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Attaccamento insicuro e acquisti compulsivi nel disturbo da accumulo: il ruolo dell’intolleranza al disagio e dell’antropomorfismo

Quale relazione c'è tra attaccamento, acquisti compulsivi, intolleranza al disagio e tendenza ad antropomorfizzare gli oggetti confortanti?

ID Articolo: 179927 - Pubblicato il: 27 novembre 2020
Attaccamento insicuro e acquisti compulsivi nel disturbo da accumulo: il ruolo dell’intolleranza al disagio e dell’antropomorfismo
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Il disturbo da accumulo si caratterizza per l’incapacità di scartare beni e dal disordine conseguente che arriva a compromettere l’uso della propria abitazione (American Psychiatric Association, 2013).

 

Messaggio pubblicitario Due terzi di questi soggetti manifestano un aggravamento della psicopatologia per la presenza di problematiche di acquisto compulsivo, ma i fattori che contribuiscono a questo aspetto sono stati poco indagati dalla ricerca.

Coloro che tendono all’accumulo sono spesso socialmente isolati, con difficoltà interpersonali e traggono un senso di sicurezza dall’acquisto di beni piuttosto che da relazioni umane reciproche, soprattutto se queste sono sentite come inaffidabili e di scarso supporto (Steketee et al., 2001; Tolin et al., 2008).

Tuttavia, l’uso di oggetti come fonte di conforto non è esclusivamente patologico; sia i bambini nel gioco, che gli adulti, li utilizzano per indurre stati di benessere. Il motivo per cui questa tendenza è aggravata tra coloro con disturbo da accumulo può essere ricondotta allo stile di attaccamento.

Lo stile di attaccamento influenza le abilità di regolazione emotiva, di autocontrollo e l’impegno nelle interazioni sociali (Sroufe, 2005): mentre chi presenta uno stile sicuro ha un solido senso del proprio valore personale e percepisce l’altro come affidabile, gli insicuri (ansiosi ed evitanti) mostrano comportamenti disadattivi e problemi interpersonali (Graham & Unterschute, 2015).

Coloro con attaccamento ansioso, avendo interiorizzato l’indisponibilità dell’altro, si rivolgono agli oggetti per ottenere supporto emotivo e compensare l’assenza di connessioni umane. Lo stile ansioso infatti, si associa a forti valori materialistici (Norris et al., 2012), attaccamento emotivo agli oggetti (Keefer et al., 2012) e maggiori tendenze all’accumulo (Medard & Kellett, 2014).

La tendenza ad antropomorfizzare i beni attribuendo loro qualità, motivazioni ed emozioni umane, spiega l’ansia da separazione che viene sperimentata in seguito alla perdita di un oggetto prezioso, per cui si aggrappano ad esso saldamente, rafforzando la convinzione che sia necessario.

La letteratura corrente individua una correlazione tra attaccamento ansioso e antropomorfismo; quest’ultimo associato a comportamenti di accumulo e difficoltà a scartare oggetti, ma soprattutto alla tendenza a compiere acquisti compulsivi (Burgess et al., 2018; Neave et al., 2016).

Messaggio pubblicitario L’attaccamento ansioso, può indurre all’acquisto compulsivo mediante la presenza dell’intolleranza al disagio (Phung et al., 2015); che rimanda all’incapacità di gestire le risposte emotive e alla mancata accettazione delle emozioni spiacevoli percepite insopportabili (Simons & Gaher, 2005).

Lo studio di Norberg et al. (2018), ha indagato l’influenza dello stile di attaccamento ansioso sulla tendenza a compiere acquisti eccessivi, analizzando separatamente il contributo di due aspetti: l’intolleranza al disagio e la tendenza ad antropomorfizzare gli oggetti confortanti. Essendo plausibile che l’intolleranza all’angoscia possa condurre all’antropomorfismo per la necessità di ricercare conforto, è stato testato anche un modello di mediazione seriale (ovvero attaccamento insicuro che porta intolleranza al disagio, che conduce all’antropomorfismo che a sua volta determina acquisti eccessivi).

Inoltre, sia comportamenti di acquisto eccessivo che l’acquisizione eccessiva di beni gratuiti possono contribuire a problematiche di accumulo, dunque le ipotesi precedenti sono state testate separatamente per entrambi gli esiti comportamentali.

Il campione era composto da 361 partecipanti con problemi di acquisto eccessivo subclinico e disturbo da accumulo conclamato. Coerentemente con la letteratura, una maggiore gravità della patologia era emersa tra coloro che effettuavano acquisti compulsivi (Frost et al., 2009, 2013).

Coloro con attaccamento ansioso avevano riportato una maggiore tendenza a compiere acquisti compulsivi ma anche ad acquisire beni gratuiti; con entrambe le relazioni completamente mediate dall’intolleranza al disagio e dall’antropomorfismo.

Lo studio conferma un modello di mediazione doppio; con l’attaccamento ansioso legato da un lato all’intolleranza verso il disagio e dall’altro ad una maggiore tendenza ad antropomorfizzare oggetti confortanti, nell’associazione con gli acquisti eccessivi. La mediazione seriale non era supportata in quanto l’intolleranza al disagio non influenzava l’antropomorfismo e, presa singolarmente, era un mediatore migliore di questo.

Tra gli individui insicuri, l’intolleranza al disagio influisce in misura maggiore dell’antropomorfismo nell’acquisto di beni ma non nella loro acquisizione gratuita; questo viene ricondotto alla diversa tipologia di oggetti che vengono acquistati rispetto a quelli raccolti gratuitamente. Spesso questi ultimi non hanno valenza affettiva, mentre quelli che vengono acquistati non sono solo utili, ma istillano un senso di appartenenza e autostima.

Coloro che accumulano possono acquistare oggetti per raggiungere uno stato di sicurezza, anche a costo della perdita progressiva di legami sociali. Tuttavia, come emerge da questa ricerca, più che esserne la conseguenza, la disconnessione sociale è parte della causa, e deriva da un attaccamento insicuro, connotato da difficoltà nella gestione e tolleranza delle emozioni negative da un lato e dalla tendenza all’antropomorfismo dall’altro.

Nel trattamento per il disturbo da accumulo si dovrebbe lavorare in fase preliminare sulla tolleranza al disagio e l’accettazione emotiva mediante interventi di psicoeducazione, strategie dell’Acceptance and Commitment Therapy (Hayes et al., 2012) e della Terapia Dialettico Comportamentale (Linehan, 2015), volte a ridurre problemi di acquisto compulsivo e il rischio di abbandono del trattamento successivo.

La ristrutturazione cognitiva permette di contrastare i pensieri legati all’antropomorfismo, insegnando agli accumulatori compulsivi modalità più funzionali per ricevere supporto. Inoltre, la Terapia Dialettico Comportamentale (Linehan, 2015), permette l’acquisizione di abilità di efficacia interpersonale, facilitando la costruzione di relazioni stabili che contrastano l’isolamento e l’investimento affettivo verso gli oggetti.

 

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Bibliografia

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  • Graham, J. M., & Unterschute, M. S. (2015). A reliability generalization meta-analysis of self-report measures of adult attachment. Journal of Personality Assessment.
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  • Norberg, M. M., Crone, C., Kwok, C., & Grisham, J. R. (2018). Anxious attachment and excessive acquisition: The mediating roles of anthropomorphism and distress intolerance. Journal of Behavioral Addictions.
  • Norris, J. I., Lambert, N. M., Nathan DeWall, C., & Fincham, F. D. (2012). Can’t buy me love?: Anxious attachment and materialistic values. Personality and Individual Differences.
  • Phung, P. J., Moulding, R., Taylor, J. K., & Nedeljkovic, M. (2015). Emotional regulation, attachment to possessions and hoarding symptoms. Scandinavian Journal of Psychology.
  • Simons, J. S., & Gaher, R. M. (2005). The distress tolerance scale: Development and validation of a self-report measure. In Motivation and Emotion.
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  • Steketee, G., Frost, R. O., & Kim, H. J. (2001). Hoarding by elderly people. Health and Social Work.
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