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Il cuore accusa il colpo dopo un trauma

Lo studio condotto su donne in peri e post menopausa ha dimostrato come l'aver vissuto esperienze di vita traumatiche possa predisporre a problemi cardiaci.

Di Greta Riboli

Pubblicato il 07 Nov. 2017

Aggiornato il 22 Nov. 2017 10:18

I problemi cardiaci sono una tra le prime cause di mortalità (American Heart Association, 2008).
Cosa accade alle donne che hanno subito uno o più traumi? Se quest’ultime sono in menopausa la salute cardiaca è messa ancora più a dura prova.
A parlarne è la Società Nord Americana che si occupa di Menopausa (NAMS) durante l’incontro annuale, tenutosi a Philadelphia (USA) tra l’11 ed il 14 ottobre 2017.

I problemi cardiaci

Non solo cattive abitudini quali fumare, una cattiva alimentazione e lo scarso esercizio fisico possono contribuire all’ insorgere di problemi cardiaci, ma anche i fattori psicosociali possono divenire nemici primari della salute cardiaca.

In particolare, durante la menopausa e nel periodo successivo alla menopausa, i rischi per la salute vascolare aumentano, in seguito ad un naturale deterioramento dell’endotelio, il rivestimento interno del cuore e dei vasi sanguigni.

Le esperienze di vita traumatiche come fattori psicosociali

Secondo il manuale diagnostico dei disturbi mentali, un’esperienza è traumatica quando il soggetto ha sperimentato o assistito ad uno o ad una serie di eventi che hanno minacciato la sua o l’altrui sopravvivenza.
Nel presente studio vengono considerati come fattori psicosociali proprio i traumi vissuti dai soggetti. Nel dettaglio sono stati indagati incidenti automobilistici, disastri naturali, la morte di un figlio, essere vittime di violenze fisiche ed essere vittime di molestie sessuali.

Lo studio

Lo studio è stato condotto su 272 donne in peri e post menopausa. Le altre condizioni necessarie sono riassumibili in un discreto stile di vita, che comprende, ad esempio, il requisito che le donne non fossero fumatrici.

È stato così ipotizzato che un maggior numero di esperienze di vita traumatiche sia connesso ad una funzione endoteliale più scarsa, indipendentemente da altri fattori di rischio per la malattia cardiaca e indipendentemente da storie di abuso infantile.

I risultati ottenuti hanno confermato l’ipotesi dei ricercatori. È infatti emerso che le donne che avevano segnalato un maggior numero di esperienze traumatiche  (almeno tre) hanno riportato una funzione endoteliale più debole, la quale rende i soggetti più vulnerabili a livello cardiaco.

I risultati ottenuti da questo studio confermano pienamente l’importanza cruciale dei fattori psicosociali, in questo caso l’esposizione a più traumi, nell’aumento del rischio di sviluppare malattie cardiovascolari in una popolazione femminile di mezza età.

Per questo motivo, come riportato dal dr. Pinkerton, d’ora in poi risulta fondamentale che gli operatori sanitari, innanzi ad una donna di mezza età, anziché informarsi solamente sulla sua salute fisica, approfondiscano anche la sua storia di vita.

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