Gravità dei disturbi di personalità e funzionamento metacognitivo e interpersonale – Riccione, 2017

Pazienti con più alta co-occorenza di tratti di personalità su cluster diversi, avrebbero maggiori difficoltà nel comprendere la mente e le emozioni altrui

ID Articolo: 146103 - Pubblicato il: 25 maggio 2017
Gravità dei disturbi di personalità e funzionamento metacognitivo e interpersonale – Riccione, 2017
Messaggio pubblicitario SFU Magistrale
Condividi

Gravità dei disturbi di personalità e funzionamento metacognitivo e interpersonale

Biagiolini M., Cataldi S., Fabbri C., Miraglia Raineri A., Guerra R., Taddei S., La Mela C.

 

Il presente lavoro nasce con l’obiettivo di indagare la relazione fra gravità dei disturbi di personalità (DP) e funzionamento metacognitivo e interpersonale.

La gravità dei disturbi di personalità è stata concettualizzata da alcuni autori secondo un criterio quantitativo, ovvero in base al numero di tratti presenti (Dimaggio et al. 2013 ; Yang et al 2010), mentre da altri autori è stata definita in relazione alla co-occorrenza di tratti di personalità appartenenti a cluster diversi (Tyrer,2005).

Poiché, in letteratura, non vi sono chiare evidenze circa il rapporto tra gravità del disturbo di personalità (intesa come co-occorenza di tratti) e funzionamento metacognitivo, così come non è ancora stato messo in luce il rapporto esistente tra co-occorenza di tratti appartenenti a cluster diversi e funzionamento metacognitivo ed interpersonale, l’obiettivo della nostra ricerca è indagare la relazione tra gravità del disturbo di personalità definita dalla co-occorrenza di tratti appartenenti a cluster diversi e il funzionamento metacognitivo ed interpersonale.

Messaggio pubblicitario La variabile gravità è stata operativizzata considerando il grado di co-occorrenza di tratti afferenti a cluster diversi. Il grado di co-occorrenza è stato distinto in tre livelli: “assente” quando erano presenti tratti afferenti ad un solo cluster; “moderata” quando erano presenti tratti afferenti a due cluster e “alta” quando erano presenti tratti afferenti a tre cluster.

Lo studio è stato condotto su un gruppo di 32 soggetti, afferenti al Centro Clinico della Scuola Cognitiva di Firenze (SCF), affetti da Disturbo di Personalità ai quali è stata somministrata una batteria di strumenti per la valutazione dei disturbi di personalità, del funzionamento metacognitivo ed interpersonale.

Dai risultati del presente lavoro emerge che i pazienti che presentano una più alta co-occorenza di tratti di personalità su cluster diversi, hanno un peggior funzionamento metacognitivo nella comprensione della mente altrui, presentando una maggiore difficoltà ad identificare le emozioni e i pensieri dell’altro. Questo studio esplorativo ha evidenziato, inoltre, un trend della relazione tra alto grado di co-occorrenza e peggior funzionamento interpersonale, pur non riportando con quest’ultimo, una relazione statisticamente significativa.

Da questo studio pilota emerge l’importanza di approfondire e valutare se il grado di co-occorrenza possa essere considerato un indicatore di gravità dei disturbi di personalità: esso potrebbe rappresentare un importante fattore prognostico per quanto riguarda la risposta al trattamento e il tasso di drop-out e permettere dunque al clinico, di elaborare piani di trattamento maggiormente specifici e adeguati, tenendo in considerazione il possibile scadimento delle funzioni meta cognitive e del funzionamento interpersonale all’aumentare della gravità del disturbo di personalità.

VOTA L'ARTICOLO
(voti: 4, media: 3,50 su 5)

Consigliato dalla redazione

Prolonged grief disoder e attaccamento in caregiver di pazienti affetti da demenza

Prolonged grief disorder, stili di attaccamento e burden in caregiver di pazienti affetti da demenza - Riccione, 2017

Lo studio valuta l’incidenza di Prolonged Grief Disorder (PGD) all’interno di un campione di caregivers di familiari con malattia di Alzheimer
State of Mind © 2011-2020 Riproduzione riservata.
Condividi
Messaggio pubblicitario