EFT-NOVEMBRE-2022

Metacredenze e scopi sociali – Partecipa alla ricerca

Partecipa alla ricerca! Scopo dello studio è indagare e comprendere alcune credenze metacognitive che le persone potrebbero avere nelle situazioni sociali

ID Articolo: 190269 - Pubblicato il: 17 gennaio 2022
Metacredenze e scopi sociali – Partecipa alla ricerca
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Partecipa alla ricerca! Scopo di questo studio è l’indagine e la comprensione di alcune credenze metacognitive e motivazioni che le persone potrebbero avere quando si trovano in situazioni sociali.

 

Messaggio pubblicitario MASTER DSA I ricercatori e i clinici del MeThe Reseach Lab della Sigmund Freud University di Milano stanno effettuando una ricerca per comprendere e indagare come alcune specifiche credenze metacognitive e motivazioni possano influenzare il comportamento delle persone nelle situazioni sociali, ovvero quando si trovano ad interagire con gli altri, siano essi familiari o sconosciuti.

Credenze metacognitive: cosa sono? Il modello di Wells

Con l’espressione “credenze metacognitive” si intendono le credenze, le idee e le teorie che ognuno di noi possiede in merito al contenuto dei propri pensieri, delle proprie emozioni e dei propri comportamenti o motivazioni nell’agire. In generale, potremmo definire le credenze metacognitive come l’insieme delle informazioni soggettive relative al proprio funzionamento (Wells & Matthews, 2015).

Il modello teorico metacognitivo proposto da Wells (1991) assume che questa tipologia di credenze abbia un impatto significativo sul nostro modo di relazionarci con gli stati interni e i pensieri, influenzando l’importanza, il significato e l’attenzione che diamo ad essi. In linea con questo modello, quando tale attribuzione diventa eccessiva, pervasiva e negativa, avrebbe ripercussioni nello sviluppo e nel mantenimento di alcuni disturbi psicologici come ansia e depressione e della sofferenza emotiva.

Credenze metacognitive, relazioni e interventi terapeutici

Messaggio pubblicitario Di recente, alcuni studi  (Gao et al., 2017; Liebke et al., 2018) hanno altresì cominciato a sottolineare come in alcuni casi la loro presenza possa compromettere anche la costruzione e il mantenimento di una buona e soddisfacente vita sociale oltre che il benessere psicofisico della persona. Ad oggi il contenuto specifico di queste credenze e il loro impatto nell’ambito sociale è poco esplorato e pertanto il laboratorio di ricerca MeThe Reseach Lab della Sigmund Freud University di Milano sarebbe interessato a far luce sia sulla loro natura sia sugli effetti che queste potrebbero avere sulle motivazioni che spingono le persone ad interagire con gli altri.

Questa ricerca permetterebbe di approfondire l’impatto che le credenze metacognitive potrebbero avere nella vita relazionale delle persone favorendo così la realizzazione di ricerche future e interventi clinici più mirati. Infatti per poter pianificare un intervento clinico efficace è necessario ampliare le conoscenze attualmente disponibili su questo fenomeno e sui suoi meccanismi di funzionamento attraverso precise ricerche sperimentali come questa.

Partecipa alla ricerca

La ricerca è stata già approvata dal comitato etico e scientifico competente. Ti chiediamo di compilare un breve questionario. Impiegherai all’incirca 20 minuti e ti verrà garantito il completo anonimato. Siamo agli inizi e il tuo contributo è per noi prezioso!

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Il team del MeThe Lab

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Bibliografia

  • Gao S, Assink M, Cipriani A, Lin K. (2017). Associations between rejection sensitivity and mental health outcomes: A meta-analytic review. Clinical Psychological Review, 57:59 –74
  • Liebke, L., Koppe, G., Bungert, M., Thome, J., Hauschild, S., Defiebre, N., & Lis, S. (2018). Difficulties with being socially accepted: An experimental study in borderline personality disorder. Journal of Abnormal Psychology, 127(7), 670.
  • Wells, A. (1991). Effects of dispositional self-focus, appraisal and attention instructions on responses to a threatening stimulus. Anxiety Research, 3(4), 291-301.
  • Wells, A., & Matthews, G. (2015). Attention and emotion: A clinical perspective. Psychology Press.
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