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“Per favore, non lasciarmi!”: Ansia da Separazione e tratti correlati nel Disturbo Borderline di Personalità

Disturbo d'ansia da separazione e Disturbo Borderline di Personalità condividono l’intollerabilità all'essere soli oltre ad alti punteggi in tratti di ansia

ID Articolo: 181825 - Pubblicato il: 10 febbraio 2021
“Per favore, non lasciarmi!”: Ansia da Separazione e tratti correlati nel Disturbo Borderline di Personalità
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Alla luce dell’apparente somiglianza tra sintomatologia del Disturbo d’Ansia da Separazione (SAD) ed ansia/insicurezza da separazione proprie del Disturbo Borderline di Personalità (BPD), Matthies e colleghi hanno creato una review che fornisce una panoramica completa sull’argomento.

 

Messaggio pubblicitario Il Disturbo d’Ansia da Separazione è caratterizzato da un’estrema paura o ansia connessa alla separazione dalle principali figure di attaccamento, come genitori, fratelli, figli, partner o coniugi, e le caratteristiche comuni tra questa patologia e il disturbo borderline di personalità comprendono esperienze di eccessivo disagio quando si anticipa o sperimenta il distacco da persone vicine, paura di essere soli, eccessiva preoccupazione per le figure di attaccamento, ed evitamento della separazione da queste ultime, comportamenti che portano a menomazioni sociali, professionali, accademiche o relative ad altre aree di funzionamento (Baldwin et al., 2016). Solo pochi studi fino ad oggi hanno indagato la relazione tra queste due psicopatologie. Questo collegamento, tuttavia, è suggerito dal fatto che “l’intollerabilità all’essere soli” così come i punteggi elevati sui tratti di ansia e insicurezza da separazione costituiscono i principali criteri nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5) per il disturbo borderline di personalità (Miller et. al., 2012; American Psychiatric Association [APA], 2013). Altri criteri necessari per soddisfare la diagnosi di BPD includono sforzi frenetici per evitare l’abbandono reale o immaginario e intense paure di abbandono e rabbia inappropriata, anche di fronte ad un distacco realisticamente limitato nel tempo. Nella III sezione del DSM-5, uno dei criteri diagnostici proposti per il disturbo borderline coincide con il tratto “Insicurezza da separazione”, posto all’interno del dominio dei tratti “Affettività negativa”. Qui, l’insicurezza da separazione è definita attraverso paure di rifiuto da parte di persone significative, associate a paure di eccessiva dipendenza e completa perdita di autonomia (APA, 2013). Diversi studi hanno evidenziato come questa caratteristica sia connessa con i criteri categoriali per la diagnosi di BPD, ed in particolare con la paura dell’abbandono (Bach & Sellbom, 2016; Sellbom et al., 2014). In questo senso, le esperienze di eventi di separazione, i sentimenti di solitudine/vuoto, così come l’incapacità di stabilire la costanza dell’oggetto, possono essere considerati sintomi fondamentali del BPD, e allo stesso tempo possono essere osservati in pazienti con Disturbo d’Ansia da Separazione.

Alcune ricerche epidemiologiche confermano le similitudini sintomatologiche tra questi due disturbi. Tra queste, spicca lo studio retrospettivo di Osone e Takahashi, da cui è emerso che il 44,8% dei pazienti con disturbo d’ansia ha sofferto di almeno un disturbo di personalità, ed in particolare l’11,2% era affetto da un disturbo di personalità del cluster B, che racchiude i disturbi borderline, antisociale, narcisistico ed istrionico di personalità. In questo studio, è stato inoltre osservato che i pazienti con disturbo d’ansia in comorbilità con disturbi di personalità mostravano punteggi più alti rispetto al gruppo di pazienti senza disturbi di personalità nel Separation Anxiety Symptom Inventory, questionario che misura il Disturbo d’Ansia da Separazione infantile (Osone et al., 2006; Silove et al., 1993).

Le patogenesi di questi due psicopatologie sono guidate da molteplici fattori di rischio biologici, psicosociali e ambientali, che interagiscono tra loro. Uno studio che ha indagato la relazione tra questi due disturbi dai punti di vista genetico e ambientale, ha rivelato che una diagnosi di disturbo borderline può predire il rischio di disturbo d’ansia, suggerendo fattori di rischio familiari condivisi, così come fattori ambientali specifici non condivisi per la comorbilità di disturbi d’ansia e BPD (Welander-Vatn et al., 2016).

Per ciò che concerne invece gli eventi di separazione presenti nella vita degli individui, uno studio empirico ad impronta psicosociale riportava che i pazienti con BPD avevano sperimentato un numero di separazioni statisticamente maggiore rispetto ai soggetti sani prima dei 5 anni (Bradley, 1979). Inoltre, è stato riportato che si verificava un’eccessiva ansia da separazione significativamente più spesso nell’infanzia e nell’adolescenza dei pazienti con disturbo borderline di personalità (38%) rispetto ai rispettivi fratelli non-BPD (7%), e ciò può costituire un predittore significativo per la diagnosi di disturbo borderline (Goodman et al., 2013). A conferma di ciò, nello studio di Reich e Zanarini i pazienti con disturbo borderline hanno riportato maggiori difficoltà con la separazione da persone care tra i 6 ei 17 anni di età rispetto ai pazienti con altri disturbi di personalità (Reich et al., 2001).

Messaggio pubblicitario Per quanto riguarda le evidenze emerse dallo studio dei circuiti neurali, è stato dimostrato che ansia da separazione e sensazioni di solitudine nel Disturbo Borderline e nel Disturbo d’Ansia da Separazione si riflettono in una disfunzione della rete neurale parzialmente condivisa: in uno studio con tomografia a emissione di positroni (PET) è stato chiesto a pazienti con disturbo borderline di leggere copioni relativi all’esperienza di abbandono (Schmahl et al., 2003). Con la PET è stato rilevato un significativo aumento dell’attività corticale prefrontale dorsolaterale, area adibita a funzioni come regolazione del controllo emotivo e cognitivo, e flessibilità nel mutare il proprio comportamento a seconda delle circostanze. È stata inoltre evidenziata un’attivazione significativamente ridotta del cingolo anteriore destro, adibito alla motivazione e alla modulazione delle risposte emotive. Questo risultato è in accordo con uno studio PET su scimmie rhesus, che ha portato alla luce una maggiore attivazione della corteccia prefrontale dorsolaterale destra dei cuccioli dopo la separazione dalle loro madri (Rilling et al., 2001). Ciò potrebbe indicare un aumento del coinvolgimento di quest’area nella riduzione del controllo dell’ansia (Bandelow et al., 2016).

In conclusione, l’innovativo punto di vista multidimensionale di Matthies e collaboratori descritto nella review di cui sopra potrebbe portare a nuove strade preventive e terapeutiche, guidando lo sviluppo di interventi mirati al Disturbo d’Ansia da Separazione e ai problemi legati alla separazione nel Disturbo di Personalità Borderline. L’ansia da separazione può costituire una caratteristica fondamentale rilevante per la patogenesi, il mantenimento e il trattamento del disturbo borderline di personalità.

 

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