La musicoterapia tra le cure palliative per i malati terminali

La musicoterapia produce emozioni e contribuisce a ridurre l'ansia e ad aumentare il benessere di pazienti terminali e delle loro famiglie. 

ID Articolo: 121470 - Pubblicato il: 21 giugno 2016
La musicoterapia tra le cure palliative per i malati terminali
Messaggio pubblicitario SFU 2020
Condividi

Nel mondo intero, da diversi anni, all’interno di programmi di cure palliative vengono applicate alcune forme di terapia complementari, tra cui la Musicoterapia. Partendo dal presupposto che la musica è un mezzo di comunicazione che produce emozioni ed assume un significato ancora più profondo nei periodi di dolore e di lutto, il suo utilizzo a scopo terapeutico è stato ampiamente riconosciuto a livello internazionale.

 

Le cure palliative per i malati terminali

La malattia, il dolore, la sofferenza e la morte sono i momenti più critici dell’esistenza di ogni individuo.
Una malattia in stadio avanzato che non risponde più alle terapie provoca reazioni molto varie, complicate dal fatto che la situazione è in continua evoluzione, mentre la vita diventa sempre più incerta e precaria. La persona si trova destabilizzata; emozioni come rabbia, paura, senso di colpa, ansia, depressione, sono reazioni naturali di fronte a tale condizione, davanti all’evoluzione della malattia e ai trattamenti. Tali preoccupazioni coinvolgono non solo il paziente ma anche i familiari.

Le cure palliative intervengono proprio a favore di queste persone per affrontare la sofferenza in tutti i suoi aspetti e guardando alla persona nella sua totalità. E’ importante pensare che c’è sempre molto da fare per sostenere un malato terminale; la persona è importante fino alla fine e deve essere accompagnata verso la morte nel migliore dei modi, provando a lenire al massimo la sua sofferenza e continuare a dare senso e dignità alla sua vita.

Lo Stato italiano ha sancito il diritto di accesso alle Cure palliative attraverso la Legge del 2010 n. 38 “Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore”. La legge definisce le Cure Palliative come

l’insieme degli interventi terapeutici, diagnostici e assistenziali, rivolti sia alla persona malata sia al suo nucleo familiare, finalizzati alla cura attiva e totale dei pazienti la cui malattia di base, caratterizzata da un’inarrestabile evoluzione e da una prognosi infausta, non risponde più a trattamenti specifici.

Secondo L’European Association for Palliative Care (EAPC) le cure palliative

rispettano la vita e considerano il morire un processo naturale. Il loro scopo non è quello di accelerare o posticipare la morte, ma quello di preservare la migliore qualità della vita possibile fino alla fine.

 

La musicoterapia come terapia complementare

Nel mondo intero, da diversi anni, all’interno di programmi di cure palliative vengono applicate alcune forme di terapia complementari, tra cui la Musicoterapia.

Partendo dal presupposto che la musica è un mezzo di comunicazione che produce emozioni ed assume un significato ancora più profondo nei periodi di dolore e di lutto, il suo utilizzo a scopo terapeutico è stato ampiamente riconosciuto a livello internazionale. Il neurologo Oliver Sacks in un suo libro scrive infatti che

il potere della musica di integrare e curare… è un elemento essenziale. (è) il più completo farmaco non chimico
(Sacks O., 2014).

La musicoterapia quindi è riconosciuta come uno strumento valido per affrontare i molteplici sintomi e risultati della malattia e migliorare il benessere del paziente. Nelle cure palliative questa terapia aiuta ad attenuare la sofferenza e ad affrontare le problematiche ed i bisogni del malato e dei caregivers.

L’American Music Therapy Association definisce la musicoterapia come

l’uso clinico e la prova basata di interventi di musica per raggiungere gli obiettivi individualizzati all’interno di una relazione terapeutica da un professionista certificato che ha completato un programma di musicoterapia approvato
(American Music Therapy Association, 2011).

Il suono e la musica sono impiegati in tutti i loro aspetti (percettivi, motori, emotivi, mentali, sociali ed estetici) per rispondere al disagio e alla sofferenza collegati a patologie fisiche e/o psichiche, per facilitare l’ascolto, la comunicazione e per valorizzare le abilità e lo stile espressivo di ogni individuo.

 

La musicoterapia riduce l’ansia nei malati terminali

Messaggio pubblicitario Diversi studi hanno messo in evidenza l’utilizzo della musicoterapia nell’ambito delle cure palliative con pazienti terminali e con i loro familiari.
L’ansia è un sintomo comune per i pazienti con diagnosi di malattia terminale, indipendentemente dal fatto che il paziente ha una predisposizione all’ansia o meno. L’ansia e la depressione sono risultate essere i più frequenti problemi psicologici nelle cure palliative (Radbruch L. et al., 2003).
Interessante è uno studio del 2009 che ha riportato una diminuzione dei livelli di cortisolo salivare di nove partecipanti dopo una sessione di musicoterapia. Anche se la fatica è rimasta invariata, l’ansia e la depressione sono diminuite mentre il punteggio per l’eccitazione tendeva ad aumentare. Così è stato indicato che la terapia musicale in un Hospice riduce il livello di stress dei pazienti e, quindi, svolge un ruolo positivo nel miglioramento della qualità di vita dei pazienti (Nakayama H. et al., 2009).

Ci sono diverse prove a sostegno del fatto che la musicoterapia gestisce l’ansia dei pazienti in terapia palliativa. Nell’articolo di Horne-Thompson e Grocke del 2008 vengono riportati tre studi che hanno dimostrato alcuni effetti positivi della musicoterapia sui pazienti terminali. Krout ha misurato l’efficacia della musicoterapia per migliorare il controllo del dolore, il benessere fisico e il rilassamento. Lo studio ha coinvolto un singolo intervento di musicoterapia su ottanta soggetti. I risultati sono stati significativi e lo studio ha rilevato che il controllo del dolore, il benessere fisico e il rilassamento sono effettivamente aumentati con una sessione di musicoterapia, sia auto-riferiti dal partecipante (p< 0.005) che riportati da un osservatore indipendente (p<0.001).

Un altro studio, condotto da Calovini con 11 malati terminali, ha esaminato i livelli di ansia di stato (definita da Lazarus come una sgradevole eccitazione emotiva di fronte alle richieste che minacciano o a pericoli) all’interno di una sessione di musicoterapia. E’ stato somministrato un questionario prima e dopo la misurazione della pressione arteriosa, della frequenza cardiaca e della temperatura. Le misure fisiologiche sono state prese ogni 15 minuti durante l’intervento di musicoterapia. Lo studio ha trovato che l’ansia di stato non era influenzata significativamente da una sessione di musicoterapia. Tuttavia, la pressione arteriosa sistolica e la frequenza cardiaca sono diminuite, e la temperatura dei pazienti è aumentata, indicando quindi che c’è una tendenza verso la riduzione dell’ansia.

L’effetto della musicoterapia sulla riduzione del dolore, comfort fisico, relax e soddisfazione è stato esaminato anche da Curtis. Nove malati terminali hanno partecipato allo studio e sono state utilizzate tre condizioni sperimentali: (A) niente musica, (B) il suono di sottofondo, (C) la musica. Sebbene non siano stati raggiunti risultati significativi, le risposte individuali hanno dimostrato che la condizione di un suono di sottofondo sembrava avere un effetto negativo, mentre l’intervento musicale un effetto positivo. Partendo da questi studi Horne-Thompson e Grocke nel 2008 hanno condotto uno studio per valutare gli effetti della musicoterapia sull’ansia. I risultati hanno dimostrato una riduzione significativa dell’ansia nel gruppo sperimentale e analisi successive hanno trovato una significativa riduzione di altre misure in particolare il dolore, la stanchezza e la sonnolenza (Horne-Thompson A. & Grocke D., 2008).

Gutgsell nel 2013 ha condotto uno studio per determinare l’efficacia di una singola sessione di musicoterapia per ridurre il dolore nei pazienti in cure palliative. Ai due campioni dello studio, sperimentale e di controllo, sono state somministrate tre scale di valutazione: la NRS (Numeric Rating Scale), la FLACC (Face, Legs, Activity, Cry, Consolability Scale) e la FPS (Functional Pain Scale) sia prima che dopo l’intervento di musicoterapia. Il ricercatore, un musicoterapista professionale, ha sottoposto i pazienti ad un intervento musicale singolo di 20 minuti diretto ad abbassare il dolore. E’ stata osservata una riduzione significativamente maggiore nei punteggi del dolore nel gruppo di musicoterapia e, nella FPS, c’è stato un calo significativo nel punteggio del dolore funzionale nel gruppo di musicoterapia. Nonostante i diversi bias dello studio, i risultati di questa ricerca sembrano indicare che un intervento singolo di musicoterapia abbassa il dolore nei pazienti ospedalizzati in cure palliative (Gutgsell K.J. et al., 2013).

In uno studio del 2015 Warth e colleghi hanno assegnato casualmente 84 pazienti ricoverati in Hospice ad un trattamento di musicoterapia o ad un trattamento di controllo. L’intervento di musicoterapia consisteva in due sessioni di esercizi di musica dal vivo basati sul rilassamento; i pazienti del gruppo di controllo hanno ascoltato un esercizio di rilassamento verbale. Le analisi statistiche hanno rilevato che la terapia musicale è stata più efficace nel promuovere il rilassamento (F = 13,7; p <0.001) e il benessere (F = 6.41; p = 0.01) rispetto al trattamento di controllo. Questo effetto è stato sostenuto da un significativo aumento di oscillazioni ad alta frequenza del battito cardiaco (F = 8.13; p = 0,01). La musicoterapia non ha ridotto significativamente il dolore (F = 0.4; p = 0.53), ma ha portato ad una riduzione significativamente maggiore nel punteggio di fatica sulla scala della qualità di vita (F = 4,74; p = 0.03). Quindi gli autori hanno dimostrato che

la musicoterapia è un trattamento efficace, con un basso tasso di abbandono, per la promozione di relax e benessere in malati terminali sottoposti a cure palliative
(Warth M. et al., 2015).

Inoltre nel 2015 Burns e colleghi hanno dimostrato che i pazienti che hanno ricevuto la musicoterapia sono stati più propensi a parlare di argomenti spirituali (P = 0.01) e avevano marginalmente meno problemi di respirazione (P = 0,06) (Burns D. S. et al., 2015).

 

Gli effetti benefici della musicoterapia anche nei familiari dei malati terminali

La musicoterapia promuove il benessere non solo al paziente ma anche ai familiari coinvolti nell’assistenza. Una revisione del 2009 sottolinea infatti la significatività e l’importante ruolo di questa terapia per i familiari e il personale (O’Callaghan C., 2009). La musica sembra giocare un ruolo vitale nell’aiutare il familiare in quanto permette di rilassarsi durante i periodi psicologicamente difficili e può servire ad affrontare il dolore ed elaborare con il tempo il lutto.

 

Conclusioni

Messaggio pubblicitario La musicoterapia è quindi oggetto d’interesse da molti anni e usata con successo come parte dei programmi di cure palliative per i pazienti gravemente malati. Tuttavia, nonostante l’abbondante ricerca in merito, vi è carenza di letteratura di ricerca empirica, soprattutto per quanto riguarda l’efficacia della musicoterapia sul lungo termine.

Hilliard nel 2005 ha riferito che

anche se gli studi empirici in questo ambito stanno cominciando ad emergere, rimane una grave mancanza di studi controllati con campioni di grandi dimensioni che consentano una generalizzazione; vi è la necessità di studi con livelli elevati di controllo e con la randomizzazione dei soggetti
(Hillard R.E., 2005).

Più recentemente anche Korczak e Warth hanno sostenuto che gli studi sulla musicoterapia nelle cure palliative sono di bassa qualità e il rischio di bias è molto elevato; la maggior parte degli studi hanno infatti piccoli campioni e spesso la randomizzazione non è chiara. Pertanto gli autori suggeriscono la necessità di ulteriori studi di alta qualità (Korczak D. et al., 2013; Warth M. et al., 2014).

Sulla base di questi risultati sarebbe opportuno ampliare la ricerca in questo ambito, effettuando studi che siano il più possibile riproducibili e con meno errori; l’obiettivo è poter offrire una terapia efficace e fornire i migliori interventi clinici per soddisfare al meglio le esigenze dei pazienti e delle loro famiglie in questo difficile momento della vita.

VOTA L'ARTICOLO
(voti: 8, media: 4,63 su 5)

Consigliato dalla redazione

La musica triste solleva l'umore. Ma è davvero così?

La musica genera emozioni e ad essa viene attribuito un pensiero con la conseguente emozione. Che pensiero c’è dietro la scelta di ascoltare brani tristi?

Bibliografia

  • American Music Therapy Association. Definition of music therapy. 2011. Available from http://www.musictherapy.org. Accessed September 16, 2011.
  • Burns, D. S., Perkins, S. M., Tong, Y., Hilliard, R. E., & Cripe, L. D. (2015). Music therapy is associated with family perception of more spiritual support and decreased breathing problems in cancer patients receiving hospice care. Journal of pain and symptom management, 50(2), 225-231.
  • Gutgsell, K. J., Schluchter, M., Margevicius, S., DeGolia, P. A., McLaughlin, B., Harris, M., … & Wiencek, C. (2013). Music therapy reduces pain in palliative care patients: a randomized controlled trial. Journal of Pain and Symptom Management, 45(5), 822-831.
  • Hilliard, R. E. (2005). Music therapy in hospice and palliative care: a review of the empirical data. Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine, 2(2), 173-178.
  • Horne-Thompson, A., & Grocke, D. (2008). The effect of music therapy on anxiety in patients who are terminally ill. Journal of palliative medicine, 11(4), 582-590.
  • Korczak, D., Wastian, M., & Schneider, M. (2013). Music therapy in palliative setting. GMS health technology assessment, 9.
  • Nakayama, H., Kikuta, F., & Takeda, H. (2009). A pilot study on effectiveness of music therapy in hospice in Japan. Journal of music therapy, 46(2), 160-172.
  • O’Callaghan, C. (2009). Objectivist and constructivist music therapy research in oncology and palliative care: an overview and reflection. Music and Medicine, 1(1), 41-60.
  • Radbruch, L., Nauck, F., Ostgathe, C., Elsner, F., Bausewein, C., Fuchs, M., … & Schulenberg, D. (2003). What are the problems in palliative care? Results from a representative survey. Supportive care in cancer, 11(7), 442-451.
  • Sacks, O. (2014). Musicofilia (Vol. 377). Adelphi.
  • Warth, M., Kessler, J., Koenig, J., Wormit, A. F., Hillecke, T. K., & Bardenheuer, H. J. (2014). Music therapy to promote psychological and physiological relaxation in palliative care patients: protocol of a randomized controlled trial. BMC palliative care, 13(1), 1.
  • Warth, M., Keßler, J., Hillecke, T. K., & Bardenheuer, H. J. (2015). Music Therapy in Palliative Care: A Randomized Controlled Trial to Evaluate Effects on Relaxation. Deutsches Ärzteblatt International, 112(46), 788.
State of Mind © 2011-2021 Riproduzione riservata.
Condividi
Messaggio pubblicitario

Si parla di

Messaggio pubblicitario

Argomenti

Scritto da

Categorie

Messaggio pubblicitario