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Fobia sociale e disagio lavorativo: come superarli con la teatroterapia

Alle persone con fobia sociale, e non solo,la teatroterapia permette di provare nuove reazioni cognitive e comportamentali nelle situazioni temute

ID Articolo: 118808 - Pubblicato il: 17 marzo 2016
Fobia sociale e disagio lavorativo: come superarli con la teatroterapia
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La fobia sociale è un disturbo psicologico caratterizzato da un’intensa e persistente paura di affrontare le situazioni in cui si è esposti alla presenza e al giudizio altrui. La teatroterapia consente di superare i blocchi emotivi ed è particolarmente utile a chi ha problemi di timidezza, difficoltà relazionali, disagio nell’esprimere il proprio parere o parlare in pubblico.

 

La Fobia sociale

La fobia sociale è un disturbo psicologico caratterizzato da un’intensa e persistente paura di affrontare le situazioni in cui si è esposti alla presenza e al giudizio altrui per il timore di apparire incapace o ridicolo e di agire in modo inopportuno. Si tratta di un disturbo d’ansia causato dalla paura di essere giudicati negativamente in situazioni sociali o durante lo svolgimento di un’attività.

Le prime descrizioni della fobia sociale risalgono ai primi anni del Novecento, quando Janet (1903) la definì come ‘La paura di parlare in pubblico, suonare il piano e scrivere di fronte ad altri‘. La specificità della fobia sociale fu negata con l’affermarsi della Psicoanalisi, che la classificò genericamente all’interno della nevrosi fobica. Successivamente, Marks e Gelder (1966) la distinsero dalle altre manifestazioni fobiche, definendola come ‘La paura di mangiare, bere, ballare, parlare, scrivere, ecc. in presenza di altre persone per il timore di risultare ridicoli‘.

Messaggio pubblicitario Il nucleo patologico della fobia sociale è rappresentato da una marcata sensibilità verso il giudizio degli altri; il fobico sociale teme di essere osservato e di divenire oggetto di scherno da parte degli altri, o che le proprie prestazioni lo possano esporre a valutazioni negative.

A livello cognitivo il fobico sociale è caratterizzato dall’essere molto critico verso se stesso e si autopercepisce come debole, incompetente e ridicolo, mentre l’Altro è visto come abile, superiore e competente.

Sul piano comportamentale, questo soggetto fobico, per sottrarsi all’esposizione di esperienze dolorose, adotta la condotta del rinvio, della rinuncia e del ritiro; nella relazione con l’Altro adotta un comportamento protettivo ed una comunicazione di tipo anassertiva e di sottomissione.

A livello emotivo il fobico sociale vive posseduto da un senso generale di agitazione e di preoccupazione che aumenta con l’avvicinarsi di una situazione temuta. Il timore esagerato del giudizio degli altri impedisce l’autoesposizione e più i comportamenti di evitamento si generalizzano, maggiormente il disturbo diventa invalidante: si sviluppano così sentimenti di inadeguatezza ed inferiorità che, a loro volta, riducono l’autostima ed aumentano la tendenza a percepire se stesso come incapace e gli altri come critici e rifiutanti.

Gli individui che soffrono di fobia sociale possono sperimentare un forte disagio anche in ambito lavorativo. I problemi in ambito lavorativo sono spesso causati dal timore di parlare in pubblico e dalla tendenza ad evitare impegni in cui il soggetto potrebbe sentirsi valutato negativamente.

La conseguenza della fobia sociale è un impoverimento della vita dell’individuo, che spesso conduce una vita ritirata, con poche amicizie e poche occasioni di svago; analogamente essa può compromettere la carriera scolastica e/o lavorativa con conseguente danno per l’immagine e l’autostima.

 

Fobia sociale e timidezza sul luogo di lavoro

La fobia sociale sul luogo di lavoro implica che il soggetto che ne soffre non riesca spesso a trovare lavoro e quando lo trova, generalmente, non riesce a reggere lo stress lavorativo per varie motivazioni, quali ad esempio la paura di essere giudicati dai colleghi o dal proprio capo, il disagio di sentirsi inappropriato per il ruolo che deve svolgere, l’ansia per il doversi relazionare con gli altri: è sicuramente uno svantaggio se si pensa in termini di lavoro, sia per trovarlo, che per mantenere una determinata posizione lavorativa nel tempo.

La fobia sociale sul luogo di lavoro non riguarda solamente chi ha particolari responsabilità, ma anche le persone timide, che temono continuamente di essere messe al centro dell’attenzione.

 

La teatroterapia per la fobia sociale e la timidezza sul lavoro

Secondo una ricerca commissionata dalla scuola britannica di teatro ‘Stagecoach Theatre Arts School‘, molte persone ritengono di non aver ottenuto promozioni sul posto di lavoro o aumenti di stipendio proprio a causa della propria timidezza e/o a causa di una scarsa fiducia in se stessi.

Dalla ricerca emerge che, sul posto di lavoro, il 41% delle persone ha difficoltà a fare delle presentazioni in pubblico o a guidare delle riunioni, mentre un altro 40% si reputa troppo timido per parlare nelle riunioni; il 34% afferma di non avere il coraggio di chiedere al proprio capo un aumento di stipendio. Anche trovare un lavoro si rivela difficile per taluni: il 29% sostiene infatti di avere difficoltà ad ottenere un colloquio di lavoro, durante il quale, spesso, non riesce neppure a parlare.

Messaggio pubblicitario NETWORK CLINICA Lo studio commissionato dalla Stagecoach Theatre Arts School intende promuovere, seppur indirettamente, la scuola di recitazione per bambini, sostenendo che, attraverso la teatroterapia , si può riuscire a far loro superare precocemente la paura di parlare in pubblico, che è alla base delle difficoltà di relazione degli adulti. Molte attività artistico-creative, infatti, consentono di sperimentare aspetti di se stessi, altrimenti difficilmente conoscibili.

Una delle cosiddette forme di arte terapia è appunto la teatroterapia, che utilizza le potenzialità del gioco delle parti per favorire l’integrazione e sviluppare una comunicazione efficace.

Tradizionalmente la teatroterapia viene definita ‘La messa in scena dei propri vissuti, nel contesto di un gruppo, con il supporto di alcuni principi di presenza scenica che derivano dall’arte dell’attore‘ (Orioli, 2001).

 

Teatroterapia per la crescita personale e professionale

Ad oggi sono stati sperimentati diversi percorsi di teatroterapia, ognuno dei quali tende ad attivare dei processi di crescita personale e professionale. Attraverso l’arte teatrale, infatti, si possono sviluppare alcune competenze manageriali, quali, ad esempio, la comunicazione efficace, la capacità di lavorare in gruppo o la capacità di gestire i conflitti.

Il contesto del palcoscenico permette di provare nuove reazioni cognitive e comportamentali, sperimentando un altro sé in situazioni temute, che possono essere affrontate attraverso la drammatizzazione: in questo senso la teatroterapia consente di perfezionare la propria comunicazione a tutti i livelli, superando i blocchi emotivi, allenando il non verbale, pertanto è particolarmente utile a chi ha problemi di timidezza, difficoltà relazionali, disagio nell’esprimere il proprio parere o parlare in pubblico.

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Bibliografia

  • Janet P. (1903). Les obsessions et la psychasthenie. Felix Alcan. Paris.
  • Marks I.M.. Gelder M.G. (1966). Different age of onset in varieties of phobia, in American Journal Psychiatry, 123.
  • Orioli V. (2001). Teatro come terapia. Macro Edizioni. Diegaro di Cesena (FC).
  • Andrew G., Creamer M. (2004). Fobia sociale, manuale per chi soffre del disturbo. Centro Scientifico Editore. Torino.
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