L’acronimo DAD, Didattica a Distanza, è ormai diventato un termine d’uso quotidiano, ma sono davvero ben noti i risvolti psicologici di questa profonda trasformazione?
Uno dei settori più colpiti dal diffondersi del Coronavirus e dalla conseguente attuazione dello stato d’emergenza è stato senza alcun dubbio quello scolastico. Nel corso degli ultimi due anni, infatti, gli insegnanti, il personale scolastico, i genitori ma soprattutto gli alunni hanno vissuto ed anche “subìto” tutto ciò che lo spostamento delle attività didattiche in modalità online ha comportato. L’acronimo DAD, Didattica a Distanza, è ormai diventato un termine d’uso quotidiano, ma sono davvero ben noti i risvolti psicologici di questa profonda trasformazione? A poche settimane dalla conclusione dell’anno scolastico, sappiamo realmente cosa ha significato per i più piccoli questo cambiamento? In che modo bambini e ragazzi ne hanno risentito e/o si sono adattati a questa inaspettata realtà?
Per esaminare più da vicino le problematiche della DAD e comprenderne meglio gli effetti su bambini e ragazzi, abbiamo intervistato tre esperte in Psicoterapia dell’Età Evolutiva:
- Dott.ssa Simona Scaini – Psicologa Psicoterapeuta presso CIP Età Evolutiva
- Dott.ssa Alessia Incerti – Psicologa Psicoterapeuta presso Studi Cognitivi
- Dott.ssa Valentina Davi – Psicologa Psicoterapeuta presso R1P3 Lezioni al cubo
Pubblichiamo, per i nostri lettori, il video dell’intervista. Nei prossimi giorni pubblicheremo la seconda parte dell’intervista, nella quale verranno riportate alcune riflessioni in merito alla DAD.
DIDATTICA A DISTANZA (DAD) – LE PROBLEMATICHE
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