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Passivi o aggressivi? Meglio assertivi!

L' assertività consiste nell'essere capaci di dar valore ai propri bisogni ed esprimerli in maniera adeguata rispettando se stessi e gli altri

ID Articolo: 148888 - Pubblicato il: 17 ottobre 2017
Passivi o aggressivi? Meglio assertivi!
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L’ assertività è una caratteristica del comportamento umano che permette alla persona di esprimere le proprie emozioni e punti di vista ed accogliere contemporaneamente le emozioni e il punto di vista dell’altro. Il comportamento assertivo quindi, permette all’individuo di rispettarsi e nello stesso tempo di rispettare l’interlocutore con il quale si relaziona.

 

Mancanza di assertività: essere passivi o aggressivi

Messaggio pubblicitario Spesso, non si è in grado di far rispettare i propri limiti, di mettere i giusti paletti per preservare la propria intimità dal comportamento poco assertivo dell’altro; oppure accade che non si riesca a rispettare i limiti delle persone con le quali ci relazioniamo, senza neanche rendercene conto.

Seguono alcuni esempi di comportamento non assertivo:
– un amico prende in prestito un nostro cd musicale senza dircelo, convinto che la confidenza basti a giustificare un atteggiamento simile;
– una ragazza prende il cellulare del proprio partner o amico senza chiedere il permesso, anche se solo per cercare una notizia su google;
– un ragazzo prende con la sua forchetta la pasta dal piatto del suo amico per assaggiarla;
– siamo in dubbio se uscire o meno nel weekend, e lasciamo che la nostra amica aspetti la nostra risposta anche per un giorno intero;
– una mamma entra in camera della figlia senza bussare, oppure legge di nascosto il suo diario per controllare che stia bene e frequenti le persone giuste.

Questi sono solo alcuni degli eventi che potremmo considerare comuni, e che siamo abituati a minimizzare giustificandoli con la certezza che l’altra persona ci ami e sia pronta quindi ad accettare i nostri abusi di confidenza.

Il comportamento non assertivo può essere di tipo passivo o aggressivo.

Non esistono delle persone completamente aggressive o passive, ma esistono delle tipologie di persone tendenzialmente orientate verso l’una o l’altra modalità comportamentale.
Le due tipologie di comportamento non assertivo in genere sono apprese negli ambienti di crescita della persona, ma corrispondono anche a delle sfaccettature caratteriali insite nella struttura personologica dell’individuo.

Anche l’ambiente in cui la persona si trova può condizionare la messa in atto dell’uno o dell’altro comportamento, a seconda anche dell’interlocutore con il quale ci si relaziona.

Quindi, una stessa persona può assumere un comportamento di tipo passivo di fronte alle richieste di tipo aggressivo del suo datore di lavoro, e una volta tornato a casa riproporre il comportamento aggressivo con il quale è stato trattato nella relazione con la moglie e i figli, nel tentativo di riequilibrare la sua autostima.

Il livello di autostima infatti, sembra essere direttamente proporzionale al livello di assertività che si riesce a mettere in gioco nei confronti degli attori sociali con i quali ci si relaziona. Essere capaci di dar valore ai propri bisogni ed esprimerli in maniera adeguata senza lasciarsi invadere dalle necessità e dalle opinioni dell’altro o senza il bisogno di imporli a tutti i costi, ci permette di percepirci come persone consapevoli e integre, piene di valore e centratura.

Inoltre mettere in atto un comportamento assertivo stimola l’ assertività dell’interlocutore e promuove un feedback relazionale positivo, nutriente per la propria autostima ed utile a migliorare la percezione dell’immagine di sé.

Sembra che entrambi gli atteggiamenti, aggressivo e passivo abbiano un elemento in comune: la paura che il proprio pensiero o bisogno non venga riconosciuto e accolto, che la propria persona non venga accettata e valorizzata.

I comportamenti che si mettono in atto sono però diversi, ma entrambi compensatori: la persona aggressiva si mostra ostinata e giudicante, mentre la persona passiva appare compiacente e dipendente dal giudizio altrui.

Come si può acquisire la capacità di essere assertivi nelle relazioni quotidiane?

Messaggio pubblicitario Il primo passo verso l’ assertività consiste sicuramente nell’accogliere, autorizzare e convalidare la paura di non essere accettati.
Ogni emozione, positiva o negativa che sia, ha in se stessa un significato da accettare e comprendere. Considerare questa paura come una nemica da distruggere non può far altro che sortire l’effetto opposto: essa verrà vissuta in maniera amplificata e costringerà la persona a mettere in atto dei comportamenti compensatori, aggressivi o passivi.

L’accettazione delle emozioni spiacevoli e la condivisione delle stesse può facilitare la loro gestione da parte della persona che le prova e favorire la centratura necessaria per mettere in atto un comportamento equilibrato e assertivo. L’ assertività è il segreto che sta dietro alla costruzione e al mantenimento di relazioni sociali sane e costruttive.

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  • A tu per tu con la paura, Krishnananda, Amana, Giangiacomo Feltrinelli Editore
  • Manuale di assertività. Teoria e pratica delle abilità relazionali: alla scoperta di sé e degli altri, Roberto Anchisi, Mia Gambotto Dessy, Franco Angeli
  • Assertività e training assertivo, Bonenti Delfo, Meneghelli Anna, Franco Angeli
  • Manuale di comunicazione assertiva, Domenico Di Lauro, Xenia Edizioni
  • Essere assertivi. Come imparare a farsi rispettare senza prevaricare gli altri, Robert E. Alberti, Michael L. Emmons, Il Sole 24 ORE
    Assertività ed Emozioni, Franco Nanetti, Edizioni Pendagron
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