Mindfulness-Based Cognitive-Therapy for OCD, di Fabrizio Didonna – Recensione del libro

Fabrizio Didonna in questo volume si espone in prima persona con una dettagliata descrizione del suo metodo originale di trattamento dello OCD.

ID Articolo: 181251 - Pubblicato il: 22 gennaio 2021
Mindfulness-Based Cognitive-Therapy for OCD, di Fabrizio Didonna – Recensione del libro
Messaggio pubblicitario SFU 2020
Condividi

In Mindfulness-Based Cognitive-Therapy for OCD Fabrizio Didonna spiega con precisione cosa vada fatto per trattare il Disturbo Ossessivo Compulsivo, perché vada fatto (prove empiriche incluse) e come farlo, utilizzando uno stile esplicito e diretto e servendosi di interessanti proposte.

 

Messaggio pubblicitario Ho approfittato della quarantena impostami al rientro da Londra (Natale con figlie) per godermi con calma le 430 pagine del Manuale per il trattamento del Disturbo Ossessivo Compulsivo (OCD), edito da Guilford nel 2020. Piena soddisfazione, il 2020 ha almeno prodotto eccellenti novità in campo clinico.

Fabrizio Didonna non è nuovo a queste titaniche imprese, ha già curato il fondamentale manuale clinico di Mindfulness, ma in questo volume si espone in prima persona con una dettagliata descrizione del suo metodo originale di trattamento dello OCD. Il riferimento esplicito è al Mindfulness-Based Cognitive Behavioural Therapy (MBCBT) for Depression di Segal, Williams e Teasdale, pubblicato nel 2014 in Italia da Bollati Boringhieri col titolo semplificato in Mindfulness dal curatore Fabio Giommi nella Serie di Scienza Cognitiva da me diretta. Lo stesso Mark Williams ne scrive una esaustiva introduzione, considerando il programma sull’OCD una importante estensione del proprio lavoro sulla utilizzazione della Mindfulness per il trattamento della depressione.

Abbiamo qui due libri in uno, scritti dai due Sé ben differenziabili dello stesso autore, il Sé accademico e il Sé terapeutico di Fabrizio. Il Sé accademico svolge le prime cento pagine, in cui offre una spiegazione di cosa sia l’OCD e di cosa sia la Mindfulness, e di come e perché possa essere utilizzata per curarlo. Questa prima parte è forse indispensabile per i lettori che non sappiano cosa siano né l’OCD né la Mindfulness, ma non entusiasma Didonna, obbligato a riassumere idee altrui in poco spazio. Le ipotesi esplicative si susseguono, da quelle neurobiologiche a quelle evoluzionistiche, epidemiologia, diagnostica, processi emotivi e cognitivi. L’autore cerca di comprimere OCD e Mindfulness in cento pagine, mission impossible svolta con impegno ma con ridotto entusiasmo, modalità anomala per Fabrizio, terapeuta appassionato.

Che sia una imposizione esterna (dell’editore?) cui l’autore si assoggetta? Il dubbio viene perché la seconda parte scorre invece fluida, ricca, piena di spunti originali: il vero libro è questo, questo è ciò che con piacere raccomando ai colleghi di leggere. Le trecento pagine preziose le scrive il Sé terapeutico, finalmente libero di mostrare il valore del proprio lavoro, spiegando con precisione cosa vada fatto, perché vada fatto (prove empiriche incluse) e come farlo. Didonna utilizza uno stile esplicito e diretto che molto apprezzo, si trovano di continuo proposte interessanti anche se non si intenda seguire interamente il programma disegnato. Si tratta di 11 dettagliate sessioni, che iniziano col tradizionale Body Scan per terminare con la pratica del perdono a se stessi.

Messaggio pubblicitario Il legame con la già citata MBCT di Segal, Williams e Teasdale e con il programma di Mindfulness-based stress reduction (MBSR) si rafforza, una serie di passaggi riproducono con le necessarie varianti la procedura usata per la depressione. A questa sequenza si aggiunge con particolare intensità la pratica sulla Compassione, come impostata da Paul Gilbert. Il percorso completo è frutto esclusivo di Didonna, che usa tutto quel che gli serve per rendere efficace il suo programma. Ogni sessione dettaglia i passaggi necessari, con una serie di indicazioni sia per il terapeuta che per i pazienti.

L’autore non ha paura di mostrare quanto sia in debito con la tradizione meditativa Vipassana, quella da cui è partito originariamente Kabat-Zinn. Si percepisce una profondità di pratica contemplativa che lo mette in diretta connessione con i grandi autori che lo precedono, praticamente tutti quelli che ho finora menzionato. Sono ammirato dal loro lavoro, anche se non mi appartiene lo stile di utilizzare a fini terapeutici qualcosa che è intrinsecamente priva di obiettivo, la meditazione qui e ora. Ma le storie individuali sono diverse, ognuno di noi segue la propria strada, riconoscendo appena possibile la qualità e i benefici ottenuti dagli altri.

Critiche specifiche alla parte teorica introduttiva sarebbero facili per l’ossessivo che dormicchia dentro ciascuno di noi (se l’ipotesi evoluzionistica viene compressa in un paio di pagine immaginate le imperfezioni!), ma immagino che l’autore ne sia pienamente consapevole. Comunque, l’indicazione sarebbe di abbreviarla drasticamente, non di ampliarla in un impossibile tentativo di completezza. Come detta il famoso koan Zen: ciò che non si può dire in cento pagine tanto vale non dirlo in cento righe.

La seconda parte è piacevolmente difficile da criticare, si coglie bene il complesso lavoro di raccordo con le procedure già esistenti in letteratura e si apprezza sia la competenza con cui sono costruite le sessioni originali sia la precisione con cui vengono esplicitate. Il risultato è uno strumento potente, usabile da ciascuno secondo la propria sensibilità clinica, ma col vantaggio di potersi riferire a un manuale di istruzioni assai ben disegnato. Unico concreto suggerimento (nella augurabile ipotesi di una traduzione italiana) è che a un testo di tale ampiezza sia indispensabile aggiungere un indice dettagliato, da porre rigorosamente all’inizio, che aiuti il lettore a ritrovare la parte che gli serve nel momento in cui gli serve.

Questo testo, assieme a quello edito da Mancini (La mente ossessiva, 2016), rappresenta oggi un completo panorama di diagnosi e trattamento, con tecniche diverse, dello OCD. Se trattate pazienti ossessivi, con questi due libri avete in mano tutto quel che vi serve sapere, e come si fa a metterlo in pratica. Che si tratti di autori italiani, e che il loro ambizioso lavoro sia di alta qualità clinica, mi rende orgoglioso e grato. Buona lettura a tutti voi, cari colleghi, per iniziare al meglio il neonato 2021.

 

VOTA L'ARTICOLO
(voti: 2, media: 5,00 su 5)

Consigliato dalla redazione

DOC: il Training Metacognitvo e gli effetti delle singole sessioni

Training Metacognitivo per il DOC – Gli effetti delle singole sessioni

Pazienti con DOC hanno partecipato a un training metacognitivo, si sono così analizzati gli effetti specifici delle singole sessioni del trattamento

Bibliografia

  • Didonna F (2019). Mindfulness-Based Cognitive-Therapy for OCD. Guilford Press-New York.
State of Mind © 2011-2021 Riproduzione riservata.
Condividi
Messaggio pubblicitario

Messaggio pubblicitario

Scritto da

Categorie

Messaggio pubblicitario