Le psicosi e l’organizzazione della mente secondo McLean e Freud: il ruolo della neuropsicanalisi

Psicosi e organizzazione mentale: esiste una corrispondenza tra le istanza psichiche di Freud e il cervello tripartito di Mc Lean?

ID Articolo: 181784 - Pubblicato il: 08 febbraio 2021
Le psicosi e l’organizzazione della mente secondo McLean e Freud: il ruolo della neuropsicanalisi
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Cercare di comprendere le cause degli stati psicotici ha diviso, da sempre, gli studiosi in due gruppi, quello a cui appartengono coloro che credono che i disordini mentali siano causati da disfunzioni celebrali e quello di chi sostiene che le psicosi siano il risultato di una lotta dinamica tra le istanze psichiche dell’individuo (Jung, C.G. 1919).

 

Messaggio pubblicitario La nascita della neuropsicanalisi sta attualmente cercando di colmare il divario tra le due scuole di pensiero.

Prima dell’affermazione della neuropsicanalisi (Kaplan-Solms K., Solms, M. 2000) l’avvento della teoria del cervello trino di Mc Lean (MacLean, P. D. 1990) aveva suggerito l’ipotesi di poter assegnare un correlato neuroanatomico alle istanze freudiane ma, pur potendo stabilire un parallelismo tra Mc Lean e Freud, non è possibile ritenere che il cervello tripartito possa essere la sede anatomica di Es, Io e Super Io (Freud S. 1923).

Paul Mc Lean è un neuroscienziato statunitense, che ha elaborato negli anni ’70 un modello del cervello umano detto triune brain, o cervello tripartito, secondo il quale il cervello umano è costituito da tre differenti formazioni anatomiche che presentano gradi evolutivi differenti (MacLean, P. D. 1990).

La parte più antica dal punto di vista evoluzionistico è anche la più profonda in termini anatomici ed è definita “cervello rettiliano” perché paragonabile, per finalità e modalità di funzionamento, al cervello di un rettile. Procedendo verso la parte più esterna del cervello, vi è il  “sistema limbico”, che si occupa di gestire la vita relazionale ed emotiva: permette di provare emozioni e sentimenti. Proseguendo verso i livelli superiori e più recenti in termini di evoluzione Mc Lean descrive la neo-corteccia, l’ultima in termini evolutivi e la sola che distingue realmente l’uomo dagli altri mammiferi. La neo-corteccia consente di sapere di esistere, di realizzare progetti complessi e creativi che esulano dal semplice bisogno affettivo, riproduttivo o di sopravvivenza, e permette il ragionamento puro ed astratto.

I singoli cervelli del modello di Mac Lean appaiono capaci, entro i limiti di ciascuno, di funzionare efficacemente in modo relativamente indipendente. Ognuno di loro incorpora infatti un gruppo sostanzialmente completo di programmi di ragionamento e di comportamento adeguati a garantire la sopravvivenza. Il cervello tripartito non è un sistema organico di parti, ciascuna delle quali se lesa o inibita può mettere in crisi il tutto, bensì una federazione di memorie, di schemi cognitivi e di programmi di comportamento in una certa misura autonomi, però capaci di integrarsi e potenziarsi a vicenda per sopravvivere in differenti tipi d’ambiente (Nardino E. 2020)

Trino è anche il modello proposto da S. Freud, la seconda topica del padre della psicoanalisi riconosce tre istanze psichiche: l’Es , l’IO ed il SuperIo . L’Es rappresenta la carica istintuale ed i bisogni pulsionali , l‘Io è l’istanza cosciente della personalità che si relaziona con il modo ed infine il SuperIo è l’insieme dei divieti sociali e delle regole percepiti dalla psiche e rappresenta la coscienza morale (Freud S. 1923).

Una macroscopica differenza tra i due modelli sta nel fatto che Freud non individua alcuna formazione anatomica per le istanze dell’appparato psichico. Egli rifiutava il locazionismo in voga ai suoi tempi. (Solms M., Saling M. 1986)

Messaggio pubblicitario Attualmente un gruppo sempre più numeroso di ricercatori provenienti da discipline diverse sta percorrendo la strada della neuropsicoanalisi (Marzi G. (2005; Pankseep, J.1998; Ramachandran V.S. 1994) dando vita a un nuovo filone di ricerca che indaga le basi fisiologiche dei cambiamenti prodotti nel cervello dalle terapie psicoanalitiche, con l’obiettivo di individuare le radici fisiologiche dei concetti base della psicoanalisi, come ben descritto dalla scrittrice americana Casey Schwartz nel saggio In the Mind Fields: Exploring the New Science of Neuropsychoanalysis. Al convegno del 2015 del Centro Milanese di Psicoanalisi dedicato a L’esperienza delirante è stato invitato a partecipare il neuroscienziato Georg Northoff, che ha mostrato grazie al neuroimaging come si manifestino all’interno del cervello le allucinazioni che i pazienti psicotici vivono come se si trattasse di una realtà esterna. Otto Kernberg, noto per i suoi studi sui pazienti con gravi disturbi della personalità, che utilizza per le sue ricerche strumenti di neuroimaging (Goldstein M., Tuescher O., Kenberg O. et al.2007), ha dichiarato:

La psicoanalisi è molte cose diverse: una teoria della personalità, una terapia e un metodo per investigare i fenomeni inconsci. Ma in passato è stata gravemente limitata dal fatto di aver ignorato le basi biologiche del funzionamento mentale, rinunciando a dialogare con le altre scienze. (Cicerone P.E. 2015)

Anche esistendo delle analogie tra il modello di McLean e quello freudiano non è assolutamente possibile riconoscere una corrispondenza tra Es e cervello rettiliano, Io e sistema limbico e tra neocorteccia e SuperIo.

Tuttavia, per entrambi gli autori, la salute mentale e psicologica è determinata dal dialogo e dall’equilibrio tra le tre parti dell’apparato psichico.

 

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Bibliografia

  • Cicerone P.E. (2015) Signund Freud aveva ragione: le nuove ricerche lo ‘’riabilitano’’ L’Espresso.
  • Freud S. (1923) L’io e l’Es e altri scritti Bollati Boringhieri Torino 1989
  • Goldstein M., Tuescher O., Kenberg O. et al.(2007) Substrati neurali dell’interazione dell’elaborazione dello stimolo emotivo e del controllo inibitorio motorio: uno studio fMRI linguistico emotivo go / no-go Neuroimage Vol.3 n.3
  • Jung, C.G. (1919) Il problema della psicogenesi nella malattia mentale, 1 Opere, Vol. III, Boringhieri, Torino, 1999, pag. 234;
  • Kandel E.R. (1998), A new intellectual framework for psychiatry. American Journal of Psychiatry, Apr;155(4):457-69.
  • Kaplan-Solms K., Solms, M. (2000), Clinical Studies in Neuro-Psychoanalysis. Karnac Books, London. Tr. it Neuropsicoanalisi. Un’introduzione clinica alla neuropsicologia del profondo. R. Cortina, Milano,
  • Mac Lean, P. D.( 1990). The triune brain in evolution. Role in paleocerebral functions. Plenum New York Press. (READ ON GOOGLE BOOKS)
  • Marzi G. (2005), Sonno, sogno e neuroscienze. Estratto della Relazione tenuta dall’Autore al Convegno “Alle Origini del Sogno”, Frosinone 10-11 marzo 2005. Scienza e Psicoanalisi 2005.
  • Nardino E. (2020). Il cervello di Mc Lean e le psicosi.
  • Pankseep, J.( 1998). The foundation of Human and Animal Emotion. Affective Neuroscience. Oxford University Press. New York.
  • Ramachandran V.S. (1994), Phantom limbs, neglect syndromes, repressed memories, and Freudian psychology. International Review of Neurobiology, 37:291-333.
  • Scalzone F., Zontini G. (a cura di), Tra psiche e cervello. Introduzione al dialogo tra Psicoanalisi e Neuroscienze, Liguori Editore, Napoli, 2004.
  • Schwartz C. (2015) In the Mind Fields: Exploring the New Science of Neuropsychoanalysis, Pantheon Books
  • Solms M., Saling M. (1986), On psychoanalysis and neuroscience: Freud’s attitude to the localizationist tradition. International Journal of Psychoanalysis, 67 (Pt 4):397-416. Tr. it. Psicoanalisi e neuroscienze: la posizione di Freud nei confronti della tradizione localizzazionista.
  • Solms M. (2004) Freud Returns, Scientific American, May;290(5):82-8. Tr. it. Il ritorno di Freud, in Mente & Cervello, n. 10, anno 11, luglio-agosto 2004, p. 46-54, Le Scienze.
  • Spiweb (2015). CMP – Convegno: l’Esperienza delirante. Milano, 14 marzo 2015.
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