Il pregiudizio in Italia sulle coppie genitoriali dello stesso sesso: uno studio esplorativo

L'assenza di differenze nello sviluppo di bambini con genitori omosessuali è stata dimostrata ma sembrano permanere pregiudizi sull'omogenitorialità

ID Articolo: 172700 - Pubblicato il: 13 marzo 2020
Il pregiudizio in Italia sulle coppie genitoriali dello stesso sesso: uno studio esplorativo
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Il ‘same-sex parenting’ si riferisce sia a quelle situazioni familiari nelle quali è presente un solo genitore omosessuale sia a quelle in cui vi siano due genitori dello stesso sesso all’interno dell’unità familiare (Eleutereri et al. 2012).

 

Messaggio pubblicitario Recentemente, diversi studi sull’omogenitorialità hanno dimostrato che non ci sono differenze rilevanti nello sviluppo e nella crescita dei figli di coppie omosessuali rispetto ai bambini allevati da coppie eterosessuali (Qu et al. 2016) e che l’identità sessuale di questi ultimi non è condizionata dall’orientamento genitoriale (Knight et al. 2017). Anche gli studi effettuati per valutare il benessere psicologico dei figli di coppie omosessuali hanno evidenziato che non sussistono sostanziali differenze rispetto alle famiglie con genitori eterosessuali (Gartell et al., 2005; Patterson, 2006) e che l’orientamento sessuale non influenza le capacità genitoriali (Pacilli & Taurino 2009).

Nel panorama italiano stiamo vivendo una fase di cambiamento sulla regolamentazione legale delle coppie genitoriali dello stesso sesso. Seppur attualmente vi siano sentenze che non riconoscono un bambino con due padri (sentenza della Corte di cassazione 12193), altre sentenze giudicano ‘mero pregiudizio’ affermare che un figlio non possa essere cresciuto da genitori omosessuali (sentenza della Corte numero 601). Nonostante l’aria del cambiamento, l’Italia è tutt’ora ancorata a una visione più tradizionale della famiglia, visione dovuta anche all’influenza del pensiero cattolico nel nostro paese: la visione della famiglia e la visione della coppia omosessuale sono ancora due concetti ben distinti nella mentalità italiana (Iudici et al., 2020).

Lo scopo del presente studio era quello di esplorare, in questo periodo di cambiamenti, quali fossero i principali pregiudizi degli italiani sulle famiglie composte da genitori dello stesso sesso e sulle difficoltà affrontate da questi ultimi.

La ricerca è stata condotta tramite l’analisi qualitativa, precisamente utilizzando la tecnica dell’analisi del discorso che si concentra sia su come viene prodotto un testo sia sul punto di vista di colui che lo produce (Bolasco, 1999). Il focus di questo tipo di analisi, nel caso della ricerca in questione, è stato posto sull’interazione tra coloro che avanzano pregiudizi e coloro ne erano ‘vittima’, e sul tentativo di inquadrarle all’interno della cornice storico-culturale italiana.

Sono stati presi in considerazione 88 soggetti omosessuali (51 donne e 37 uomini) tutti facenti parte di una famiglia con almeno un figlio; quattro di loro avevano figli da precedenti relazioni, cresciuti però all’interno della coppia omosessuale, gli altri erano ricorsi alla fecondazione assistita. A tutti loro sono state poste 11 domande incentrate sulla loro vita familiare, sulle difficoltà che avevano incontrato e sui pregiudizi dei quali erano stati vittime. Alcuni esempi di domande erano: ‘Come genitore omosessuale, ci sono delle difficoltà specifiche che hai dovuto affrontare? Se è così, puoi descrivile?’, ‘Come genitore omosessuale, ci sono pregiudizi con cui sei stato confrontato o che pensi possano verificarsi? In tal caso, puoi descriverli?’, ‘Come hai comunicato o come comunicheresti a tuo figlio le differenze di orientamento sessuale?’ (Iudici et al., 2020).

Partendo dalle precedenti domande e analizzando i testi prodotti dalle trascrizioni delle risposte, i ricercatori hanno individuato i principali pregiudizi e le difficoltà riscontrate.

Messaggio pubblicitario Per quanto riguarda le frasi pregiudizievoli, esse erano rivolte in particolar modo alle differenze con le famiglie più normative (‘Chi si occupa delle faccende da uomo o da donna?’ ‘Se non sei la madre/il padre biologico non sei un vero genitore’) provenienti soprattutto dagli ambienti ecclesiastici e scolastici. Prendendo in considerazione le difficoltà di essere genitori omosessuali, le due aree maggiormente evidenziate erano la difficoltà della mancata accettazione da parte della famiglia di origine e l’impossibilità di essere riconosciuti legalmente come una famiglia (in quanto uno dei due genitori non può essere considerato tale).

Per il rapporto con i figli, ovvero spiegar loro la natura del rapporto genitoriale e come sono venuti al mondo, la maggior parte dei genitori usava libri illustrati o storie personalizzate per bambini dove i protagonisti erano anch’essi facenti parte di una famiglia con genitori dello stesso sesso (Iudici et al., 2020).

I genitori intervistati, hanno più volte interagito con famiglie ‘tradizionali’ scettiche, con maestri e professori poco preparati ad avere nelle loro classi bambini con genitori omosessuali e, talvolta, anche con datori di lavoro giudicanti. Molti di loro hanno riportato che il miglior modo di combattere questi pregiudizi è essere aperti al dialogo e sforzarsi di spostare l’attenzione delle persone, più che sull’orientamento sessuale, sulle capacità genitoriali degli adulti di famiglia.

In conclusione, il nostro paese è ancora ben lontano dal considerare le coppie di genitori omosessuali tanto famiglia quanto quelle con genitori eterosessuali. Tuttavia, gli autori sottolineano come, tramite il dialogo e la progressiva confutazione di pregiudizi e luoghi comuni riguardanti l’omogenitorialità, si possa procedere verso una più moderna e aperta visione della famiglia (Iudici et al., 2020).

 

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I bambini di genitori omosessuali non presentano nessuna differenze per quanto riguarda il benessere psicofisico rispetto a bambini di coppie eterosessuali

Bibliografia

  • Bolasco, S. (1999). Analisi multidimensionale dei dati. Roma: Carocci.
  • Eleuteri, C., Loparco, A., & Proietti, V. A. (2012). L’omogenitorialità: una nuova famiglia?. Rivista di Psicoterapia Relazionale.
  • Gartrell, N., Rodas, C., Deck, A., Peyser, H., & Banks, A. (2005). The national lesbian family study: 4. Interviews with the 10‐year‐old children. American Journal of Orthopsychiatry, 75(4), 518-524.
  • Knight, K. W., Stephenson, S., West, S., Delatycki, M. B., Jones, C. A., Little, M. H., & Wake, M. (2017). The kids are OK: It is discrimination, not same-sex parents, that harms children. The Medical Journal of Australia, 207(9), 374-375.
  • Iudici, A., Masiello, P., Faccio, E., & Turchi, G. (2020). Tackling Prejudice and Discrimination Towards Families with Same-Sex Parents: An Exploratory Study in Italy. Sexuality & Culture, 1-18.
  • Qu, L., Knight, K., & Higgins, D. J. (2016). Same-sex couple families in Australia. Australian Institute of Family Studies.
  • Pacilli, M. G., &Taurino, A. (2009). Omofobia interiorizzata e genitorialità omosessuale: una ricerca condotta con un gruppo di gay e lesbiche italiani. Differenze e disparità: le questioni sui generi in psicologia sociale. Parma.
  • Patterson, C. J. (2006). Children of lesbian and gay parents. Current Directions in Psychological Science, 15(5), 241–244.
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