Autismo legato a dislipidemia: una ricerca di recente pubblicazione ne identifica le basi molecolari

Una recente ricerca ha identificato una forma di autismo legata ad un gruppo di geni che regolano il metabolismo del colesterolo e lo sviluppo cerebrale

ID Articolo: 178081 - Pubblicato il: 12 ottobre 2020
Autismo legato a dislipidemia: una ricerca di recente pubblicazione ne identifica le basi molecolari
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Gli autori della ricerca hanno identificato le basi molecolari comuni tra disfunzione del metabolismo dei lipidi ed autismo.

 

Messaggio pubblicitario I disturbi dello spettro autistico presentano un’elevata eterogeneità, le loro cause sono ancora in gran parte sconosciute e per questo la diagnosi si fonda sull’accertamento dei sintomi. Ad agosto 2020 sono stati pubblicati su Nature Medicine i risultati di uno studio che ha identificato un sottotipo di autismo associato a dislipidemia e ne ha individuato le basi molecolari. Questa scoperta potrebbe aprire la strada a nuove acquisizioni scientifiche che permetterebbero di modificare l’approccio diagnostico all’autismo.

I disturbi dello spettro autistico, più comunemente detti autismo, sono disturbi del neuro-sviluppo caratterizzati sul piano sintomatologico da :

  • compromissioni qualitative del linguaggio,
  • incapacità o importanti difficoltà a sviluppare una reciprocità emotiva che si manifesta attraverso comportamenti e modalità comunicative, anche non verbali, non adeguate all’età, al contesto ed allo sviluppo mentale raggiunto,
  • interessi ristretti e comportamenti stereotipati e ripetitivi.

Nel 1943 fu Leo Kanner, medico austriaco naturalizzato statunitense, il primo ad utilizzare il termine autismo infantile e a descriverne i sintomi. Dagli anni ’40 ad oggi le conoscenze su questa sindrome si sono evolute e, vista la sua eterogeneità fino al 2013, anno di pubblicazione del DSM 5, si distinguevano vari sottotipi di autismo:

  • la sindrome di Asperger
  • il disturbo pervasivo dello sviluppo non altrimenti specificato
  • il disturbo disintegrativo o autismo regressivo
  • il disturbo autistico ad alto funzionamento

Con la pubblicazione del DSM 5 è scomparsa la distinzione dell’autismo in differenti sottotipi. Tuttavia i disturbi dello spettro autistico si caratterizzano dal punto di vista clinico per una cospicua diversificazione dei sintomi e della loro gravità (Castrucci, 2020).

Secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale per il monitoraggio dei disturbi dello spettro autistico, in Italia 1 bambino su 77, di età compresa trai 7 e i 9 anni, presenta un disturbo autistico, con una prevalenza maggiore nei maschi, che sono colpiti 4,4 volte in più rispetto alle femmine. L’autismo si manifesta già nella prima infanzia, le cause del disturbo sono ancora in gran parte sconosciute anche se gli studi scientifici evidenziano un elevato tasso di ereditabilità ed un elevato tasso di concordanza nei gemelli monozigoti (Robinson et al. 2016; Castelbaum, L. On 2019).

Ad agosto 2020 è stato pubblicato su Nature Medicine uno studio condotto dai ricercatori della Harvard Medical School, del MIT e della Northwestern University che, grazie all’applicazione di tecniche di medicina di precisione, hanno identificato un nuovo sottotipo di autismo, detto autismo associato alla dislipidemia (Yuan Luo, Alal Eran, Nathan Palmer, Paul Avillach, Ami Levy- Moonshine, Peter Szolovits & Isaac S. Kohane 2020).

Questa forma di autismo è legata ad un gruppo di geni che regolano il metabolismo del colesterolo e lo sviluppo cerebrale. Gli autori della ricerca hanno identificato le basi molecolari comuni tra disfunzione del metabolismo dei lipidi e autismo. Per giungere a questo risultato si sono serviti di un approccio basato sull’intreccio dei livelli multipli di dati utilizzando un algoritmo di intelligenza artificiale.

Messaggio pubblicitario Inizialmente per analizzare i profili di espressione genica cerebrale i ricercatori hanno utilizzato le informazioni provenienti da banche nazionali che raccolgono i dati sui i geni che funzionano in tandem durante lo sviluppo prenatale e post natale del cervello. Poiché l’autismo ha un’incidenza maggiore nei maschi che nelle femmine, gli autori hanno concentrato la loro attenzione sui geni che mostrano maggiore differenza tra maschi e femmine. Successivamente sono stati analizzati gli esoni di tali geni per individuare le mutazioni che sono più spesso presenti nei pazienti con autismo.

Per confermare il collegamento fra autismo e metabolismo dei lipidi, il gruppo di ricerca ha inoltre utilizzato due vaste repository record cliniche. E’ stato così accertato che il 6,5% dei pazienti che ha ricevuto una diagnosi di autismo presenta dislipidemia.

Le basi molecolari comuni tra dislipidemia ed autismo permettono di dare una spiegazione al perché nelle persone con sindrome di Rett, un disturbo dello sviluppo neurologico strettamente correlato all’autismo, si evidenzia una mutazione in un gene coinvolto nel metabolismo del colesterolo (Kyle SM, Vashi N, Justice MJ. 2018). Un’altra osservazione sorprendente, che oggi può finalmente trovare giustificazione è che, una percentuale tra il 50 e l’88% dei bambini con la sindrome di Smith-Lemli-Opitz, patologia causata da un difetto nella sintesi del colesterolo, presenta disturbi dello spettro autistico (Sikora DM, Pettit-Kekel K, Penfield J, Merkens LS, Steiner RD 2006).

Yan Luo, professore di medicina preventiva e autore dello studio sull’autismo associato a dislipidemia, spiega che “oggi, l’autismo viene diagnosticato solo sulla base dei sintomi, e la realtà è che quando un medico lo identifica, è spesso quando le finestre di sviluppo cerebrale precoci e critiche sono passate senza un intervento appropriato”. I risultati della ricerca condotta da lui e dai suoi colleghi potrebbero cambiare questo paradigma.

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