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DSA, l’impegno delle forze politiche regionali: entro giugno un provvedimento per rimediare al ritardo – Comunicato Stampa

All'ultimo convegno dell’Ordine degli Psicologi del Lazio, le forze politiche della regione si impegnano ad agire tempestivamente sulla questione DSA

ID Articolo: 162343 - Pubblicato il: 07 febbraio 2019
DSA, l’impegno delle forze politiche regionali: entro giugno un provvedimento per rimediare al ritardo – Comunicato Stampa
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La legge 170 del 2010 e l’Accordo Stato-Regioni del 2012 richiedevano alle Regioni di indicare tempestivamente linee guida per la certificazione dei DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento) e Protocolli di identificazione precoce del rischio, al fine di assicurare a tutti gli studenti uguali opportunità di sviluppo. Nove anni dopo il Lazio è l’unica regione italiana a non avere recepito la norma. Al convegno organizzato all’Ordine degli Psicologi del Lazio le principali forze politiche della Regione si impegnano ad agire immediatamente e si danno una scadenza: “Entro giugno un provvedimento”. Prende corpo l’ipotesi del decreto.

Ordine degli Psicologi del Lazio

 

Roma, sabato 2 febbraio 2019

Lunedì come Commissione Sanità scriveremo alla Giunta, al Presidente e all’Assessore alla Sanità per chiedere un’audizione al Tavolo sull’integrazione socio-sanitaria, mettendo all’attenzione immediata del Commissario il recepimento della legge 170 e la questione del personale. Contestualmente, con il Presidente della Commissione Sanità, Simeone, ci impegneremo a incardinare la proposta di legge Lena. Abbiamo tutta la volontà di compiere il percorso per vincere.

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Lo ha dichiarato Marta Bonafoni (Lista Zingaretti), componente della VII° Commissione – Sanità, politiche sociali, integrazione sociosanitaria, welfare – della Regione Lazio, al convegno “La lunga attesa per la diagnosi di DSA nel Lazio” Organizzato il 2 febbraio dall’Ordine degli Psicologi del Lazio presso il centro Erickson di Roma.

Rodolfo Lena (Pd), Presidente della I° Commissione della Regione Lazio e proponente della Legge n.4/2014 riguardante i DSA, si spinge anche oltre:

La mia proposta di legge è nata in una fase di grande difficoltà della Regione, con il commissariamento e il blocco del turnover al 10%. Oggi le cose non sono completamente definite ma c’è un miglioramento importante sul versante delle assunzioni. Il Presidente Simeone mi ha comunicato che il provvedimento verrà calendarizzato come seconda proposta di legge: nel corso del suo iter legislativo verrà arricchita da ulteriori emendamenti. In ogni caso, che si tratti del testo in questione o di un altro dispositivo, sento di poter garantire che arriveremo al Festival della Psicologia del prossimo mese di giugno con qualcosa di concreto.

Si tratta di impegni importanti che toccano una materia incandescente. Come ha ricordato Silvia Baldi, componente del gruppo Psicologia e Scuola dell’Ordine Psicologi Lazio:

Sono trascorsi nove anni dall’approvazione della legge 170, con la quale il Parlamento raccomandava alle Regioni di garantire una “diagnosi precoce” di DSA. Il testo interveniva per garantire agli alunni con disturbi specifici dell’apprendimento uguali opportunità di sviluppo delle capacità in ambito sociale e professionale, promuovendo misure didattiche di supporto, l’aumento del benessere scolastico, l’adozione di adeguate forme di verifica e valutazione, il coinvolgimento consapevole d’insegnanti, famiglie e professionisti. Nove anni dopo, il Lazio è l’unica regione italiana a non avere ancora recepito la normativa.

Una situazione inaccettabile – ha aggiunto Nicola Piccinini, presidente dell’Ordine degli Psicologi del Lazio – che ci colloca in una costante situazione di dejà vu. Oltre tre anni fa tenevamo un convegno in Regione sullo stesso tema, spingendo affinché la legge Lena venisse incardinata. Sostanzialmente non è accaduto nulla. A questo punto non possiamo più attendere, ci aspettiamo un impegno concreto e immediato da parte delle istituzioni. La soluzione che auspichiamo è il recupero della proposta di legge, ma non intendiamo sottilizzare sul dispositivo: la cosa fondamentale è che si intervenga nel minore tempo possibile.

Come ha sottolineato Bonafoni:

Il tema dell’uscita dal commissariamento non è indifferente. Quello sui DSA non è stato l’unico provvedimento che non siamo riusciti a portare alla discussione del Consiglio: tutte le spese sanitarie che incidono sui costi in una Regione in piano di rientro sono oggetto di impugnativa certa da parte del Governo. Nel quadro di incertezza attuale, dovremmo seguire un doppio binario, con un recepimento attraverso delibera qualora i tempi dovessero allungarsi.

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La lettura delle opposizioni è diversa, come afferma Davide Barillari (M5S), componente della VII° Commissione.

Le responsabilità dell’immobilismo degli ultimi anni sono chiare e chiamano in causa il Consiglio regionale, orientato su altre priorità, più remunerative sul piano elettorale e politico. Il M5S ha spinto questa legge presentando un Ordine del Giorno in Consiglio regionale approvato da tutti che chiedeva tra l’altro l’abbattimento degli impedimenti burocratici per la diagnosi di DSA e BES, ma non ha avuto seguito. Faremo un’altra mozione per ricalcare le stesse proposte.

Emerge tuttavia una importante comunità di intenti.

Solleciteremo il prossimo Commissario alla Sanità ad agire con urgenza – ha proseguito Barillari – proponendo ulteriori integrazioni alla legge, che è ben fatta ma sconta il mutamento dello scenario. Procederemo anche con l’ausilio dei nostri strumenti di democrazia diretta: penso ad esempio al tema dello psicologo scolastico. La logica deve essere ancora più inclusiva e partecipativa.

A spingere sulla convergenza è anche Chiara Colosimo (FdI), componente della stessa Commissione:

La cronaca di questi giorni ci dimostra che l’uscita della Regione dalla fase commissariale non è ancora compiuta. La proposta di legge Lena è buona e dovrebbe essere incardinata, ma dal momento che va toccare l’ambito economico della Sanità dubito che andrebbe in porto. Quel che è certo è che non si può far perdere altro tempo a bambini, operatori e insegnanti. Credo che l’unica soluzione possibile sia quella di una delibera, alla quale tutti siamo pronti a dare un contributo. Zingaretti dovrebbe procedere per decreto e recepire la legge nazionale: fatto questo, nulla impedirà alla Commissione di intervenire successivamente, per ampliare la proposta Lena e integrarla con ulteriori miglioramenti.

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