Il contatto fisico tra neonato e caregiver può lasciare tracce sui geni dei propri figli – Il primo studio condotto sugli esseri umani

Secondo un recente studio il contatto affettuoso tra bambini e caregiver comporterebbe delle conseguenze radicate sull’espressione genica dell’infante

ID Articolo: 150562 - Pubblicato il: 20 dicembre 2017
Il contatto fisico tra neonato e caregiver può lasciare tracce sui geni dei propri figli – Il primo studio condotto sugli esseri umani
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Un nuovo studio della British Columbia University e del Children’s Hospital Research Institute ha dimostrato come la quantità di abbracci e tocchi confortanti tra bambini e caregiver comporti conseguenze radicate sull’espressione genica dell’infante.

 

Lo studio è partito dalla rilevazione di cellule con un profilo molecolare sottosviluppato per l’età anagrafica esaminata, in quei bambini che hanno ricevuto, all’inizio della propria vita, scarsi contatti fisici dai propri caregivers . Tale aspetto potrebbe corrisponderebbe a una sorta di ritardo biologico del soggetto.

Messaggio pubblicitario In passato questo tipo di ricerche erano state condotte sui roditori. In questo studio, il primo del genere ad essere invece condotto su esseri umani, sono stati coinvolti 94 neonati. In particolare i genitori di questi 94 neonati hanno riportato su un diario per cinque settimane il comportamento dei propri figli (ritmi del sonno, nutrizione, etc.) e la durata dei momenti in cui vi era contatto fisico tra bambini e caregiver.

In seguito, al compimento dei quattro anni e mezzo, i ricercatori hanno prelevato il DNA dei bambini, tramite un tampone applicato sul tessuto interno alla guancia.

I ricercatori hanno trovato consistenti differenze di metilazione (una modifica biochimica, in cui alcune parti del cromosoma sono marcate con piccole molecole di idrogeno e carbonio) in cinque diversi siti genici specifici del DNA tra i bambini che hanno ricevuto un alto numero di contatti fisici e quelli che invece ne hanno ricevuti pochi.

L’intenzione dei ricercatori è quella di verificare se l’immaturità biologica registrata nel gruppo dei bambini che hanno ricevuti scarsi contatti fisici all’inizio della propria vita abbia implicazioni sulla loro salute, e in particolare sul loro sviluppo psicologico.

Se future ricerche confermeranno tale risultato, si avrà conferma di quanto fornire un contatto fisico ai neonati, specialmente nei casi di bambini in difficoltà, sia di fondamentale importanza.

 

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Bibliografia

  • Sarah R. Moore, Lisa M. McEwen, Jill Quirt, Alex Morin, Sarah M. Mah, Ronald G. Barr, W. Thomas Boyce, Michael S. Kobor (2017). Epigenetic correlates of neonatal contact in humans. Development and Psychopathology; 29 (05): 1517 DOI: 10.1017/S0954579417001213
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