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Niente (2014) di Janne Teller – Recensione del libro

Niente di Janne Teller, richiamando il Barone Rampante, parla di adolescenza e di quanto possa essere pericoloso, senza alcuna guida, dare senso alla vita

ID Articolo: 163826 - Pubblicato il: 01 aprile 2019
Niente (2014) di Janne Teller – Recensione del libro
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Non c’è niente che abbia senso, è tanto tempo che lo so. Perciò non vale la pena far niente, lo vedo solo adesso.” È con questa frase che Pierre Anthon, tredici anni, rompe il silenzio in un anonimo giorno di scuola, si alza e abbandona la classe per rifugiarsi su un albero. Si apre così Niente di Janne Teller, tra lo stupore di una classe di adolescenti e l’indifferenza dei loro insegnanti.

 

Niente di Janne Teller e la ricerca di senso

Messaggio pubblicitario San Giorgio fino al 15 Luglio Il pensiero nichilista e irremovibile di Pierre Anthon riecheggia dall’alto di un albero di susine in modo sarcastico e sprezzante per tutto il corso del romanzo, facendo scivolare i suoi compagni nello sconforto, che ben presto si trasforma in rabbia e voglia di dimostrargli il contrario. Vogliono portalo giù da quel ramo, fagli vedere che si sbaglia; non vogliono arrendersi davanti a quell’atteggiamento distruttivo e vuoto.

Così si uniscono e decidono di mettersi alla ricerca del significato. Pensano che trovare qualcosa che ha davvero senso possa far ricredere l’amico ribelle e convincerlo che val la pena continuare a credere, sperare, vivere. Decidono così di raccogliere una serie di oggetti e costruire una catasta di significato. La ricerca si incammina inizialmente tra cose semplici, speciali, anche tenere. Le pagine di Niente di Janne Teller si illuminano di speranza e infondono quella voglia piena di respirare a fondo, di esistere, di lottare in nome di quel senso che ci tiene in vita.

Man mano che le pagine scorrono però in maniera sottile ma pungente succede qualcosa: il limite verso cui i ragazzi cominciano a spingersi sembra allargarsi, tanto da diventare sempre più brutale e preoccupante. Ciascun compagno indica ad un altro quale oggetto lasciare, e così via. Man mano che si procede però il gruppo sembra passare dalla ricerca alla sfida, dal suggerimento alla pretesa, dalla alleanza alla vendetta. Le proposte diventano spietate e crude. Ma ormai non ci si può fermare né si può tornare indietro. Questi ragazzi spaesati davanti alla ricerca del significato, che nessun adulto si offre di insegnare, sono ostinati e ormai travolti da loro stessi. Il grado di dolore nel lasciar andare gli oggetti a loro cari diventa il criterio di scelta: il gioco man mano si trasforma in un’escalation, inevitabile per lenire la ferita subìta al proprio turno. Fino al limite e oltre. Oltre il rispetto, oltre l’intimità, oltre il corpo, oltre il sacro, oltre la morte. Le pagine di Niente di Janne Teller si tingono di angoscia e inquietudine, snaturando quel senso iniziale vivo e costruttivo.

Niente di Janne Teller: la drammaticità della perdita

Messaggio pubblicitario NETWORK CLINICA Si apre così una finestra su di un mondo adolescente in cui fa freddo, in cui non ci sono regole, compromessi, dove il coraggio e la forza si confondono con provocazione e disumanità. L’infezione è letale. Questi ragazzi sembrano muoversi alla cieca, senza punti di riferimento, spinti dal desiderio di rivincita sul loro compagno come sulla vita, a quell’età.

Esplode l’epilogo, in maniera incredibile e asciutta. L’ultimo atto restituisce finalmente libertà e rivela la drammaticità della perdita, ma anche la preziosità della scoperta, anche se non ancora del tutto definibile. Una frase riportata dall’io narrante dice:

Piangevamo perché avevamo perduto qualcosa e trovato qualcos’altro. E perché è doloroso, sia perdere che trovare. E perché sapevamo che cosa avevamo perduto, ma non eravamo ancora capaci di definire a parole quello che avevamo trovato.

Il tempo passa, tornano i ricordi, restano le emozioni: “quella strana sensazione nella pancia” che torna a richiamare quello che è stato. E anche se non trova ancora spiegazione, un qualche significato ce l’ha. “E con il significato non si scherza”.

Niente di Janne Teller è un romanzo breve ma inteso, che costringe il lettore a guardare quel diluvio di ogni adolescenza, a cui non sempre l’adulto è attento e pronto e che in fondo teme.

 

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Bibliografia

  • Teller, J. (2014). Niente. Universale Economica Feltrinelli
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