Giudizio morale e autismo: come gli autistici valutano i casi morali

Gli autistici sembrano manifestare delle differenze nell'esprimere i giudizi morali rispetto a chi non è affetto da autismo. 

ID Articolo: 140668 - Pubblicato il: 24 ottobre 2016
Giudizio morale e autismo: come gli autistici valutano i casi morali
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Sembrerebbe che gli individui con autismo incontrino delle difficoltà nell’integrare l’informazione relativa agli stati mentali (ad es. le intenzioni) nel processo di valutazione morale. L’informazione a cui, invece, si appoggerebbero sarebbe quella relativa alle conseguenze prodotte dall’azione di chi è sotto giudizio e quella relativa alla reazione emotiva della vittima (ad esempio, se quest’ultima piange o meno).

 

 

Autismo e moralità

Sull’autismo sappiamo ormai molto, anche se non a sufficienza. Il disturbo è ben noto anche al pubblico generale. Sappiamo che si tratta di un disturbo del neurosviluppo, caratterizzato da un’incapacità di relazionarsi con gli altri, dovuta, in parte, a problemi nella comunicazione e nella comprensione di cosa possa passare nella mente altrui. Film come l’Uomo della pioggia, con l’ottimo Dustin Hoffman, hanno aiutato ad aumentare la consapevolezza su questo problema.

Nella vita sociale di tutti, gioca un ruolo importante riuscire a interpretare in maniera appropriata il comportamento altrui. Ad esempio, è cruciale riuscire a spiegare il comportamento attribuendo a chi agisce credenze, opinioni, preferenze, rappresentazioni sul mondo e così via. Quest’abilità si rivela utile e necessaria anche nel momento in cui ci troviamo impegnati nel giudizio sulla moralità di un’azione o di un individuo.

Messaggio pubblicitario Due ricercatori afferenti al Dipartimento di Psicologia e Scienze Cognitive dell’Università di Trento (Francesco Margoni e Luca Surian), si sono chiesti se e in che modo gli individui con autismo integrino l’informazione relativa agli stati mentali altrui nel loro giudizio morale. Ne è nato un articolo di opinione per la rivista open access Frontiers in Psychology, dal titolo “Mental state understanding and moral judgment in children with Autistic Spectrum Disorder.”

 

Come gli autistici giudicano i casi morali semplici e complessi

Dalla letteratura scientifica passata in rassegna, sembrerebbe emergere un quadro chiaro, anche se in futuro saranno necessarie ulteriori e specifiche indagini empiriche per consolidare il quadro emerso. Sembrerebbe che gli individui con autismo incontrino delle difficoltà nell’integrare l’informazione relativa agli stati mentali (ad es. le intenzioni) nel processo di valutazione morale. L’informazione a cui, invece, si appoggerebbero sarebbe quella relativa alle conseguenze prodotte dall’azione di chi è sotto giudizio e quella relativa alla reazione emotiva della vittima (ad esempio, se quest’ultima piange o meno). Pertanto, fattori extra-morali influirebbero sul giudizio morale degli individui con autismo con maggiore peso rispetto a fattori come l’intenzione, generalmente centrali nella valutazione propria degli individui con sviluppo tipico.

Quando l’individuo con autismo deve valutare, per fare un esempio, un caso morale più semplice, come il caso di qualcuno che picchia la moglie avendone avuto l’intenzione, allora egli giungerà allo stesso verdetto di un individuo con sviluppo tipico. Entrambi condanneranno il marito violento. Tuttavia, l’individuo con sviluppo tipico condannerà l’atto ma anche l’intenzione, mentre l’individuo con autismo sarà portato a condannare per lo più le conseguenze.

Messaggio pubblicitario Diversamente, in casi più complessi, dove, ad esempio, il marito avesse provocato accidentalmente un danno alla moglie, il giudizio dell’individuo con autismo si discosterebbe da quello di un individuo con sviluppo tipico. Infatti, in questo caso, il giudizio morale dell’individuo con autismo sarebbe più severo rispetto a quello dell’individuo con sviluppo tipico, proprio perché basato su un esame delle conseguenze e non delle intenzioni.

In conclusione, diversi lavori scientifici stanno confermando l’ipotesi che vi siano differenze importanti nel giudizio morale degli individui con autismo. Queste differenze potranno e dovranno essere prese in considerazione nel trattamento e nella cura di questo disturbo, a cui, per fortuna, è posta sempre maggiore attenzione da parte dei clinici e della popolazione generale.

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