sembrano essere molto inferiori per i volti e per gli emoji (per quasi tutte le emozioni) rispetto alle emoticon (Fischer & Herbert, 2021).

 

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