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Autorizzazione a svolgere attività psicologiche nei poliambulatori – La sentenza del TAR

La sentenza del 21 giugno 2021 ha stabilito l'illegalità di vietare lo svolgimento di attività psicologiche e psicoterapiche all'interno di poliambulatori

ID Articolo: 186577 - Pubblicato il: 02 luglio 2021
Autorizzazione a svolgere attività psicologiche nei poliambulatori – La sentenza del TAR
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Nei poliambulatori possono essere svolte diverse attività sanitarie, incluse psicologia e psicoterapia.

 

Messaggio pubblicitario Questa la conclusione cui è giunto il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) per il Lazio dopo il ricorso dell’Ordine degli Psicologi del Lazio a seguito del divieto imposto dalla Regione all’esercizio di attività psicologiche presso un poliambulatorio.

L’episodio scatenante era stata proprio la decisione della Regione Lazio nel gennaio 2019 di vietare l’esercizio della professione psicologica in un poliambulatorio medico, affermando la non appartenenza della psicologia alla medicina.

La sentenza del 21 giugno 2021 ha fortunatamente fatto chiarezza a riguardo, affermando come la disciplina dei poliambulatori si fondi sulla multidisciplinarietà nell’ambito delle professioni sanitarie complessivamente intese, e non solo nell’ambito della professione medica in senso stretto. 

Per attività professionali sanitarie non si intendono infatti solo quelle mediche in senso stretto, lo Stato Italiano riconosce attualmente 30 professioni sanitarie per l’esercizio delle quali è obbligatoria l’iscrizione ai rispettivi Ordini professionali, tra i quali Medici chirurghi e Odontoiatri, Veterinari, Farmacisti, Psicologi, Chimici e Fisici, Biologi, Professioni infermieristiche, Ostetriche, Tecnici sanitari di Radiologia medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione, per un totale di circa 1.200.000 professionisti che operano in strutture pubbliche e private (Ministero della Salute). La negazione dell’autorizzazione è quindi da considerarsi illegittima.

Federico Conte, Presidente dell’Ordine degli Psicologi del Lazio, ha così commentato la vicenda:

la sentenza segna un importante traguardo in termini di tutela della professione, uno degli orizzonti d’azione in cui il Consiglio dell’Ordine ha investito molte delle sue risorse negli ultimi anni, con ottimi risultati. Ancor più, però, occorre essere soddisfatti per la sua capacità di incoraggiare, promuovere e sostenere la capillare diffusione di servizi psicologici sul territorio, a beneficio di tutta la popolazione laziale, che da anni intravede nello psicologo una figura di riferimento per il proprio benessere.

 

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