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L’insonnia e le alterazioni cerebrali ad essa associate

Aree specifiche del cervello, tra cui quelle coinvolte nella consapevolezza di sé e nel rimuginio, mostrano un'attività alterata nei pazienti con insonnia

ID Articolo: 140867 - Pubblicato il: 10 novembre 2016
L’insonnia e le alterazioni cerebrali ad essa associate
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Secondo un nuovo studio condotto dai ricercatori della Università di Pittsburg School of Medicine, vi sono alcune regioni specifiche del cervello, tra le quali si citano quelle coinvolte nella consapevolezza di sé e la tendenza a rimuginare, che mostrano una attività alterata nei pazienti che soffrono di insonnia.

Mariagrazia Zaccaria

 

Insonnia e alterazione cerebrali: lo studio del prof. Buysse

Daniel Buysse, professore di psichiatria e di scienze cliniche, guida il gruppo di ricerca per quello che è il più grande studio sull’insonnia. Il professore ha individuato le differenze di attività cerebrali che vi sono tra gli stati di sonno e gli stati di veglia in pazienti con diagnosi di insonnia.

Buysse, afferma che:

Mentre i pazienti che soffrono di insonnia spesso vedono i loro sintomi banalizzati da amici, familiari e a volte dai medici stessi, i risultati di questo studio aggiungono una nuova visione sull’insonnia, poiché trattata come una condizione neurobiologica

Lo studio mostra anche che l’attività cerebrale durante il sonno è più sfumata di quanto si pensasse.

Messaggio pubblicitario I risultati di questo studio possono aiutare a migliorare gli attuali trattamenti che si utilizzano per curare l’insonnia, come la stimolazione magnetica transcranica, e aumentare la comprensione del perché alcuni trattamenti, come la meditazione, in alcuni pazienti è più efficace.

I ricercatori hanno utilizzato scansioni di tomografia ad emissione di positroni (PET), durante le quali ai partecipanti è stato iniettato un tracciante, ovvero una soluzione di molecole di glucosio. Le regioni cerebrali con maggiore attività sono metabolicamente più attive ed evidenti sulle scansioni PET.

I dati delle scansioni hanno rivelato delle differenze di attività relative a regioni specifiche del cervello tra gli stati di sonno e veglia nei pazienti con insonnia. Le differenze possono essere attribuite ad una diminuita attività durante la veglia o all’intensificarsi delle attività di tale regioni durante il sonno.

 

Conclusioni

Secondo gli autori dello studio, alcune disfunzioni in determinate regioni del cervello possono essere correlate a specifici sintomi in pazienti con insonnia, tra cui disturbi di consapevolezza di sé e disturbi dell’umore, deficit della memoria e la ruminazione.

 

 

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