Essere donatori di organi: uno studio sul quoziente empatico, i vissuti d’attaccamento ed i meccanismi di difesa dell’io

Nello studio si indagano il quoziente di empatia, i vissuti di attaccamento e i meccanismi di difesa dell'io di chi è favorevole a donare gli organi.

ID Articolo: 115573 - Pubblicato il: 17 novembre 2015
Essere donatori di organi: uno studio sul quoziente empatico, i vissuti d’attaccamento ed i meccanismi di difesa dell’io
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Questo articolo ha partecipato al Premio State of Mind 2014 – Sezione Junior

Essere donatori di organi: uno studio sul quoziente empatico, i vissuti d’attaccamento ed i meccanismi di difesa dell’io

Autrice: Rosa De Stefano

 

Abstract

Il presente lavoro intende valutare quanto il quoziente empatico, i vissuti d’attaccamento e i meccanismi di difesa si pongano in relazione con la scelta di essere favorevoli alla donazione degli organi. La tematica è di per sé molto impegnativa, dal momento che il divario esistente tra bisogno di organi e disponibilità a donarli può essere colmato solo comprendendo il peso che alcune variabili assumono all’interno delle scelte che vengono fatte sul piano individuale. Alla ricerca hanno preso parte 140 persone. L’età dei soggetti favorevoli alla donazione di organi che hanno partecipato alla ricerca è compresa fra i 18 e i 76 anni (Media: 35,75; Ds 12,61). Sono stati inoltre esaminati 40 soggetti di età compresa tra i 18 e i 75 anni (la Media è 37,72 e la Ds è 16, 92) non disponibili alla donazione degli organi, che hanno costituito il gruppo controllo.

Messaggio pubblicitario I risultati di questo studio ci permettono di giungere ad una conclusione, di per sé certo non definitiva, ma che riguarda le modalità di costruzione dei legami affettivi con le figure di attaccamento e la presenza di atteggiamenti empatici e altruistici. Coloro che hanno avuto una figura di attaccamento, soprattutto materna, presente senza essere ipercontrollante e invadente, affettuosa e che si è relazionata con loro con amorevolezza senza inibirne il desiderio di autonomia, hanno manifestato il loro potenziale intendimento di donare gli organi. I comportamenti e gli atteggiamenti equilibrati delle figure di attaccamento potrebbero infatti influire sugli individui, determinando il loro corredo comportamentale e disponendoli all’autonomia decisionale, alla premura disinteressata verso l’altro e i suoi bisogni.

Abstract

The present study aims to assess how the empathy quotient, the feelings of attachment and defense mechanisms are connected with the decision to be in favor of organ donation. The topic is very challenging, since the gap between organs need and willingness to donate them, can be bridged only by understanding the importance that some variables take in individual choices. This research has been attended by 140 people. The age gap among subjects supporting organ donation that participated the survey, is between 18 and 76 years (average: 35,75; 12,61 Ds). The control group was made-up by 40 not-supporting organs donation subjects, aged between 18 and 75 years (average is 37.72 and the DS is 16, 92) which were also examinated.

The results lead to a, certainly not definitive, conclusion that affect the manner of emotional ties construction with attachment figures and the presence of empathy and altruistic behavior. Those who have had an attachment figure, especially maternal, and present without being neither iper-controlling nor intrusive, affectionate and who is related to them with kindness without inhibiting the desire for autonomy, have demonstrated their potential intention to donate organs. The balanced behaviors and attitudes of attachment figures may in fact affect individuals, determining their accompanying behavioral and arranging decision-making autonomy, the disinterested kindness toward others and their needs.

Parole chiave: Donazione organi, attaccamento, empatia, altruismo.

 

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