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Fentanyl: dall’uso terapeutico alla dipendenza patologica – Introduzione alla Psicologia

Il fentanyl produce effetti simili a quelli della morfina ma più potenti e a dosi minori. Da sempre è utilizzato nel trattamento del dolore cronico.

ID Articolo: 161296 - Pubblicato il: 10 gennaio 2019
Fentanyl: dall’uso terapeutico alla dipendenza patologica – Introduzione alla Psicologia
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Il fentanyl, noto anche come fentanil o fentanile e con i nomi commerciali sublimaze, actiq, durogesic, duragesic, fentanest, effentora, onsolis, instanyl, abstral, è un potente oppioide sintetico, appartenente alla classe delle piperidine. 

Realizzato in collaborazione con la Sigmund Freud University, Università di Psicologia a Milano

 

Messaggio pubblicitario Il fentanyl è molto più potente della morfina, di circa 80 volte, svolge una funzione analgesica a rapida insorgenza e ha una breve durata d’azione.

Da sempre è utilizzato per il trattamento del dolore cronico soprattutto in pazienti affetti da neoplasia e spesso è somministrato prima di interventi chirurgici in associazione con una benzodiazepina o altri farmaci.

Fentanyl: la storia

Il fentanyl è stato preparato e sviluppato per la prima volta dal Dott. Paul Janssen nel 1959 nell’ambito di un brevetto tenuto dalla sua società, la Janssen Pharmaceutica. Negli anni ‘60 il fentanyl è stato presentato sul mercato dei farmaci come anestetico dai prodigiosi effetti.

Fino alla metà del 1990 questa droga si è diffusa a macchia d’olio, soprattutto era venduta sottoforma di cerotti dermici. Visti gli effetti, ovviamente, è diventata anche una delle sostanze più prodotte dal mercato illegale.

Di conseguenza, i primi casi di spaccio della sostanza sono emersi nel corso degli anni settanta. Tra il 2005 e il 2007 il fentanyl prodotto in un singolo laboratorio messicano causò più di mille morti da overdose negli Stati Uniti. Il fentanyl è sintetizzato dai cartelli della droga messicani a un costo più basso di quello necessario per produrre eroina, con cui spesso è mischiato per renderlo più potente.

Fentanyl: come si presenta

Il fentanyl è un farmaco che produce effetti simili a quelli della morfina, ma più potenti e a dosi minori. Esso provoca effetti allucinatori accompagnati da uno stato di benessere che porta il consumatore a godere dei benefici della sostanza al punto da non poterne farne più a meno.

Il fentanyl è così potente che è facile andare in overdose, anche inavvertitamente. Una pasticca di fentanyl, avente una forma tipo quella della comune aspirina, potrebbe essere in grado di uccidere un uomo adulto. Di conseguenza, è veramente difficile dosarne la quantità giusta da cui poterne trarre dei benefici senza rischiare la vita.

Il fentanyl si assume tramite cerotti, lecca-lecca o pastiglie, più raramente tramite iniezioni. Sotto forma di farmaco è adatto alla somministrazione per via orale, per via inalatoria, per via transdermica e per via parenterale. Esso è utilizzato principalmente per il trattamento del dolore episodico intenso in pazienti affetti da patologie neoplastiche che sono già in terapia con altri oppioidi per il trattamento del dolore cronico oncologico.

L’assunzione contemporanea di fentanylalcool andrebbe evitata, poiché quest’ultimo aumenta la sonnolenza indotta dal fentanyl.

Il fentanyl può diminuire la capacità di guidare veicoli e di utilizzare macchinari pertanto tali attività dovrebbero essere evitate. Per chi svolge attività sportiva, il suo utilizzo senza necessità terapeutica costituisce doping e anche quando il farmaco è assunto a scopo terapeutico.

Effetti sul sistema nervoso centrale

Messaggio pubblicitario NETWORK CLINICA Il fentanyl a livello del sistema nervoso centrale si lega ai recettori degli oppiacei endogeni, localizzati lungo le vie del dolore del nostro organismo, producendo un’azione analgesica. Quindi, quando questi recettori sono stimolati dalla sostanza, si ottiene uno stato di benessere.

Questa sostanza, in alcuni casi, provoca depressione respiratoria probabilmente dovuta a un’azione diretta sui centri respiratori del tronco cerebrale, che sono depressi nella loro attività di stimolazione elettrica e registrano una ridotta reattività agli aumenti dell’anidride carbonica. Il fentanyl produce anche effetti antitussigeni a dosaggi molto basse e provoca inoltre miosi, ma non è chiaro tramite quale meccanismo d’azione.

Effetti collaterali

Il fentanyl può causare diversi effetti collaterali, anche se non tutti i pazienti li manifestano, ad esempio: eccessiva sonnolenza, capogiri o mal di testa, stanchezza e debolezza, mancanza di energie, alterazione di alcuni organi di senso come gusto e olfatto. Inoltre, possono presentarsi anche disordini psichiatrici, tipo: sbalzi d’umore, depressione, paranoia, confusione, disorientamento, disturbi del sonno, ansia, irrequietezza, il tutto accompagnato da nausea, vomito e costipazione.

Se assunto per lungo tempo e regolarmente può causare assuefazione e dipendenza; oltre a una serie di manifestazioni cutanee e respiratorie.

 

Realizzato in collaborazione con la Sigmund Freud University, Università di Psicologia a Milano

Sigmund Freud University - Milano - LOGORUBRICA: INTRODUZIONE ALLA PSICOLOGIA

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