Fare TFC. Guida pratica per i professionisti alla terapia focalizzata sulla compassione (2019) di Russell L. Kolts – Recensione del libro

Un testo utile, chiaro e comprensibile sia per il clinico interessato alla Terapia Focalizzata sulla Compassione (TFC), che per i non addetti ai lavori

ID Articolo: 171973 - Pubblicato il: 14 febbraio 2020
Fare TFC. Guida pratica per i professionisti alla terapia focalizzata sulla compassione (2019) di Russell L. Kolts – Recensione del libro
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All’interno del testo, la cui edizione italiana è stata curata da Giovanni Zucchi, Russell Kolts ha avuto la capacità di spiegare in modo semplice e al contempo con rigore scientifico, le basi teoriche e applicative della Terapia Focalizzata sulla Compassione (TFC).

 

Messaggio pubblicitario Russell Kolts, psicologo e professore di Psicologia alla Easter Washington University, oltre ad avere scritto articoli scientifici e libri in tema di TFC, è stato tra i primi pionieri dell’applicazione della TCF al trattamento della rabbia. Questo testo, come recita il titolo originale, vanta la capacità di spiegare in modo semplice, ma al contempo completo, cosa sia la TFC, offrendo spunti anche di ordine pratico. Come sappiamo la TFC si inserisce all’interno del panorama della Terapia Cognitivo Comportamentale di Terza Generazione (3G) e paradigmi e contributi teorici vengono dettagliatamente spiegati all’interno dei primi capitoli.

Partendo dal significato attribuito al termine di compassione, intesa come la capacità di riconoscere la sofferenza in se stessi e negli altri e al contempo l’essere spinti dal desiderio di fare qualcosa per alleviare tale sofferenza, tra i vari capitoli e grazie anche a ritagli di dialoghi clinici, l’autore offre un’idea di come si interviene e lavora con il paziente. Ciò che R. Kolts sembra volere mettere in luce è come non si tratti di un approccio nuovo, ma di un nuovo modo di approcciarsi al paziente, alla sua sofferenza. Le tecniche terapeutiche di tradizione Cognitivo Comportamentale, infatti, vengono utilizzati in un contesto di colore, non giudizio e fiducia che consente al paziente di fidarsi ed affidarsi al terapeuta.

Molto interessante è anche la spiegazione e distinzione che l’autore offre circa il cervello antico, sede delle nostre emozioni primarie, e il cervello nuovo, sede dei processi cognitivi superiori. Tale distinzione, spiega l’autore, viene anche fornita al paziente il quale può cominciare a sviluppare una visione nuova circa il proprio sentire, il proprio vissuto emotivo e capire anche come sentimenti quali vergogna, autocritica, rabbia, colpa abbiano una propria funzione per l’essere umano e che, dunque, di certe reazioni a volte non abbiamo colpa (ad esempio se ci sentiamo minacciati, possiamo tendere a fuggire, a chiuderci per difesa; se ci sentiamo attaccati, invece, potremmo essere più propensi a controattaccare; …). Tale spiegazione, però, non esonera dal concetto di responsabilità. La TFC, aiuta infatti il paziente a prendere consapevolezza degli effetti disfunzionali di certe reazioni emotive, stili di pensiero e comportamenti, riflettere su come si vorrebbe essere o come si vorrebbe sentire, quale obiettivo si vorrebbe raggiungere e cercare di capire come e cosa fare per intervenire in maniera più costruttiva all’interno del proprio processo di cambiamento.

La TFC aiuterebbe dunque il paziente a sviluppare un sé compassionevole. Anche in questo caso l’autore sottolinea come la TFC non andrebbe fraintesa con l’acquisizione una serie di tecniche da parte del paziente, ma concepita come lo sviluppo una serie di abilità che nascono da un’unione di forze, come la gentilezza, la perseveranza, il calore, la determinazione, la saggezza, in grado di creare una mentalità più aperta, flessibile e capace di affrontare e risolvere problemi, senza rimanerci intrappolati dentro.

L’autore all’interno del testo ci propone la seguente stratificazione per comprendere le fasi di tale approccio:

  1. Relazione terapeutica (se il paziente si sente sicuro, infatti, aumenta la possibilità che lo stesso esplori e affronti le sue emozioni ed esperienze difficili e dolorose.);
  2. Comprensione e compassionevole;
  3. Consapevolezza attenta;
  4. Pratiche compassionevoli.

Il testo approfondisce e spiega ognuno dei vari punti, citando anche gli esercizi di respirazione, mindfulness e tecniche di immaginazione, sviluppati ed utilizzati all’interno dei protocolli di intervento basati sulla TFC.

Ma come aiutare il paziente a sviluppare la compassione verso se stessi?

Messaggio pubblicitario Dal capitolo ottavo in poi l’autore entra nel vivo delle pratiche, tecniche ed esercizi derivanti dalla terapia cognitivo comportamentale, volte a sviluppare quell’atteggiamento e quelle abilità (calore, accettazione, flessibilità, coraggio) più funzionali alla risoluzione dei propri problemi, favorendo maggiore benessere per se stessi e con gli altri. Attraverso esercizi esperienziali, previsti dai protocolli di intervento nella TFC, molti dei quali elaborati da Paul Gilbert, l’autore spiega come sia possibile far sperimentare qualcosa di nuovo, di diverso, assaporarne i vantaggi al fine di sviluppare un sé compassionevole che aiuti a gestire meglio l’autocritica, la colpa, la rabbia, la vergogna, reazioni emotive che spesso sono presenti nei pazienti che si incontrano in studio. L’obiettivo di un intervento basato sulla TFC, sottolinea R. Kolts, non sarà eliminare la sofferenza, ma insegnare uno stile di vita, una mentalità più flessibile che si approccia alla sofferenza con coraggio, sicurezza e maggiore capacità di gestirla.

Allacciandomi a quando appena espresso, mi piace concludere la presente recensione con un passo presente all’inizio del testo, di Kahlil Gibran tratto da Il Profeta:

E una donna parlò, dicendo: “Parlaci del Dolore”.
E lui disse: Il dolore è lo spezzarsi del guscio che racchiude la vostra conoscenza.
Come il nocciolo del frutto deve spezzarsi affinché il suo cuore possa esporsi al sole, così voi dovete conoscere il dolore.
E se riuscite a custodire in cuore la meraviglia per i prodigi quotidiani della vita, il dolore non vi meraviglierebbe meno della gioia;
accogliereste le stagioni del vostro cuore come avete sempre accolto le stagioni che passano sui vostri campi.
E guardereste attraverso gli inverni del vostro dolore con serenità.

 

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Bibliografia

  • Kolts, L. R. (2019) Fare TFC: Guida pratica per professionisti alla Terapia Focalizzata sulla Compassione. Franco Angeli.
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