La Fiaba: un racconto solo per bambini?

Chi in età adulta con l’acquisizione di una struttura di personalità più matura, non si è mai domandato o incuriosito sui significati racchiusi nelle fiabe?

ID Articolo: 188488 - Pubblicato il: 18 ottobre 2021
La Fiaba: un racconto solo per bambini?
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Tutti abbiamo, almeno una volta nella vita, avuto la possibilità di entrare in contatto con la narrazione delle fiabe. Tradizioni tramandate di generazione in generazione, dai più grandi ai più piccoli.

 

Messaggio pubblicitario Ma chi in età adulta, con il senno di poi, con l’acquisizione di una struttura di personalità più matura, si è mai domandato od incuriosito sui significati profondi ed intrinsechi racchiusi nel racconto?

La Sirenetta

Alcuni di questi concetti li possiamo facilmente ‘interpretare’ e incorporare all’interno di una delle famose Fiabe dello scrittore danese Hans Christian Andersen, La Sirenetta, successivamente reinterpretata nel 1989 nel film d’animazione prodotto da Walt Disney Feature Animation.

Quando accadrà no non lo so…ma del tuo mondo parte farò, guarda e vedrai che il sogno mio si avvererà! [cit. Ariel de La Sirenetta]

Il soddisfacimento del desiderio si può manifestare sotto diverse forme, assumere diversi aspetti, varie interpretazioni possono spingere l’uomo al compimento di azioni e/o reazioni.

Nella realtà odierna, ancora oggi basata su concezioni e fondamenti etici e morali, può risultare complesso riuscire ad appagare i propri istinti più reconditi, giungendo in alcune occasioni ad una condizione di mancata accettazione del sé od impossibilità nel mostrarla, fattore di grande importanza ai fini del raggiungimento di uno stato di benessere psicofisico.

Il senso di autorealizzazione, presente in ognuno di noi, viene amplificato o ridotto in base alla motivazione e perseveranza del singolo. In alcune circostanze si assiste ad un vero e proprio ricercare il compromesso pur di ottenere il desiderato. Azione, quest’ultima, che spinge la protagonista della Fiaba, nonché Ariel, a rinunciare alla sua suadente voce, donandola alla Strega del Mare, in cambio di arti umani.

Non pretendo molto, un compenso del tutto simbolico…una sciocchezza! Una cosa di cui puoi fare a meno. Quello che voglio da te è….la tua voce. [cit. Ursula de La Sirenetta]

Una continua ricerca verso l’emancipazione, un allontanarsi dalle restrizioni e costrizioni dettate dal contesto esterno, per poter finalmente approdare sull’isola della libertà, così come Ariel desiderosa di lasciare per sempre la pinna e poter godere di gambe umane che le permettessero di affrontare nuove avventure, lontana dagli stereotipi e dalle pressioni del Regno.

Mi sono sempre reputato un tritone ragionevole. Ho stabilito certe regole e pretendo che quelle regole vengano rispettate da tutti. [cit. Tritone de La Sirenetta]

Un Re del mare che si oppone al carattere ribelle della propria figlia, cercando di dissuaderla nel suo voler esplorare la terra ferma, entrare in contatto con gli umani e varcare la sua tanto sicura comfort zone.

Quello che viene riportato nel mondo immaginario altro non è che una trasposizione della realtà, anche la fantasia può celare un significato profondo, che verrà rivelato solo ad occhi attenti.

Lo vede? E poi non mi dica che l’avevo avvertita, Maestà. I giovani devono essere lasciati liberi di scegliersi il loro avvenire. [cit. Sebastian de La Sirenetta].

Fiaba e Realtà

Messaggio pubblicitario Innumerevoli gli ostacoli incontrati duranti il percorso di vita, a volte demoralizzanti e ostili, altre coinvolgenti e portatori di novità. Fattori che non vengono però elicitati nel film di animazione della Disney, in quanto Ariel e il principe Eric alla fine della storia si sposano vivendo finalmente ‘Felici e Contenti’.

La società odierna, nonostante il suo continuo evolversi, in alcuni casi tende a camuffare quello che per molte persone può risultare un’avversità, una difficoltà nell’esprimere se stessi cercando di negare ciò che in realtà provano.

Nella Fiaba originale di Andersen possiamo riscontrare questo cammino impervio. Ariel, fortemente innamorata, sceglie di non utilizzare il pugnale donatole dalle sorelle per uccidere il principe così da continuare a vivere, ma decide di accasciarsi su uno scoglio e bagnata dall’acqua salina concludere la sua vita da Sirena tramutandosi in schiuma di mare.

La comunità, può, dunque volontariamente o involontariamente infrangere il desiderio del singolo, il quale stigmatizzandosi è costretto ad adeguarsi al contesto, al conformarsi all’etica, rinunciando all’esser libero.

Notiamo, dunque, un forte significato che in questo caso l’autore ha voluto lasciare in eredità al mondo.

Un aspetto psicologico che può inficiare il benessere psicofisico dell’individuo, la mancata realizzazione del sé, il contrasto con l’esterno e la morale e quanto questo possa influenzare le nostre decisioni, incidere sui nostri pensieri ed atteggiamenti. Non bisogna racchiudere la propria voce all’interno di una conchiglia, ma esprimerla, facendo sentire al mondo che esisti e puoi creare valore anche andando al di là dei confini della realtà.

Andersen conclude il suo racconto con la salvezza, la rinascita di Ariel, ripagando la sua purezza.

Invisibile baciò la sposa sulla fronte, sorrise al principe e salì con le altre figlie dell’aria su una nuvola rosa che navigava nel cielo. Fra trecento anni entreremo nel regno di Dio! [cit. Hans Christian Andersen]

In conclusione, la protagonista prende in mano la sua vita, affrontando scelte ardue ma personali, nonostante le barriere imposte dai profondi Abissi del mare.

Ma nella realtà, tutti riescono a gestire tali fattori ostacolanti od incapacità nel giunge ad uno sblocco interno? E se Ariel avesse avuto al suo fianco il supporto di uno Psicologo?

 

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Bibliografia

  • Andersen, H.C. (1837). Den lille Havfrue (La Sirenetta). Copenhagen.
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