Il gioco delle parti – Guida illustrata al tuo mondo interiore (2015) di Tom Holmes e Lauri Holmes – Recensione del libro

"Il gioco delle parti" è rivolto principalmente pazienti e profani della psicologia, per aiutarli a comprendere come interagire con le varie parti di sé

ID Articolo: 178441 - Pubblicato il: 22 ottobre 2020
Il gioco delle parti – Guida illustrata al tuo mondo interiore (2015) di Tom Holmes e Lauri Holmes – Recensione del libro
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Nel testo Il gioco delle parti i due autori illustrano come alcuni aspetti della nostra mente tendano a prevalere sugli altri, spesso peraltro interferendo con una corretta risoluzione delle situazioni a cui andiamo incontro.

 

Messaggio pubblicitario Aiutati da disegni evocativi, stimolanti e divertenti, il loro obiettivo è aiutare il lettore ad imparare a gestire tutte le sue maschere. Il nostro comportamento abituale, infatti, può a volte crearci dei problemi e può essere utile quindi allontanarsi da tali modelli disfunzionali, alla ricerca del nostro Sé più autentico, che ci permetta anche di migliorare il nostro rapporto con gli altri. Quando un aspetto del nostro comportamento è particolarmente evidente (es. siamo ipercritici, iperattivi, super-organizzati, irritabili,…), ciò può indicare che una delle parti interiori sia preminente nel controllare la nostra vita e che non stia lasciando giusto spazio alle altre. Il libro è rivolto principalmente ai pazienti e ai profani della psicologia, per aiutarli a comprendere come interagire con le varie parti di sé; può però essere utile agli psicologi e psicoterapeuti non formati in maniera specifica sul modello Internal Family Systems (IFS), ossia un approccio sistemico applicato alla terapia individuale, proposto da Schwartz, che concettualizza le persone come risultato dell’intreccio delle diverse parti interconnesse, che a volte possono entrare in conflitto tra loro.

Il libro si apre con un’introduzione ai concetti base del modello, con vignette ed esempi concreti: possediamo una consapevolezza quotidiana, attivata in un momento specifico, e delle consapevolezze “di scorta”: cioè fanno parte di noi, ma che possono rimanere silenti qualora inappropriate o non utili rispetto alla situazione nella quale ci si trova. Queste consapevolezze non si distinguono però solo sulla base dell’ambito di competenza, bensì contengono elementi trasversali (esempio parte clinica, parte analitica, parte interessata), perciò può divenire a volte complesso capire quando è utile attivare ciascuna componente; peraltro, queste varie “parti” interpretano le percezioni in modo specifico: una frase detta sul lavoro ha un peso diverso di una frase detta da un amico. Ogni parte è inoltre caratterizzata da quattro dimensioni: sensoriale, emotiva, verbale e immaginativa.

Messaggio pubblicitario È il Sé che ci permette di accedere alle parti appropriate nei momenti appropriati; quando siamo nel Sé siamo calmi e compassionevoli e siamo in grado di osservare ogni parte, per conoscerla e accettarla. Ciascuna parte è nata per rispondere a delle esigenze fisiche, psicologiche o sociali, per permettere di sopravvivere, di avere interazioni sociali, di gestirci nella vita quotidiana. Alcune componenti però risultano in conflitto tra di loro o devono competere per potersi “attivare” e venire selezionate in una data circostanza. Quando avviene un conflitto, esso si può risolvere con la negoziazione; controproducente sarebbe, invece, ignorare una delle nostre parti, sperando così di accantonarla.

Nel libro viene anche presentato un tipo particolare di parti: gli esiliati, ossia le componenti che non hanno mai accesso al soggiorno, rinchiuse ed escluse perché socialmente inaccettabili o perché causano dolore, ad esempio rievocando ricordi traumatici; per fare ciò, spesso ci si avvale di altre parti, i “vigili del fuoco”, ossia quei comportamenti autodistruttivi che bloccano temporaneamente il dolore che gli esiliati attiverebbero.

Il libro è utile in quanto si ripromette di spiegare ed illustrare il mondo interno di ciascuno di noi in maniera semplice e chiara, evitando parole difficili e usando invece termini e disegni evocativi; soprattutto per chi non è formato, infatti, può essere utile raffigurare se stessi come in un salotto che ospiti personaggi differenti, per poter comprendere come funzioniamo e come esistano diverse parti di noi che ci permettono di affrontare la quotidianità.

 

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Bibliografia

  • Holmes, T. e Holmes, L. (2015). Il gioco delle parti. Feltrinelli Editore
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