Tumore al seno: come reagisce la coppia alla diagnosi

Il tumore al seno può determinare sofferenza nei partner e creare un disequilibrio nei modelli comunicativi, nella vita intima e sessuale della coppia.

ID Articolo: 121558 - Pubblicato il: 24 maggio 2016
Tumore al seno: come reagisce la coppia alla diagnosi
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Quando si verifica un evento critico come un tumore al seno, la relazione di coppia viene colpita in maniera marcata e profonda, minacciando la vita a due. La malattia crea una condizione di disagio, di difficoltà che mette a dura prova il legame affettivo tra i partner, si stabilisce quella situazione che, viene definita marital distress

 

La malattia è il lato notturno della vita,
una cittadinanza più onerosa.
Tutti quelli che nascono
hanno una doppia cittadinanza,
nel regno dello star bene
e in quello dello star male.
Preferiremmo tutti servirci soltanto
del passaporto buono,
ma prima o poi ognuno viene costretto,
almeno per un certo periodo,
a riconoscersi cittadino di quell’altro paese.

(Susan Sontag, La malattia come metafora)

 

Quando si verifica un evento critico come un tumore al seno, che irrompe all’improvviso e in modo non prevedibile e non pianificabile, porta un senso di impotenza ed inadeguatezza per i partner che vedono improvvisamente stravolgere la propria esistenza. La relazione di coppia, senza dubbio, viene colpita in maniera marcata e profonda, minacciando la vita a due. La malattia crea una condizione di disagio, di difficoltà che mette a dura prova il legame affettivo tra i partner, si stabilisce quella situazione che, viene definita marital distress.

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Bressi e Razzoli (2003), mettono in evidenza come il tumore al seno (e la malattia in generale) metta a repentaglio la relazione in ogni suo aspetto, dal momento, che far fronte alla malattia comporta necessariamente una diversa gestione del quotidiano, un diverso approccio alla comunicazione e al modo di vivere l’intimità. La malattia oncologica può determinare non solo sofferenza nei partner, ma creare un disequilibrio nel sistema familiare, a livello dei ruoli e delle posizioni occupate dai coniugi, nei modelli comunicativi, nella vita intima e sessuale della coppia. Può far emergere problemi irrisolti, difficoltà sopite nel menage quotidiano, mai effettivamente affrontate, come ad esempio bisogni, aspettative, desideri, esigenze mai espresse, ma desiderati e uno scarso impegno nella relazione che, con la malattia, non può essere più disatteso (Ben-Zur, Gilbar e Lev, 2001, Charvoz, Favez, Notari, Panes-Ruedin, e Delaloye, 2016).

In generale però sembra che la malattia, come il cancro, difficilmente possa condurre alla separazione di coppia. Giese-Davis e al. (2000), hanno osservato che si separano soltanto il 17% delle pazienti sopravvissute al tumore al seno. Per alcune coppie, il fatto di aver affrontato e superato una malattia così grave può addirittura determinare una vera e propria crescita post-traumatica, come evidenzia in una sua ricerca Weiss (2004), caratterizzata da un aumento dell’intimità tra i partner, Ganz, et al. 2004).

La partecipazione empatica e scrupolosa del partner sano ai bisogni della paziente rappresenta una modalità funzionale a mantenere la complicità nella coppia, messa a dura prova nell’affrontare quotidianamente le sfide del cancro.

 

Tumore al seno: la reazione delle donne e dei loro partner

Molte donne riportano un atteggiamento di sollecitudine e di protezione nei confronti del partner, cercando di proteggere i propri familiari dal dolore, e fingendo che tutto vada bene. Altre volte la donna con tumore al seno si isola per paura che i figli piccoli si traumatizzino vedendo le cicatrici o scoprendo la parrucca, questo spinge la donna a rifiutare qualsiasi contatto corporeo evitando la vicinanza, i giochi insieme e le coccole (Holmberg et al. 2001). Altre donne ancora possono manifestare dipendenza esagerata dal partner con sentimenti ripetuti di disgusto per il proprio corpo, paura della ricorrenza. Il partner in tale situazione si sentirà frustrato, potrà percepire la sua partner come inconsolabile. Le donne più forti invece, tentano di riprendere un senso di indipendenza per ricercare la normalità quotidiana, assumendosi responsabilità familiari. Altre ancora manifestano comportamenti direttivi e controllanti nell’eseguire certi compiti, anche questi atteggiamenti rimandano alla loro autonomia.

Messaggio pubblicitario I partner di donne con tumore al seno invece possono mostrare tratti di personalità orientati alla gestione delle soluzioni, alla rabbia incontrollata, alla scarsa priorità della coniuge. Spesso ci si appella a miti come l’iperprotezione della paziente censurando ogni notizia sulla malattia e il suo decorso, fino a rimuovere del tutto e magari non chiedendo più come si senta, di cosa abbia paura o di cosa abbia bisogno. Spesso, un modello interattivo che si osserva nelle coppie è quello in cui una donna esprime sentimenti negativi, chiede insistentemente di comunicare sui problemi, mentre l’uomo tende a fuggire. In queste situazioni si crea un circolo vizioso in cui, alla fuga del partner, corrisponde un aumento dell’espressione di sentimenti negativi di lei, che incrementano il bisogno di fuga di lui, e, alla fine entrambi riportano sensazioni di mancanza di considerazione nei propri confronti da parte del partner (Markman, 2013).

Queste difficoltà possono scatenare modalità aggressive nel partner sano o una riduzione dei contatti. Alcuni uomini potrebbero ritirarsi dalle richieste sessuali come risposta alla paura e all’immagine corporea alterata della loro compagna, altri potrebbero ritirarsi per paura di ferire la partner. Alcune donne potrebbero sentirsi in colpa nel deprivare i loro compagni dal sesso e avrebbero paura di un eventuale abbandono del loro compagno (Henson, 2002). Tutto ciò può far nascere diversi problemi coniugali che in casi di grave crisi relazionale inducono a separazioni (Sheppard e Ely 2008).

 

La comunicazione tra partner

La comunicazione maladattiva è il precursore di una insoddisfazione coniugale, caratterizzata dalla pressione di un partner sull’altro nel parlare dei problemi, mentre l’altro partner si ritira, diventando passivo o difensivo.

Strategie di coping scarsamente funzionali sono anche quelle caratterizzate da fuga, evitamento della realtà, sia da parte del coniuge malato che di quello sano, che possono esprimersi, ad esempio, nel silenzio; si evita di parlare del tumore al seno e della difficoltà che la situazione determina sia nei partner sia nella relazione tra loro.  Si crea un muro di silenzi, di non detti che, benché possano essere sostenuti da motivazioni ‘nobili’ (non urtare la sensibilità della paziente), creano difficoltà nel dialogo tra i partner e nel modo di vivere la malattia. Secondo Fergus e Gray (2009), esistono alcune determinanti che impediscono buone dinamiche relazionali; esse sono l’evitamento di argomenti riguardante il tumore al seno, stili comunicativi basati sulla ritirata; prendere le distanze.

Un’aperta comunicazione improntata sull’autenticità e sul rispetto è predittivo del miglioramento relazionale. È importante che ambedue i partner riescano a esprimere i loro sentimenti, paure e pensieri all’altro per mantenere integra l’intimità della coppia. Invece vulnerabilità relazionali possono diventare barriere comunicative e creare nel coniuge sano un’onda d’urto emotiva che rende spesso difficile adattarsi alla situazione e al ruolo del caregiver.

Messaggio pubblicitario Biondi (2003), sottolinea come l’intimità sia mediata dalla ‘capacità comunicativa‘, indispensabile sia per la donna con tumore al seno, che esprimendo i propri stati d’animo non si sentirà isolata, sia per il partner sano, che sarà alleggerito nel palesare le paure inerenti alla malattia. Nell’affrontare il cancro, entrambi i partner possono avere visioni e prospettive diverse, l’unico modo per cercare un senso di condivisione è parlare, comunicare apertamente i propri stati d’animo.

Parlare apertamente delle proprie emozioni, aiuta a tollerare quelle negative tale da sviluppare un coping adattivo che consente di migliorare la relazione intima (Badr et al. 2008). Laureanceau, Barrett e Rovine (2005) propongono, criteri come self-disclousure intesa come la frequenza e l’intensità della comunicazione di informazioni, sentimenti e pensieri da parte del rispondente, la partner-disclousure intesa come la frequenza e l’intensità con cui il partner tende ad aprirsi esprimendo e comunicando informazioni, pensieri e sentimenti e la perceived partner responsiveness intesa come quanto i rispondenti si sentono compresi, considerati, protetti dal partner.

La partner responsiveness contribuisce al supporto emozionale, ed è un fattore che aumenta l’intimità e la vicinanza nella coppia. Generalmente la disclosure è predittivo di un migliore adattamento emotivo e psicologico, di bassi livelli di stress e di soddisfazione relazionale. Scarso adattamento e distress sono invece il risultato di comportamenti basati sull’evitamento, il criticismo, il diniego, una comunicazione basata sulla richiesta-ritirata. Una ragione dell’evitamento è la difficoltà di esprimere le proprie emozioni all’altro significativo e/o tensione interpersonale.

 

Tre tipi di comunicazione utili alla coppia durante e dopo il tumore al seno

Esistono tre tipi di comunicazione che la coppia può usare quando gestisce gli stressor durante e dopo il tumore al seno e il distress psicologico: la comunicazione costruttiva reciproca, l’evitamento reciproco, la richiesta-ritirata in cui un partner cerca l’altro che si sottrae alla comunicazione (Manne et al., 2006). Quest’ultima e l’evitamento reciproco sono associati con alto distress e scarsa soddisfazione relazionale. Viceversa nel caso di una comunicazione positiva reciproca, che include abilità di problem-solving, metacomunicazione, empatia, sono associati a una buona qualità relazionale. I problemi di comunicazione sono i primi segni della rottura coniugale, dell’insoddisfazione relazionale e della mancanza di supporto emotivo. Al contrario altre coppie, nell’esperienza del cancro tendono a creare una maggiore intimità, un contatto ravvicinato; tale evento rappresenta un momento di insegnamento per la coppia stessa. L’aumento della vicinanza accade in maniera marcata nelle coppie con una forte relazione già prima della diagnosi di tumore al seno, mentre nelle coppie con relazioni più deboli possono sperimentare più difficoltà e un declino nella soddisfazione e nella qualità coniugale (O’Mahoney e Carroll 1997).

Dalla letteratura si evince che un’aperta comunicazione di coppia riduce i livelli di distress, incrementando l’adattamento relazionale e psicologico, tendendo a focalizzarsi sulle aspettative comuni, minimizzando le differenze e risolvendo i conflitti (Badr, Acitelli, e Taylor, 2008). Come documentano Fergus e Gray (2009), la diagnosi e il trattamento per il tumore al seno ha delle ricadute nella coppia; per cui diventa prioritario rinegoziare ruoli familiari e responsabilità, sentimenti di squilibrio, fronteggiare le barriere comunicative e gestire l’inattività sessuale.

Ma questo non è sempre facile poiché a mediare l’adattamento ai cambiamenti intervengono sia le caratteristiche personologiche della paziente che le caratteristiche del partner. L’obiettivo primario per la coppia è ritornare ad una vita ‘normale’; riprendendo le relazioni intime, progettare, affrontare i cambiamenti corporei, affrontare la malattia e i trattamenti, gestire la paura della ricorrenza. I cambiamenti corporei hanno delle ripercussioni sulla percezione di sé e nella relazione di coppia.

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