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Corteggiamento romantico e molestie sessuali, qual è il confine?

Le avances indesiderate si potrebbero fermare con un "Non sono interessato", tuttavia ci sono ragioni, spesso ancora sottovalutate, per cui ciò non avviene

ID Articolo: 184245 - Pubblicato il: 20 aprile 2021
Corteggiamento romantico e molestie sessuali, qual è il confine?
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Il confine tra corteggiamento romantico e molestie sessuali non è sempre chiaro (Mainiero & Jones, 2013). Ciò che passa come seduzione per una persona (ad esempio, chi fa un’avance romantica) può essere fastidioso, o peggio, per un’altra (ad esempio, chi riceve l’avance).

 

Messaggio pubblicitario Una domanda chiave nei casi di molestie riguarda spesso come la vittima abbia risposto alle iniziali avances romantiche o sessuali del colpevole. In un mondo ideale, a chi riceve delle avances potrebbe bastare dire “no, grazie, non sono interessato” per fare in modo che l’approccio finisca lì. Tuttavia, ci sono molte ragioni per cui le vittime non rifiutano esplicitamente queste proposte indesiderate: preoccupazioni per le ripercussioni, sia professionali (Fitzgerald, Swan, & Fischer, 1995) che reputazionali (Perilloux & Buss, 2008); preoccupazioni che il proprio comportamento venga frainteso (Jensen & Gutek, 1982); dubbi sulla propria esperienza o interpretazione dell’evento (Gutek & Koss, 1993). A queste motivazione si aggiunge un altro aspetto fondamentale che impedisce il rifiuto di un’altra persona, aspetto che spesso viene classificato come banale: è imbarazzante e scomodo (Bohns, 2016). Questo disagio può manifestarsi in una varietà di modi, a seconda del contesto. Chi riceve delle avances romantiche spesso riferisce di sentirsi in colpa per aver rifiutato i pretendenti e di essere preoccupato/a di aver ferito i loro sentimenti (Joel, Teper, & MacDonald, 2014). Le vittime di molestie sessuali esplicite riferiscono di sentirsi spaventate e acquiescenti (Woodzicka& LaFrance, 2001, 2005). In entrambi gli scenari, chi riceve le avances alla fine si trova in una situazione scomoda, al punto che, come risultato di queste preoccupazioni, spesso trova più facile sorridere, ridere o ignorare un’osservazione sessuale inappropriata piuttosto che affrontarla (Woodzicka & LaFrance, 2001, 2005). Allo stesso modo, chi riceve delle avances romantiche indesiderate può comunicare il rifiuto indirettamente (Baumeister et al., 1993), o addirittura accettare le avances di corteggiatori poco attraenti (Joel et al., 2014), al fine di evitare il disagio di rifiutare qualcuno apertamente. Bohns e DeVincent (2019) hanno condotto due studi per indagare le preoccupazioni dei destinatari delle avance indesiderate, la percezione da parte dei corteggiatori di tali preoccupazioni e la loro capacità di riconoscere le varietà dei modi in cui i destinatari delle avances modificano i loro comportamenti per far fronte al disagio sperimentato nel rifiutare le avances: nel primo studio i ricercatori hanno sollecitato i ricordi di persone che hanno fatto tali esperienze, mentre nel secondo studio i partecipanti sono stati assegnati a caso a due diverse condizioni utilizzando vignette ipotetiche.

Il primo studio è stato condotto su studenti laureati in scienze, tecnologia, ingegneria e matematica (STEM). Questo contesto è stato scelto perché, come mostrato dalla precedente letteratura, risulta più difficile per le donne ricoprire e mantenere posizioni lavorative in questo campo e, tra i fattori che rendono difficile questo obiettivo, vi è la presenza di comportamenti che inizialmente vengono scambiati per un corteggiamento romantico per poi degenerare in molestie sessuali (Blickenstaff, 2005; Jagsi et al., 2016; Roberts & Ayre, 2002; Servon & Visser, 2011; Settles, Cortina, Malley, & Stewart, 2006). Pertanto, è stato ritenuto un contesto idoneo a esplorare se i corteggiatori sottovalutano l’impatto emotivo delle loro avances sui “corteggiati”, così come se ci sono differenze di ruolo nell’apprezzare le potenziali conseguenze a valle di queste avances, in particolare quelle che potrebbero colpire sproporzionatamente le donne. I partecipanti sono stati reclutati tramite mail: dei 2.764 studenti a cui era stata inviata, 942 hanno risposto ad almeno una domanda, e 277 di essi hanno dichiarato di aver fatto delle avances a qualcuno che non era interessato all’interno del proprio settore, o sono stati oggetti di avances indesiderate da parte di qualcuno del proprio settore. Tutti i partecipanti hanno risposto a tre domande iniziali:

  1. E’ mai stato corteggiato romanticamente da qualcuno nel suo laboratorio, campo accademico o posto di lavoro accademico a cui non era interessato?
  2. Ha mai mostrato eccessivo interesse a qualcuno nel suo laboratorio, campo accademico o luogo di lavoro accademico che ha scoperto non essere interessato a lei?
  3. Ha mai sentito parlare di qualcuno (diverso da lei) che è stato importunato da qualcuno con cui lavorava nel suo laboratorio, campo accademico o luogo di lavoro accademico e a cui non era interessato?

Messaggio pubblicitario Per ogni domanda, i partecipanti hanno anche riferito quante volte è successo. I partecipanti che hanno risposto in maniera affermativa hanno dovuto compilare un questionario con ulteriori domande a riguardo volte a indagare: (1) i dettagli dell’esperienza (come si sono verificate le avances o il rifiuto, il motivo della mancanza di interesse alla/della persona, la relazione tra le persone coinvolte); (2) quanto è stato difficile e scomodo per chi riceveva le avances rifiutare il corteggiatore; (3) le preoccupazioni dei “corteggiati” riferite alle ripercussioni professionali e sociali del rifiuto delle avances; (4) le conseguenze comportamentali a valle per chi riceveva le avances (ad es., se il “corteggiato” si è impegnato in comportamenti di evitamento e di reazione, se la sua produttività ne ha risentito).

Il secondo studio ha previsto la partecipazione di 400 soggetti divisi in due gruppi, a cui è stata assegnata, in maniera casuale, la lettura di una stessa vignetta in cui un collega chiede ad un altro collega single, sessualmente compatibile, di uscire per una cena romantica, dal punto di vista del corteggiatore o del “corteggiato”:

Immagina di essere romanticamente interessato a uno dei tuoi colleghi [sospetti che uno dei tuoi colleghi sia romanticamente interessato a te] e ti piacerebbe avere l’opportunità di conoscere meglio questa persona [e sta cercando di trovare un’opportunità per conoscerti meglio]. Sai che il tuo collega è [Sei] single e tu [e il tuo collega] avete orientamenti sessuali compatibili. Una sera state lavorando fino a tardi, e mentre state finendo, tu guardi il tuo collega [questa persona ti guarda], fai un respiro profondo e dici: “Posso portarti fuori a cena?” 

In entrambe le condizioni, dopo aver letto questa vignetta, ai partecipanti è stato detto che colui/colei che ha ricevuto l’avance non era interessato/a al corteggiatore ed è stato chiesto di rispondere a quattro domande: “Quanto sarà difficile per questa persona [tu] dire “no” alla tua [loro] richiesta di portarti fuori a cena?” e “Quanto [male, a disagio, in colpa] si sentirà questa persona [tu] dicendo “no” alla tua [loro] richiesta di portarla [tu] fuori a cena?” Infine, i partecipanti hanno indicato se avevano mai avuto un’esperienza come quella descritta e hanno riportato il loro sesso.

I risultati del secondo studio hanno confermato quelli del primo studio. Precisamente, da quest’ultimo è emerso che dell’intero campione di 942 partecipanti, il 22,8% ha riferito di essere stato corteggiato da qualcuno nel proprio ambito o laboratorio a cui non era interessato, il 14,3% ha riferito di aver corteggiato qualcuno nel proprio ambito o laboratorio che non era interessato a loro, e il 54,2% ha riferito di aver sentito che qualcuno nel proprio ambito o laboratorio è stato corteggiato da qualcuno a cui non era interessato. La maggior parte (88,2%) dei partecipanti, che hanno riferito di averci provato con qualcuno che non era interessato a loro, hanno indicato che è successo soltanto una o due volte. Nello specifico, le donne hanno assunto il ruolo di bersaglio con una frequenza nettamente superiore rispetto agli uomini. Analizzando le reali paure e ripercussioni comportamentali di chi ha ricevuto le avances e la percezione di essi da parte dei corteggiatori, è emerso che i bersagli rispetto a quanto percepito dai corteggiatori: hanno riportato più disagio nel rifiutare le avances indesiderate; hanno riferito di sentirsi obbligati ad assecondare le avances (23.2% dei “corteggiati” v/s 5.2% dei corteggiatori); hanno riferito di essere preoccupati per le ripercussioni professionali di un’eventuale risposta negativa e per ciò che un corteggiatore avrebbe detto di loro ad altre persone; hanno riferito di essersi impegnati in comportamenti di evitamento e di coping, legati alla produttività e alla ritenzione.

Pertanto, in generale, i destinatari delle avance hanno riportato più conseguenze comportamentali rispetto a quanto i corteggiatori si fossero immaginati. Inoltre, è emerso che le differenze di ruolo nella percezione delle conseguenze comportamentali sono il risultato del fallimento dei corteggiatori nel riconoscere la varietà di modi in cui i destinatari delle avances cambiano il loro comportamento per far fronte al disagio di rifiutare qualcuno. Infine, è emerso che per un corteggiatore indesiderato, l’aver avuto una precedente esperienza come bersaglio di avances non gradite influenzava i pensieri su quanto sia difficile per i destinatari di queste avance dire “no” (hanno valutato il disagio di dire “no” più alto rispetto a quei corteggiatori che non hanno fatto questa esperienza). Nello specifico, quest’ultimo risultato suggerisce che gli interventi progettati per favorire la presa di prospettiva potrebbero essere potenzialmente efficaci nel ridurre il bias egocentrico identificato dai in questi studi.

 

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