Ironia: alla scoperta della comunicazione ironica – Introduzione alla Psicologia

Ironia: cos'è, quali sono le sue funzioni all'interno di un processo comunicativo. Perché alcuni non la capiscono e perché può non piacere

ID Articolo: 165304 - Pubblicato il: 30 maggio 2019
Ironia: alla scoperta della comunicazione ironica – Introduzione alla Psicologia
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Il linguaggio è un fenomeno comunicativo sociale caratterizzato dalla presenza di diverse forme pragmatiche tra cui le metafore, gli idiomi e anche l’ ironia (Vidal, 2006).

Realizzato in collaborazione con la Sigmund Freud University, Università di Psicologia a Milano

 

Comunicare in maniera ironica consente di esprimersi in maniera persuasiva, in quanto mostra ciò che nasconde e nasconde ciò che dice (Anolli, Ciceri, & Infantino, 2000).

Ironia: cos’è

Messaggio pubblicitario L’ ironia è una comunicazione obliqua che deriva dalla sinergia del codice verbale e di quello non verbale nel processo di produzione di un significato comunicativo. L’ ironia è veicolata da strategie aventi come scopo una comunicazione implicita, non volta a nascondere, ma a mostrare contenuti in maniera velata (Anolli, Ciceri, & Infantino, 2000). Il messaggio ironico deve essere chiaro, ma non evidente (Muecke, 1969; Muecke, Irony. critical idiom series, 1970), ed è tipicamente usato in abito umoristico o per addurre alla comunicazione un effetto emotivo.

La flessibilità semantica delle lingue naturali ha permesso all’ ironia di svilupparsi come metodo per la gestione graduale degli stati interni, preservando un’immagine di sé di un certo tipo, e per giocare con la natura multimodale del linguaggio (Bachtin, 1975; Ducrot, 1972; Mizzau, 1984).

Nel processo vocale ironico le frasi possono essere più nasali, la velocità del discorso diminuisce, le parole sono allungate, le sillabe sono pronunciate in modo esagerato, gli accenti sono più energici e vi è una forte caricatura empatica della comunicazione (Cutler, 1974) (Haverkate, 1990) (Kreuz & Roberts, 1995).

Secondo la pragmatica, l’ ironia è un commento contestuale che rompe una regola sociale, esprimendo non solo un’idea, ma anche un’attitudine verso quell’idea (Wilson & Sperber, 1992; Sperber & Wilson, 1981).

L’ ironia, dunque, non è un costrutto omogeneo, ma può essere divisa in base alle sue qualità, ovvero per cosa è stata usata. E’ possibile infatti prendere in giro una persona usando parole positive (ironia sarcastica) (McDonald & Pearce, 1996) o fare complimenti con parole negative (ironia gentile). La prima può essere considerata una forma socialmente corretta di aggressione, in cui non vi è una perdita di controllo, mentre la seconda è più una strategia di affiliazione (Knox, 1961).

Un’altra divisione può essere compiuta in base al codice verbale o a quello vocale (Wakusawa, et al., 2007; Shibata, Toyomura, Itoh, & Abe, 2010), da cui deriva una congruenza o meno tra forma e significato (Herbert & Gerrig, 1984). Un’altra variabile è la forza semantica e contestuale, ovvero quando il significato si evince principalmente dal testo e quando invece può essere derivato dal contesto. L’ ironico sceglierà una modalità fra le diverse strategie per raggiungere il suo obiettivo, modificandole sulla base del complesso gioco relazionale in atto tra due o più interlocutori (Anolli, Ciceri, & Infantino, 2000).

La “sequenza ironica”  può andare a buon fine quando gli interlocutori mostrano una certa quantità di background condiviso e conoscono l’evento focale oggetto dell’ ironia. A questo punto la frase ironica può essere espressa con intenti comunicativi. Una mancata ricezione del messaggio ironico può derivare dal malinteso che si crea o dal fingere di non capire l’ ironia della comunicazione (Anolli, Ciceri, & Infantino, 2000). Ciò prevede buoni processi emotivi e di mentalizzazione atti all’integrazione di processi sociali (Bohrn, Altmann, & Jacobs, 2012).

Inoltre, le aree cerebrali che sottendono questo processo sono la corteccia prefrontale dorsomediale e rostromediale, il giro frontale inferiore e il giro temporale superiore, convolte in una rete che permette l’attivazione semantica (nelle regioni parietali), l’integrazione dei significati (nelle regioni temporali), e nelle regioni frontali (Reyes-Aguilar, Valles-Capetillo, & Giordano, 2018).

Comunicazione ironica e variabili demografiche

Messaggio pubblicitario In sostanza, la comunicazione ironica può essere utilizzata come termine ombrello che racchiude al suo interno numerosi stili di comunicazione ben diversi l’uno dall’altro. A tal proposito, uno studio recente (Ruch et al., 2018) attesta la presenza di otto stili comici diversi: divertimento, umorismo, sciocchezza, arguzia, ironia, satira, sarcasmo e cinismo, suddivisibili empiricamente. Le persone utilizzano una comunicazione ironica che può variare sia quantitativamente (es: utilizzo di più o meno umorismo) che qualitativamente (diverse forme di umorismo). Inoltre, è interessante evidenziare come alcune caratteristiche demografiche come sesso, età e livello di scolarizzazione possano influenzare qualitativamente la scelta dei vari stili comici. Per quanto riguarda il sesso, è stato visto che le donne rispetto agli uomini tendono ad usare maggiormente l’umorismo mente gli uomini la satira, il cinismo ed il sarcasmo. Per quanto riguarda l‘età, gli anziani rispetto ai giovani tendono ad usare maggiormente l’umorismo, mentre i giovani utilizzano maggiormente sarcasmo, cinismo. Infine sembrerebbe che ad un più alto livello di scolarizzazione corrisponderebbe un maggior utilizzo di ironia (Ruch et al., 2018).

Ironia: le funzioni psicologiche

La comunicazione ironica assolve a diversi processi psicologici:

1.  Rispetto delle convenzioni:  il commento ironico permette di evitare la critica degli altri, affrontando contenuti che, altrimenti, andrebbero taciuti.

2.  Confine per proteggere lo spazio personale: l’ ironia consente di conservare dignità e contegno, per tutelare il proprio spazio personale

3. Ambiguità relazionale nel rinegoziare i significati: la comunicazione ironica si basa sul presupposto che per essere compresi al meglio è necessario essere fraintesi.

4. Intonazione della voce: la comunicazione ironica si fonda su un gioco vocale caratterizzato da contrasti fra aspetti linguistici e paralinguistici. A differenza della menzogna, in cui le parole sono false, nell’ ironia le parole sono finte, cioè negano palesemente ciò che appare. L’ ironista non vuole ingannare, ma essere chiaro senza essere evidente ed esplicito.

5. Copione: la comunicazione ironica è un gioco tra parti che interagiscono all’interno di un copione, composto da 4 fasi:

  • Premessa: grazie a conoscenze reciproche interpersonali condivise dagli interlocutori, definisce la cornice di riferimento all’interno del quale si colloca lo scambio ironico.
  • Evento focale: l’oggetto del commento ironico, costituisce il fulcro attorno al quale si articola l’intera conversazione.
  • Commento ironico, costituisce l’intento della comunicazione ironica avente scopi comunicativi diversi.
  • Effetto ironico: interpretazione del commento da parte del destinatario che potrebbe essere frainteso, non capito nel suo reale significato, disconosciuto; si comprende il significato ma non si condivide
  • Touché, l’ ironia è colta e il destinatario si mostra divertito o ferito e risponde a sua volta a seconda della circostanza.

Ironia e mentalizzazione

Per comprendere la comunicazione ironica è necessario che il ricevente sappia distinguere ciò che l’emittente dice letteralmente, da ciò che intende trasmettere sulla base del contesto di riferimento (Champagne-Lavau e Stip, 2010). Dunque, l’ ironia può essere definita come un esercizio di mentalizzazione che si affida alla capacità di elaborazione del contesto (Schnell et al.,2016). Secondo alcuni autori, a deficit di elaborazione del contesto spesso sono legati deficit di mentalizzazione (Baez et al., 2013).  Difatti, un recente studio ha mostrato come pazienti affetti da disturbi dello spettro della schizofrenia manifestino deficit di mentalizzazione e di elaborazione del contesto che sono evidenti in compiti di comprensione dell’ ironia (Del Goleto et al., 2016). Parallelamente, individui affetti da disturbi dello spettro autistico, aventi una ridotta capacità di interpretare i segnali comunicativi in termini di stati mentali, sembrerebbero avere un deficit di comprensione della comunicazione ironica. Questo deficit sarebbe spiegato dall’incapacità di saper leggere l’incongruenza fra segnali verbali e non verbali (Nuber et al., 2018).

 

 

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Bibliografia

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