L’adolescenza ed il ruolo della scuola nella dispersione scolastica

Uno degli aspetti su cui intervenire per poter prevenire la dispersione scolastica è il favorire una relazione produttiva tra insegnanti e studenti

ID Articolo: 189835 - Pubblicato il: 21 dicembre 2021
L’adolescenza ed il ruolo della scuola nella dispersione scolastica
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La prevenzione della dispersione scolastica è volta a rendere consapevole lo studente delle proprie condotte ed ad avere un maggiore controllo delle proprie emozioni e del sé in generale.

 

Premessa

Messaggio pubblicitario L’articolo è scritto per mettere in luce la gravità e la complessità del problema della dispersione scolastica, all’interno di precisi contesti sociali. Per tale problema risulta indispensabile l’attuazione di metodologie di intervento rivolte agli studenti, volte ad attenuare il rischio di abbandono scolastico. Molte di queste metodologie fanno parte di una prevenzione aspecifica del disadattamento che riguarda ‘tutti quegli interventi che scaturiscono da progetti mirati allo sviluppo di fattori protettivi e al contenimento di fattori generali di disagio personale e sociale, i quali possono ostacolare il percorso di adattamento del ragazzo’, che comprende tutte quelle attività ed i servizi rivolti a prevenire ed alleviare condizioni di deprivazione affettiva, sociale ed anche culturale; allo stesso tempo l’intervento di prevenzione prevede un’azione formativa rivolta ai docenti per poter interagire attivamente con gli adolescenti, attivando in loro alti livelli di partecipazione e di motivazione.

Dal punto di vista etimologico, il termine formazione deriva dal latino formatione, da formare, che, secondo il vocabolario Zingarelli, indica l’atto o l’effetto del formare o del formarsi professionalmente, ovvero si riferisce alla maturazione delle facoltà psichiche ed intellettuali dovute all’esperienza e allo studio.

Negli ultimi anni è stata riconosciuta l’importanza dell’esperienza formativa, intesa come un luogo deputato alla conoscenza-trasformazione delle singole individualità, ma altrettanto centrato sul rapporto tra le varie personalità che interagiscono fra loro e le attività condivise.

Secondo Gordon, la formazione è un sistema educativo volto ad aiutare un individuo ad educare se stesso.

Dispersione scolastica e ambiente scolastico

L’istituzione scolastica costituisce un ambito importante di socializzazione secondaria, all’interno del quale vengono costruite condotte e identità interattive, in cui si apprendono e perfezionano competenze sociali, in cui si svolgono una grande quantità di apprendimenti di natura sociale. Inoltre, in quanto istituzione pubblica, la scuola è fortemente coinvolta nei processi collettivi di costruzione di spiegazioni e di legittimazione di quei fenomeni (sviluppo, apprendimento, successo e insuccesso scolastico, gestione della diversità) sui quali la scuola stessa è chiamata ad agire quotidianamente.

Gli insegnanti, nell’esercizio delle loro funzioni istituzionali, non possono che ricorrere a quelle stesse rappresentazioni che essi contribuiscono a generare, a sistematizzare e a perpetuare (Carugati e Selleri, 1996). Secondo l’autore Rutter producono risultati migliori, in termini di riuscita scolastica, quelle scuole in cui è incoraggiata la partecipazione attiva degli allievi, in cui viene messo in pratica l’ascolto reciproco fra insegnanti ed alunni. Nel presente articolo, lo spazio dedicato alla formazione, mira allo spostamento della centralità dei contenuti e delle metodologie didattiche, sino alla qualità della relazione, alla intenzionalità, ai processi di comunicazione e interazione, alla capacità dell’insegnante di facilitare gli alunni nella soluzione dei loro problemi e di essere congruente nella ricerca di una soluzione ai suoi stessi problemi.

In primo piano, la prevenzione della dispersione scolastica è volta a rendere consapevole lo studente delle proprie condotte ed ad avere un maggiore controllo delle proprie emozioni e del sé in generale.

Uno degli obiettivi generali da porsi, è quello di favorire una relazione produttiva tra gli insegnanti e gli studenti, al fine di attivare, in questi ultimi, maggiori livelli di motivazione e partecipazione alla vita scolastica.

Prevenzione scolastica: promuovere relazioni positive

Gli effetti di una buona relazione fra un adolescente e un adulto, si rispecchiano soprattutto se si tengono a mente e si mettono in pratica i seguenti punti sotto elencati:

  • promuovere l’accettazione dell’autorità dell’adulto;
  • stimolare l’espressione delle proprie emozioni e la comunicazione verbale e non verbale;
  • favorire la partecipazione all’attività di gruppo;
  • prevenire il fenomeno dell’abbandono scolastico;
  • incrementare la stima di sé e la fiducia nelle proprie potenzialità e nelle proprie competenze.

Per poter raggiungere i suddetti obiettivi, è preferibile il lavoro in équipe, per poter adottare le strategie metodologiche adeguate, caso per caso.

Un intervento preventivo del fenomeno di dispersione scolastica dovrebbe dunque prevedere degli incontri con gli insegnanti, quali:

  • seminari contestualizzati;
  • incontri di psicoeducazione;
  • lavori in sottogruppi per implementare un buon dialogo fra le parti;
  • incontri per la rielaborazione delle emozioni derivanti dal fenomeno dispersione scolastica (frustrazione, conflitto etc..);

Nel corso dei progetti preventivi del fenomeno di dispersione scolastica è bene dedicare spazio ad alcune aree tematiche, tra cui:

  • l’area dell’istruzione, in cui evocare aspetti relativi alla competenza professionale e alla didattica;
  • l’area relazionale, in cui evidenziare le abilità sociali e comunicative dell’insegnante, tanto nei confronti dei singoli allievi, quanto in rapporto alla conduzione del gruppo classe;
  • l’area della personalità, in cui soffermarsi sulle caratteristiche della persona, sui tratti idiosincratici.

Destinatari fondamentali, nei progetti di prevenzione della dispersione scolastica, sono gli studenti, per i quali si potrebbero strutturare vari incontri, quali:

  • discussioni di gruppo;
  • psicoeducazione e attività laboratoriali in sottogruppi;
  • giochi analogici;
  • somministrazione di un questionario (ex ante e post) di valutazione sulle aspettative e bisogni dei ragazzi che indaghi anche la relazione tra adolescenti e insegnanti.

Messaggio pubblicitario Una variabile importante da analizzare, nel corso di tali interventi, è la dimensione relazionale, ossia l’area in cui si evidenziano le abilità sociali e comunicative dell’alunno, tanto nei confronti del gruppo classe, quanto in rapporto al gruppo docente, in relazione alle aspettative dell’alunno.

Anche la dimensione dell’istruzione risulta centrale, in quanto permette di analizzare come i ragazzi percepiscono le lezioni effettuate dagli insegnanti (chiarezza espositiva, interesse delle lezioni, coinvolgimento degli alunni durante la lezione).

Prevenzione della dispersione scolastica: progettare le fasi dell’intervento

L’articolazione di un intervento di prevenzione della dispersione scolastica dovrebbe prevedere più fasi.

In una prima fase sarebbe utile, ad esempio, organizzare un incontro per gli insegnanti e un incontro per gli alunni.

Gli incontri con gli insegnanti potrebbero essere dedicati all’analisi e all’accoglienza della domanda, mentre quelli con gli allievi all’analisi e all’accoglienza della domanda ed alla somministrazione di un questionario semi strutturato per indagare aspettative e bisogni dei ragazzi.

Utile potrebbe rivelarsi una fase di supervisione del fenomeno di dispersione scolastica, formata da incontri in cui vi sia la partecipazione congiunta di un’équipe di specialisti, quali psicologi specializzati e di coordinatori scolastici, per potere meglio collaborare ed indagare aspettative e bisogni di ciascuno studente.

I risultati attesi, a distanza di alcuni mesi, degli interventi preventivi così strutturati, riguardano innanzitutto gli studenti: tramite determinati progetti ci si attende un incremento della frequentazione scolastica, derivante dall’attivazione di livelli motivazionali come fattori stimolo per una maggiore partecipazione alla vita scolastica.

Da parte degli insegnanti invece ci si attende una maggiore presa di coscienza del ruolo istituzionale e della funzione socio educativa.

 

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Bibliografia

  • Carugati, F. e Selleri, P. (2005). Psicologia dell’educazione. Edizione il Mulino, Bologna.
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