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Social network, qualità della vita e rischio di mortalità

Soggetti che instaurano più legami sociali tendono a vivere meglio e più a lungo, secondo un recente studio questo è vero anche per chi usa i Social Network

ID Articolo: 143127 - Pubblicato il: 06 febbraio 2017
Social network, qualità della vita e rischio di mortalità
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I soggetti che hanno più amici e più legami sociali tendono a vivere più a lungo, questo sarà vero anche per chi fa un largo uso dei Social Network?

 

I soggetti, che hanno più amici e più legami sociali nell’ambito della comunità in cui risiedono, tendono a vivere più a lungo. Ricerche compiute a tal proposito hanno spiegato questa correlazione, asserendo che un maggiore supporto sociale, unito ad un coinvolgimento diretto nella comunità di appartenenza, ha degli effetti positivi sullo stato di salute individuale. Attualmente, molte persone coltivano le loro amicizie attraverso i social network. Frequentemente, i contatti sociali che avvengono attraverso i social network sono seguiti da occasioni nelle quali le persone si incontrano realmente ed instaurano fra loro delle vere e proprie amicizie. Ciò determina un miglioramento della qualità della vita e una diminuzione del rischio di mortalità. Se, però, i social network sono usati in maniera passiva, come se si guardasse la televisione, e questo non determina un incremento delle amicizie reali, i riverberi sulla salute dell’individuo sono negativi.

Keywords: social network, interazioni sociali, amicizie, rischio di mortalità.

 

Legami sociali e impatto sulla salute

I soggetti che hanno più amici e più legami sociali nell’ambito della comunità in cui risiedono, tendono a vivere più a lungo.

Ricerche compiute a tal proposito hanno spiegato questa correlazione, asserendo che un maggiore supporto sociale, unito ad un coinvolgimento diretto nella comunità di appartenenza, ha degli effetti positivi sullo stato di salute individuale (Holt-Lunstad, Smith e Layton, 2010): infatti, aumenta le difese immunitarie (Cohen, Doyle, Skoner, Rabin e Gwaltney, 1997) e riduce la frequenza delle infiammazioni (Loucks, Berkman, Gruenewald e Seeman, 2006).

Solitamente accade che le persone, che sono più integrate a livello sociale, abbiano uno stile di vita più salutare, con abitudini virtuose nel campo della salute. Le ricerche svolte fino ad ora, finalizzate a indagare gli aspetti sopra delineati, hanno studiato gli effetti delle interazioni sociali che avvengono di persona nel contesto di vita quotidiana.

 

Gli effetti dei Social Network sul benessere delle persone

In realtà, attualmente, molte persone coltivano le loro amicizie attraverso i social network.

Messaggio pubblicitario Frequentemente, i contatti sociali che avvengono attraverso i social network sono seguiti da occasioni nelle quali le persone si incontrano realmente ed instaurano fra loro delle vere e proprie amicizie (Rainie e Wellman, 2012). Ciò determina un miglioramento della qualità della vita e una diminuzione del rischio di mortalità.

Se, però, i social network sono usati in maniera passiva, come se si guardasse la televisione, e questo non determina un incremento delle amicizie reali, i riverberi sulla salute dell’individuo sono negativi. A stabilire questo è stato uno studio statunitense, compiuto da ricercatori di varie università (Università della California, Northeastern University di Boston, Università di Harvard e Università di Yale) in collaborazione con il social network Facebook (Hobbs, Burke, Christakis, Fowler, 2016).

 

Gli effetti di Facebook sulla salute

Per giudicare gli effetti sulla salute delle interazioni sociali, che avvengono attraverso i social network, si è seguita l’attività su Facebook di dodici milioni di persone per sei mesi.

Fra di esse, è stato formato un gruppo sperimentale che è stato comparato con un gruppo di controllo, tratto dalla popolazione su larga scala, costituito da persone con le stesse caratteristiche del gruppo sperimentale, che non avevano interazioni sociali tramite Facebook.

È stato fatto, successivamente, un follow-up a distanza di due anni per stabilire se ci fosse stato un decremento della mortalità nel gruppo sperimentale rispetto al gruppo di controllo. Nel gruppo di individui che utilizzava il social network Facebook si è trovata una diminuzione di mortalità, relativa, per esempio, al diabete, alle infezioni, all’infarto e alle malattie cardiovascolari.

In conclusione, la ricerca ha stabilito che le interazioni sociali che avvengono anche attraverso i social network riducono il rischio di mortalità.

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Bibliografia

  • Hobbs, W., R., Burke, M., Christakis, N., A., Fowler, J., H. (2016). Online social integration is associated with reduced mortality risk. PNAS, 113: 46, 12980 – 12984. DOI: 10.1073/pnas.1605554113.
  • Holt-Lunstad, J., Smith, T., B., Layton, J., B. (2010). Social relationships and mortality risk: A meta-analytic review. PLoS Med 7(7):e1000316.
  • Cohen, S., Doyle, W.,J., Skoner, D., P., Rabin, B., S., Gwaltney, J., M. (1997). Social ties and susceptibility to the common cold. JAMA 277(24):1940–1944.
  • Loucks, E., B., Berkman, L., F., Gruenewald, T., L., Seeman, T., E. (2006). Relation of social integration to inflammatory marker concentrations in men and women 70 to 79 years. Am J Cardiol 97(7):1010–1016.
  • Rainie, H., Wellman, B. (2012). Networked: The New Social Operating System. Cambridge (MA): MIT Press.
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