Quando il matrimonio è una questione di investimento

I cambiamenti avvenuti nella società odierna hanno comportato delle modificazioni anche rispetto al ruolo del matrimonio - Psicologia

ID Articolo: 115599 - Pubblicato il: 19 novembre 2015
Quando il matrimonio è una questione di investimento
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C’è stato un tempo in cui il matrimonio costituiva un passaggio obbligato, una tappa scontata nel percorso esistenziale della maggior parte della popolazione. Oggi, invece, sono sempre meno le coppie che scelgono di sposarsi e, anche qualora lo facciano, i processi motivazionali alla base della scelta sembrano essere diversi da quelli di una volta. Che cosa è cambiato?

Un recente studio condotto da Shelly Lundberg e Robert Pollak si è occupato di indagare questo complesso fenomeno esaminando il valore culturale, il significato sociale e la natura economica del matrimonio. Prima degli anni Cinquanta la società occidentale si reggeva su una distinzione dei ruoli sessuali piuttosto rigida che prevedeva che gli uomini si occupassero del sostentamento materiale del nucleo familiare e le donne gestissero la casa e i figli. Nella maggior parte dei casi, in altre parole, le donne erano prima di tutto madri e, se lavoravano, lo facevano per periodi brevi, tra una gravidanza e l’altra, senza un disegno di carriera specifico. Un secondo aspetto, secondo gli autori, permette di comprendere la natura del matrimonio nella sua forma classica: la vulnerabilità della figura femminile all’epoca era in certa misura tutelata dalla rigidità del patto matrimoniale e dalla difficoltà di uscita da tale rapporto in termini economici, giuridici e sociali.

A partire dalla metà del secolo, invece, la società occidentale (e quella americana in particolare) è stata protagonista di cambiamenti profondi che hanno ridisegnato, tra le altre cose, il ruolo del matrimonio. Innanzitutto, a partire dagli anni Cinquanta sempre più donne hanno scelto di proseguire gli studi dopo le superiori e, così facendo, hanno posticipato il matrimonio e si sono aperte la possibilità di intraprendere una carriera lavorativa significativa in termini di prospettive di crescita e di salario.

Messaggio pubblicitario Una serie di cambiamenti legislativi ha poi reso possibile intraprendere la strada del divorzio con difficoltà decisamente più contenute e, dal punto di vista sociale, l’opzione è stata gradualmente accettata. Infine, le innovazioni tecnologiche e un mercato con un’offerta in forte crescita hanno permesso una gestione della casa molto più semplice e rapida: non serviva più qualcuno a casa che si dedicasse a tempo pieno alle faccende domestiche. In termini economici, si poneva un quesito importante: quale poteva essere il vantaggio del matrimonio ora che non era più così difficile vivere soli e che la specializzazione di genere si attenuava sempre di più?

 

Matrimonio in epoca moderna

I costi in termini di libertà personale non sembravano più secondari rispetto ai vantaggi pratici e, così, si è iniziato a sposarsi meno, a compiere il passo in età più avanzata e a concepire bambini anche al di fuori del matrimonio. Se negli anni Cinquanta circa l’85% degli uomini e delle donne statunitensi erano sposati, nel 2010 la percentuale si è attestata attorno al 65%.

Ma c’è qualcosa di più: se è vero che i matrimoni sono in generale diminuzione, ciò non vale per la popolazione in possesso di titoli di studio elevati. All’interno di questa categoria, infatti, i matrimoni sembrano essere più frequenti, più duraturi e precedenti alla nascita dei figli. Si sposano meno del 40% delle donne statunitensi che non hanno concluso le scuole medie e circa il 70% di quelle con un master, mentre optano per la convivenza circa il 20% delle prime e solo il 5% delle seconde. Gli autori riportano inoltre, in riferimento alla popolazione americana bianca, una percentuale del 53% di prole nata al di fuori del matrimonio per madri con un diploma superiore o licenza media, mentre la percentuale scende al 6% per le donne laureate. I dati registrati per la popolazione afroamericana e ispanica mostrano un andamento simile, anche se i numeri sono più alti in tutte le categorie di titoli di studio.

Messaggio pubblicitario Come spiegare questo fenomeno? Secondo gli autori, il matrimonio è diventato uno strumento di protezione per un investimento molto specifico, quello sulla cura e sull’educazione dei figli. Un investimento che, sostengono Lundberg e Pollak, ha senso per i ceti più colti e benestanti, che hanno una maggior quantità di risorse -economiche e non – da dedicare alla prole, impegnandosi per garantire un futuro di successo.

Secondo questa lettura le classi medio-basse, non essendo nelle condizioni di mettere a punto e realizzare grandi progetti per i figli, non avrebbero motivo di accettare le limitazioni della propria libertà che il matrimonio comporta. E questo, a sua volta, potrebbe portare ad un’ulteriore riduzione delle risorse e ad un destino segnato in cui le scarse possibilità educative ricevute dai genitori determinano scarse possibilità educative offerte ai figli – una questione sociale che richiede di essere presa in attenta considerazione.

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Bibliografia

  • Lundberg, S., Pollak, R.A. (2015). The Evolving Role of Marriage: 1950 –2010. The Future of Children, vol. 25, n. 2., p. 29-50.  DOWNLOAD
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